Arrubbà, fottere, accrastà: tutti i sinonimi napoletani del furto

Sottrarre qualcosa a qualcuno: rubare. Il napoletano non è così banale e presenta molti più significanti e declinazioni per descrivere questo concetto.

Tradizioni e Curiosità
Articolo di , 24 Mar 2023
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Pochi giorni fa abbiamo fatto uscire il nostro articolo sulla canzone di Alfonso Mangione a casciaforte, resa celebre nella versione del grande Renato Carosone. Il protagonista del brano cerca di procurarsi una cassaforte in grado di custodire i suoi più preziosi cimeli. Non gioielli o denaro, ma vecchi ricordi, che egli reputa così importanti da rendere necessario un modo per sottrarli all’eventuale furto da parte di malintenzionati: “certe reliquie, certi cimeli, si ‘e llasci a fore ponno sparì!”

A questo proposito, a lungo, la narrazione di Napoli da parte di una determinata fazione politica e giornalistica, è stata tristemente costellata di fango gettato sui napoletani. Dipinti come ladri, imbroglioni, truffaldini, assassini, camorristi.

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Lungi da noi negare tutte queste realtà, esistenti purtroppo in ogni territorio soggetto a disagio economico e sociale grave come, realisticamente, accade qui. Ma da qui a dipingere tutta la popolazione in questo modo, passa un abisso. Ed anzi, proprio i cittadini napoletani più onesti, che resistono e combattono contro i soprusi di ‘na manica ‘e fetiente come recitava ‘a città ‘e Pulecenella meriterebbero di essere ancora più ammirati, anziché sviliti.

Il napoletano è ricchissimo di sinonimi per descrivere il furto, proprio perché la povera gente conosce bene questo tipo di infame pratica e, nella parola, nella descrizione dei fenomeni, trova la sua difesa. Andiamo a vedere, proprio a sfregio, potremmo dire, tutti i sinonimi di questa parola. Alla faccia di chi ci ha sempre dipinto come ladri.

Verbi e formule sinonimi di furto in napoletano

1) Arrubbà

Il più semplice e diretto. Probabilmente una commistione della parola originaria rubare ed anche del concetto di procurarsi roba altrui illegalmente. Infatti spesso il termine, più che il canonico scippo da strada, viene usato per sottolineare una sfumatura di furto giuridicamente assimilabile all’appropriazione indebita. È un termine indicato per descrivere le azioni della mala politica, della corruzione all’interno della Pubblica Amministrazione.

2) Accrastà

Accrastare invece indica proprio la rapina per strada. Accrastare riassume tutto l’iter del malintenzionato nell’avvicinare di notte la vittima, magari in un luogo isolato, per braccarla e sottrarle la borsa, il telefonino o qualsiasi cosa abbia di valore.

3) Tenè ‘a saraca int’a sacca

Che cos’è la saraca? È l’aringa. Avere un’aringa nella tasca, una sardina nei pantaloni indica, in napoletano, l’urgenza di dover andar via. Ricorda una formula simile ossia tené a neve a int’ ‘a sacca anch’essa indicante una persona che mostra urgenza di dover andar via. Se la seconda è utilizzata perlopiù in termini canzonatori, la prima invece indica sospetto. La persona ha fretta di andar via perché teme di essere colto con le mani nel sacco, poiché probabilmente ha commesso una malefatta, ha sottratto qualcosa a qualcuno e non vuole farsi trovare con la refurtiva addosso. Secondo altre fonti invece deriverebbe dal termine sarak che in arabo si traduce proprio come refurtiva.

4) Spalummà

Se il verbo vi ricorda le palummelle, ossia il termine napoletano con cui indichiamo delle piccole falene, non vi sbagliate. Il verbo sta proprio ad indicare la sparizione di un oggetto simbolicamente attraverso la metamorfosi della larva che diventa farfalla e puff! Vola via. Quindi se un portafoglio è spalummato, si è volatilizzato. Ma difficilmente lo ha fatto da solo e sulle sue gambe.

5) Fottere

Con decenza parlando, la parola fottere è un capolavoro, un masterpiece, crocevia di tanti significati tutti diversi. Il primo ovviamente è proprio rubare, sottrarre qualcosa a qualcuno. Sia nell’accezione di furto da strada, sia invece per quello traffichino, da corruzione. Traslandolo, dunque, nelle relazioni interpersonali, significa anche imbrogliare, raggirare, fregare qualcuno.

Ancora, può avere una palese sfumatura sessuale. E in napoletano antico, verace, fottere può essere tradotto anche come mangiare, sfamarsi.
Si potrebbe dunque concludere che il termine sta ad indicare la appropriazione di qualcosa ai fini del soddisfacimento personale, senza farsi troppi scrupoli al riguardo.

 

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