Napoli, arrestato il 24enne che ha hackerato il Ministero Della Giustizia. Gratteri: "Un mago dell'informatica" eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
Napoli, arrestato il 24enne che ha hackerato il Ministero Della Giustizia. Gratteri: “Un mago dell’informatica”
M. D'Andria
4 Ott 2024 - 11:30
Pixaby

Napoli, arrestato il 24enne che ha hackerato il Ministero Della Giustizia. Gratteri: “Un mago dell’informatica”

È riuscito ad hackerare il Ministero della Giustizia un ragazzo di soli 24 anni che voleva entrare in possesso di documenti segreti.

Cronaca. Era un “mago dell’informatica” il 24enne arrestato per aver hackerato documenti segreti del Ministero della Giustizia. L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura di Napoli.

Napoli, arrestato hacker di 24 anni: ha rubato fascicoli segreti del Ministero della Giustizia

Un giovane hacker di 24 anni è stato arrestato con l’accusa di aver violato ripetutamente i sistemi informatici del Ministero della Giustizia, rubando decine di fascicoli segreti, tra cui ordinanze di custodia cautelare e informative di polizia giudiziaria. L’arresto è avvenuto a Roma, dove il giovane, originario di Gela, risiedeva.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Napoli, ha portato alla luce un’operazione di hackeraggio che durava da quattro anni e che ha messo in serio pericolo la sicurezza delle informazioni sensibili gestite dal sistema giudiziario italiano.

L’ultimo attacco del giovane pirata informatico si è verificato la scorsa notte, ma grazie a un’indagine già avviata dalla polizia postale, è stato bloccato in tempo. “Avevamo già un ordine di cattura su di lui da un mese“, ha dichiarato Nicola Gratteri, procuratore capo di Napoli. L’indagine ha rivelato che l’hacker aveva violato non solo i sistemi del Ministero della Giustizia, ma anche quelli della Guardia di Finanza, con lo scopo di accedere a fascicoli riservati e acquisire informazioni sensibili.

L’accusa principale è quella di accesso abusivo a un sistema informatico. Secondo i magistrati, l’hacker operava con almeno cinque identità di copertura, riuscendo a violare le banche dati per sottrarre password e documenti protetti.

Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia, ha evidenziato come questa sia una delle indagini più rilevanti nel campo della sicurezza informatica in Italia. Melillo ha elogiato la cooperazione istituzionale e l’utilizzo di tecniche sofisticate per contrastare l’attacco informatico.

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