La brioche col tuppo del Bar Salvo e la sua ricetta originale
Un'eccellenza tutta napoletana che da sessanta anni nessuno riesce a copiare.
Una storia lunga sessant’anni quella del Caffè Salvo che dal 1948, con la prima attività aperta da Gennaro Romano, delizia i palati dei napoletani con le sue soffici prelibatezze ed ottimi caffè. Si sposta al Vomero nel 1955 e nonostante altri bar storici riesce ad affermarsi nel quartiere diventando un punto di riferimento per la colazione, in particolare la dolce attrattiva sono i suoi inimitabili cornetti di pasta sfoglia con crema, graffe e brioches artigianali.
Successivamente la gestione è passata al figlio Luigi che insieme alla moglie Raffaella e al suocero Ettore Festa, pasticciere napoletano, portano avanti una tradizione fatta di ingredienti semplici e di qualità, un laboratorio che inizia a sfornare alle cinque del mattino cornetti dalla sfoglia lavorata col burro e soffici brioche.
Il bar ci rivela la ricetta di una sua eccellenza: la mitica brioche col tuppo, e sicuramente non possiamo esimerci dal provarla… sarebbe un’ingiustizia per il palato!
Cosa Serve
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- 1 kg di farina
- 150 gr di zucchero
- 150 gr di burro
- 5 uova
- 50 gr di lievito di birra
- 30 gr di sale
- 300 gr di acqua
Come si fa
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- Setacciare la farina ed aggiungere lo zucchero, il lievito sciolto in un po’ di acqua tiepida, il sale ed inserire tutto in un’impastatrice.
- Iniziare ad impastare, inserendo le uova una alla volta, aggiungere il resto dell’acqua, lasciare incordare l’impasto ed infine unire il burro a pezzetti.
- Lasciare lievitare l’impasto fino a che non raddoppia il volume. Tagliare la pasta a pezzi e formare le brioche nella maniera tradizionale con il tuppo, metterle sulla teglia e lasciare lievitare ancora sempre fino a che il volume sia raddoppiato.
- Spennellare le brioche con uovo battuto e latte. Mettere a cuocere in forno a 180° per 20-25 minuti.
La ricetta è ripresa da lucianopignataro.it
L’autore anche della foto di copertina è di Dora Sorrentino che si ringrazia per la concessione d’uso.

