Arteteca: etimologia ed origine dell’espressione napoletana

Curiosità
Articolo di , 28 Gen 2021

 

 

Musicalità, saggezza ed ironia sono le parole chiave della lingua napoletana. Sì, perché il napoletano non è un semplice dialetto, ma un vero e proprio idioma ricco di colori ed espressioni, tra allitterazioni ed onomatopeiche. A chi non capita, in determinati giorni, di essere particolarmente agitati, in ansia, incapaci di rimanere calmi e soprattutto fermi. In questi casi, si tende a scrollarsi la sensazione di agitazione camminando, compiendo movimenti ripetuti più volte, trasmettendo questo senso di frustrazione ed insofferenza agli altri, che sicuramente non mancheranno di rivolgerci una domanda: “Ma cherè, tien l’arteteca?”. Ma, di preciso, cosa vuol dire il termine arteteca?

 

Significato e origine della parola

 

Se gli italiani credono di aver sentito questo termine, rimandandolo all’omonimo  duo comico, divenuto celebre grazie alla trasmissione tv Made in Sud, in onda per anni su Rai2, i napoletani saranno sicuramente in grado di fornire un’ulteriore spiegazione al significato della parola arteteca.

 

Letteralmente, si attribuisce a questo termine il significato di agitazione, irrequietezza o insofferenza, che si manifesta in movimenti continui e nervosi.Un concetto che ha origini antiche ed ha i suoi lati più nascosti nell’etimologia della parola. Arteteca deriva, infatti, dal latino “arthritica”, una malattia molto diffusa in tempi antichi e che, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, si manifestava attraverso una febbre reumatica, artritica; non a caso, arteteca è da rimandare al termine “arthritis” che proviene da “arthron” ossia giuntura, articolazione. Una patologia, quella della febbre reumatica, la cui diffusione oggi è particolarmente e fortunatamente limitata grazie all’uso di antibiotici, ma che ai tempi, colpendo le articolazioni, portava il malato a compiere scatti involontari, irregolari e ripetuti, sintomi identificati con il ballo di San Vito.

Già ai tempi, però, i latini ricercavano la causa di questa malattia in un malessere interiore, una “gutta”, ossia una goccia che pian piano, attraverso uno stato emotivo agitato, va ad intaccare le articolazioni.

 

Oggi chi ci chiederà “Tieni l’arteteca?” di certo non farà riferimento alla febbre reumatica, bensì ad una malattia ben più comune al giorno d’oggi, ossia l’ansia, l’agitazione che ci portano, proprio come i bambini più vivaci, a muoverci di continuo e non stare mai fermi.

 

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