ANM: stop alla vendita a bordo dei bus, il giallo dei biglietti spariti

Valentina Cosentino
ANM: stop alla vendita a bordo dei bus, il giallo dei biglietti spariti
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Subisce uno stop, si spera momentaneo, lo stop della vendita a bordo dei bus e delle stazioni del metrò.

Stiamo parlando dei ticket venduti direttamente a bordo dei bus al prezzo maggiorato di 1,50 euro destinati all’acquisto dell’ultimo minuto, particolarmente graditi la sera e nei weekend quando le rivendite sono chiuse.

 

Ufficialmente sarebbero finite le scorte, ANM pur avendo prontamente provveduto a farne richiesta al consorzio unico Campania si è sentita rispondere con un diniego. Secondo il Consorzio, infatti, sarebbero ancora in mano di ANM oltre 75.000 tagliandi, sufficienti per altri due mesi.

 

Gaetano Ratto, presidente di Unico Campania, così spiega la risposta negativa: “Non ci risulta  che gli autisti non abbiano i biglietti. Nelle loro mani, secondo i dati aggiornati a venerdì, ci sono 75.119 titoli, per un controvalore di 112.678 euro. Al momento  gli incassi di quei biglietti non ci sono stati riversati. E sulla base delle medie di vendita, pari a 50-60mila ticket al mese, hanno quindi una disponibilità per altri 2 mesi. Non sappiamo perché ci sia stata segnalata questa emergenza, che potrebbe essere anche reale, e alla quale abbiamo risposto ufficialmente. Ma se non ci riversano i corrispettivi, per noi le giacenze sono ancora lì. Non possiamo dare nuovi titoli fino a quando non ci avranno girato gli incassi, perché possiamo programmare la stampa sulla base di quanto ci forniscono. Noi ci orientiamo su una gestione prudente. Certo, se Anm ci autorizza a consegnare titoli oltre le scorte ragionevoli, siamo disponibili“.

 

Sarebbe un passo indietro per l’azienda e per gli utenti se la situazione non arrivasse ad una soluzione in tempi brevi. Il servizio di vendita a bordo infatti aveva dato grandi risultati in termini di lotta all’evasione. Servizio gradito anche ai dipendenti che su ogni biglietto venduto ricevono come incentivo l’84% del sovrapprezzo di 40 cent al netto di Iva e dei costi di gestione.

 

Fonte: il Mattino

 



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