Allerta Campi Flegrei il super vulcano di nuovo in attività!

Paola Palmieri

Il super vulcano dei Campi Flegrei si sta ricaricando!

 

Secondo uno studio pubblicato su Science Advances da Francesca Forni, della Nanyang Technological University di Singapore, a cui hanno partecipato Gianfilippo De Astis, dell’Istituto Nazionale di Vulcanologia (Ingv), e Silvio Mollo, dell’università Sapienza di Roma, I Campi Flegrei potrebbero essere alla vigilia di una nuova grande eruzione.  

 

A riportare lo studio è Le Scienze che spiega : « l’area è considerata un sistema vulcanico in fase di quiescenza, che ha avuto una storia magmatica molto attiva negli ultimi 60.000 anni in cui spiccano due grandi eruzioni: quella cosiddetta dell’ignimbrite campana e quella del tufo giallo napoletano, rispettivamente le due rocce che hanno caratterizzato i depositi di materiale conseguenti alle due eruzioni».

 

Il supervulcano dei Campi Flegrei è quindi entrato in un nuovo ciclo di attività e si starebbe ricaricando, ma non  è possibile stabilire se questo fenomeno potrebbe portare in un futuro lontano a una grande eruzione, o se il vulcano più pericoloso d’Europa sarà destinato solo a piccole eruzioni come quella di 500 anni fa.

 

Lo studio di Science Advances è basato sull’analisi dei campioni di rocce prodotte dal magma relativo a 23 eruzioni avvenute nell’arco di 60.000 anni. Tra queste, a suggerire l’ipotesi che il vulcano sia all’inizio di un nuovo ciclo di attività sono stati i resti dell’ultima eruzione, che nel 1538 ha fatto nascere un piccolo cono di tufi e scorie, il Monte Nuovo.

 

Le rocce esaminate comprendono quelle prodotte dal magma di due eruzioni catastrofiche, note come Ignimbrite Campana, avvenuta circa 39.000 anni fa, i cui flussi di magma frammentato e gas seppellirono due terzi della
Campania, e la successiva eruzione del Tufo Giallo che risale a 15.000 anni fa. Le due eruzioni causarono lo sprofondamento di parte del territorio flegreo e diedero origine ad una caldera complessa che oggi rappresenta la struttura più evidente dell’area.

 

Studiando i campioni, i ricercatori hanno notato «che nell’attività dei Campi Flegrei c’è una ciclicità» ha detto
all’agenzia Ansa De Astis. Dopo lo stadio in cui si verifica un’eruzione massiccia di magma che porta alla formazione di una caldera, il vulcano entra in un periodo di piccole e più frequenti eruzioni causate da piccole tasche di magma, rimaste negli strati di crosta superficiali. «Successivamenteha spiegato il vulcanologo – l’alimentazione delle eruzioni si dirada e può avvenire solo attraverso tasche di magma o attraverso l’arrivo
di nuove piccole quantità di magma. In ogni caso la tendenza è verso piccole eruzioni come quella del Monte Nuovo. Per dare luogo a una grande eruzione è necessario che il serbatoio di magma si ricarichi e cresca». Secondo lo studio, i Campi Flegrei sarebbero nella fase di «lenta e progressiva ricarica del serbatoio perché il magma dell’eruzione del Monte Nuovo ha caratteristiche simili, ad esempio nella composizione e nel rapporto tra vetro e cristalli, a quelle delle fasi iniziali delle eruzioni che hanno preceduto le due catastrofiche del passato».

(Fonte il Mattino.it)



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