Antonello Colonna sponsor della nuova linea Steel Pan
Sotto l’egida del prestigioso chef stellato romano, l’imprenditrice partenopea Carmen Sollo lancia la nuova linea “Master” di padelle in acciaio inox.
La sostenibilità in cucina presuppone l’utilizzo di strumenti e tecnologia adeguati all’uso, altrimenti restando un concetto non implementato: Antonello Colonna ha le idee chiare, e non potrebbe essere altrimenti, dall’alto del suo ruolo di ambasciatore della cucina italiana nel mondo, con un’esperienza ormai quarantennale, plurititolata dalle guide di settore. Cuoco, imprenditore, collezionista, albergatore, filosofo, poeta, inventore, musicista e “anarchico creativo”, Colonna – di recente nominato come chef delle Olimpiadi di Milano Cortina, già cuoco della presidenza del consiglio dei ministri – è da sempre attento alle istanze di rispetto dell’ambiente e di tecnologia “eticamente” praticabile, nello svolgimento del suo ruolo professionale: l’occasione è stato l’incontro con la creatività di Carmen Sollo, imprenditrice e fondatrice del marchio Steel Pan, che ha di recente esteso la gamma aziendale con la sua innovativa linea (brevettata) Master.
L’idea fondante è rappresentata dal fondo antiaderente della linea di padelle “lega su lega” in acciaio inox, contemperando sapientemente l’evoluzione estetica del prodotto; nessuna aggiunta di sostanze chimiche in fase produttiva, con un processo finalizzato ad una cottura naturale, uniforme e sana, senza fenomeni di usura dovuta alle alte temperature e utilizzi intensivi. È segnatamente l’acciaio inox ad alta resistenza il discrimen, materiale riutilizzabile e riciclabile, rappresentante la migliore delle opzioni per diminuire l’impatto ambientale del settore domestico: significativa anche la riduzione della presenza di materiali non recuperabili nei flussi di scarto, filosofia abbracciata idealmente da Colonna, che ne è divenuto testimonial. Teatro di svolgimento della conferenza stampa di presentazione lo splendido Antonello Colonna Resort, fulgido e lungimirante esempio di riconversione di spazi di archeologia industriale, ora divenuto buon retiro dello chef, con un ristorante premiato dalla stella Michelin, e possibilità di pernottamento.

Così, in Labico, nel cuore dei castelli Romani, in una zona paesaggistica eletta a parco naturale – ad una manciata di chilometri da Roma – l’evento prodromico a tale collaborazione sinergica è stata anche l’occasione per una degustazione “antologica” delle miniature dei signature dishes che hanno reso Colonna epitome dell’identità capitolina del mondo, rigorosamente preparate con la tecnologia “master steel pan”.

Dalla porchetta alla brandade di baccalà, dalla polpetta di bollito al “negativo di carbonara”, dalla gricia alla faraona, culminando con i deliziosi dessert torta diplomatica e “marquise au chocolat”, evidenti i debiti stilistici alla cucina francese: doveroso menzionare, nel comparto bevande, l’elegante metodo classico dell’Oltrepò Pavese Nature Dosaggio zero “La Piotta”, e i deliziosi – ed eterodossi – liquori ed amari dell’azienda “Ideale” preparati con l’utilizzo di zucchero di cocco, dalle evocative nuance ambrate, e stratificate gradazioni di gusto

