Blitz dein Nas nel ristorante di Cannavacciuolo. Ecco la reazione dello chef

Fabio Avallone
Blitz dein Nas nel ristorante di Cannavacciuolo. Ecco la reazione dello chef
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Antonino è su tutte le furie. Ecco cosa è successo

 

 

Brutta disavventura per Antonino Cannavacciuolo, il celebre chef e, oramai, star televisiva. Nel suo ristorante, il Bistrot Torino, c’è stata un’ispezione dell’Asl e dei Nuceli Antisofisticazione dei Carabinieri e non tutto è risultato in regola. L’ispezione, infatti, si è conclusa con due denunce ed una multa da 1.500 euro. Oggetto dei rilievi degli ispettori è stata la mancata indicazione, sul menù, degli alimenti congelati e la presenza di materie prime non tracciate. Ad essere denunciati sono stati il direttore del locale, Giuseppe Savoia, e la proprietaria, nonché moglie di Cannavacciuolo, Cinzia Primatesta. L’episodio è stato commentato molto duramente dal giudice di MasterChef: “Cose come questa fanno venir voglia di chiudere ed andare via – ha dichiarato a “La Stampa” – gli alimenti congelati rinvenuti erano per noi e l’aggiornamento dei registri era leggermente in ritardo a causa del grosso lavoro di questi giorni. Nei nostri ristoranti sono sempre state trovate cucine perfette e dipendenti in regola”.

 

La reazione dello Chef Cannavacciuolo: Ma quale frode? Va bene che ci siano delle regole ma applicarle in questo modo è assurdo. Prodotti come il pesce devono essere abbattuti per legge. Procedimento che era correttamente indicato, ma soltanto al fondo della carta. Certo: abbiamo sbagliato, c’è poco da discutere. Ma non l’abbiamo certo fatto in malafede. D’ora in avanti un asterisco lo indicherà accanto ad ogni piatto. Fine della storia“. Sulla pasta fresca, in realtà congelata, invece dichiara: “Quella che finisce in tavola è sempre fresca, ci mancherebbe. Può succedere, però, che ne avanzi un po’. E allora viene congelata, ma esclusivamente per uso personale e non per essere proposta successivamente ai clienti. Insomma, il cibo buono non si butta. Ma quella roba, lo ripeto, ce la mangiavamo noi e nessun’altro



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