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Arci Mediterraneo brinda al Natale: un anno di impegno sociale e nuovi traguardi
A. Silvestri
19 Dic 2025 - 15:13
Foto Facebook Arci Mediterraneo Impresa Sociale

Arci Mediterraneo brinda al Natale: un anno di impegno sociale e nuovi traguardi

Istituzioni e operatori insieme per celebrare un 2025 ricco di attività e rilanciare il dialogo sul futuro dei progetti territoriali.

Il brindisi di Natale 2025 per Arci Mediterraneo è stato un momento di condivisione e l’occasione per fare il bilancio di un anno intenso, segnato da numerose iniziative e da risultati importanti sul piano sociale, culturale e formativo. Un appuntamento ormai tradizionale che, anche quest’anno, ha riunito operatori, operatrici e rappresentanti delle istituzioni locali.

Un momento di festa e di confronto

Nel corso della mattinata, al brindisi hanno preso parte anche esponenti delle istituzioni cittadine, tra cui il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, la cui presenza ha rappresentato un segnale di attenzione verso il lavoro quotidiano svolto dall’organizzazione sul territorio.

Durante l’incontro è emersa con forza la volontà condivisa di rafforzare il dialogo tra istituzioni e operatori sociali, nella consapevolezza che solo attraverso una visione comune e un’azione coordinata sia possibile sostenere in modo efficace le numerose attività territoriali e rispondere ai bisogni della comunità.

Un 2025 di crescita per Arci Mediterraneo

Il 2025 è stato un anno particolarmente positivo per Arci Mediterraneo, caratterizzato da molti eventi, progetti e percorsi avviati. Un lavoro collettivo che coinvolge ogni giorno decine di professionisti impegnati nei settori della formazione professionale, dei diritti, della cultura, dei saperi e dello sport.

Una storia lunga oltre trent’anni

Fondata nel 1990, Arci Mediterraneo Impresa Sociale S.r.l. opera da oltre trent’anni per la pace, l’accoglienza e i giovani. L’organizzazione è stata tra le prime in Italia a occuparsi di accoglienza già alla fine degli anni ’90, quando il tema era ancora ai margini del dibattito pubblico, dando supporto concreto a donne, uomini e bambini in fuga dalle guerre.

L’appuntamento è già fissato al 2026, con nuovi progetti e iniziative pronte a prendere forma.

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