Basilica di Santa Maria a Pugliano, la più antica dell’area vesuviana
Nel comune vesuviano di Ercolano è sito un grande luogo di culto: la basilica di Santa Maria. Eretta a Pugliano, rappresenta la principale chiesa della città e la più antica dell’area vesuviana. E rientra tra le edificazioni più visibili dal golfo tutt’oggi.
La Madonna di Pugliano è divenuta perciò la patrona di Ercolano.
Storia
La presenza di un oratorio dedicato alla Vergine sull’allora collina solitaria di Pugliano è attestata fin dall’undicesimo secolo. Da ciò è poi stata eretta quella che oggi conosciamo come basilica, che preserva ancora importanti elementi appartenenti a tanti secoli fa. Tra questi figurano due sarcofagi pagani in marmo del II e IV secolo d.C., adattati ad altare cristiano attorno all’XI secolo. Al XIV secolo invece risale la statua lignea della Madonna delle Grazie, anche nota come Madonna di Pugliano, di pregevole fattura e di gusto francese, posizionata sull’altare maggiore. E ancora il Crocifisso Nero in legno del XIV secolo.
Pian piano il culto della Madonna di Pugliano crebbe. Partì sviluppandosi in città. E si diffuse così tanto che, nel sedicesimo secolo, la chiesa raggiunse una grande fama anche oltre i confini di Ercolano. Il culto della Madonna delle Grazie era sentito così tanto che all’allora chiamata Resina arrivavano innumerevoli pellegrini da tutte le contrade vesuviane.
Il grande interesse e il culto ormai consolidato portarono la chiesa di Santa Maria a Pugliano a essere definita basilica pontificia nel 1574. Nel 1576 fu eletta a parrocchia con una giurisdizione spirituale che comprendeva il territorio tra il Vesuvio e il mare, tra Torre del Greco e San Giovanni a Teduccio. E papa Gregorio XIII, proprio in relazione a Santa Maria a Pugliano, con la bolla del 13 giugno del 1579, confermò molte indulgenze plenarie.
Architettura e arte
In stile tardo barocco, ha un impianto a croce latina, con tre navate e un transetto asimmetrico. Nei secoli la chiesa si è arricchita, sopravvivendo anche a tutte le vicissitudini alle quali la città di Ercolano è stata notoriamente sottoposta per via della sua posizione.
Il campanile, a esempio, è un grande elemento per la basilica, e fu costruito tra fine sedicesimo e inizio diciottesimo secolo. Alto 36,26 metri, è largo 6,68 metri e consta di quattro livelli con tre ordini di arcate sulla facciata principale, e due sulle altre. La cella campanaria ospita tre campane, la maggiore delle quali ha un diametro di 1,40 metri, arrivando a pesare 4 tonnellate. Quest’ultima fu fusa grazie a una donazione di 1.100 libbre d’oro dal re Ferdinando II.
La festa patronale
A Ercolano la festa patronale ricade il 15 agosto di ogni anno. E per questo avvenimento la città si trasforma a festa per quasi una settimana, nella quale si organizzano molteplici eventi. Questo permette un’aggregazione cittadina davvero notevole. Tra la devozione alla statua, che esce in festa in città, il peculiare e d’effetto incendio al campanile, concerti in piazza dinanzi alla basilica, illuminazioni cittadine e bancarelle in ogni dove, lo spirito che si respira è di condivisione e gioia.

