Aritmia cardiaca a Napoli il primo intervento con ablazione ibrida

Paola Palmieri

A Napoli il primo intervento con ablazione ibrida nel Sud Italia

 

Alla Clinica Mediterranea di Napoli e è stato eseguito un intervento unico nel suo genere, che segna, attraverso la pubblicazione su di una importante rivista scientifica, il raggiungimento di un traguardo internazionale.

 

Giuseppe De Martino, responsabile di Elettrofisiologia della struttura di via Orazio, ha effettuato, per la prima volta nel Sud Italia, un intervento eccezionale sull’aritmia cardiaca, con una tecnica assolutamente nuova a livello mondiale. Ideata stesso De Martino, l’innovativa tecnica di ablazione ibrida, per sconfiggere la fibrillazione atriale, si inserisce nel panorama mondiale aggiudicandosi anche la pubblicazione scientifica sull’ambita rivista statunitense, Journal of Cardiac Surgery. 

 

Per questo particolare intervento si è dovuta creare una organizzazione ben specifica, dedicando spazi, uomini e mezzi, De Martino spiega: «La nostra tecnica, ideata per la cura della fibrillazione atriale è estremamente duttile e ci consente di curare meglio anche altre forma di aritmia, come quelle ventricolari. Infatti, il paziente arrivato in Clinica qualche giorno fa, con un grave scompenso cardiaco, fibrillazione atriale e che presentava continui arresti cardiaci provocati da aritmie ventricolari, è stato sottoposto all’operazione che  ha avuto esito positivo al 100%».

 

Tecnica che è stata denominata “Mediterranea Tecnique” in onore alla struttura dove il team di De Martino ha sviluppato l’intervento.

 

De Martino continua spiegando: «La fibrillazione atriale è l’aritmia più diffusa e causa di ictus e scompenso cardiaco . Con l’ ablazione tradizionale, quella transcatetere endocardica, la percentuale di guarigione è possibile solo nel 60% dei pazienti trattati. Grazie alla nostra tecnica endo/epicardica, mirata a colpire alcune specifiche zone del cuore, la percentuale di successo sale ad oltre il 90% poiché è possibile distruggere anche quelle cellule impazzite che non sono raggiungibili con l’ablazione tradizionale. L’esperienza accumulata negli ultimi 4 anni di ablazioni endo-epicardiche, ci ha consentito di abbandonare gli accessi chirurgici tradizionali (toracotomia destra), che sono più ampi e più fastidiosi per il paziente e ci ha permesso di sviluppare una tecnica estremamente mininvasiva, appunto la “Mediterranea Tecnique”, che si effettua attraverso una semplice puntura all’ inguine e di un piccolo taglio di soli 3 cm sulla pancia. In questo modo l’ intervento risulta molto semplificato, viene tollerato meglio dal paziente, aspetto da non sottovalutare assolutamente, ed il ricovero si accorcia a non più di 4-5 giorni». «Questo caso – prosegue De Martino – ci ha anche confermato l’elevato livello organizzativo e di collaborazione del dipartimento cardiovascolare della  Clinica Mediterranea, infatti, per consentire la sopravvivenza del paziente fino al completamento dell’ablazione ibrida è stata impiantata nel cuore una sorta di pompa elettrica che ha sostituito il cuore per tutta la durata della procedura. La nostra particolare tecnica di ablazione, così,  ci ha consentito di eliminare sia le aritmie ventricolari che la fibrillazione atriale». 

(Fonte il Mattino.it)



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