Clemente: “Napoli scende in piazza contro la Camorra”. Ecco quando

Clemente: “Napoli scende in piazza contro la Camorra”. Ecco quando
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“Sogno di vedere in piazza, uno al fianco dell’altro, il disoccupato e l’accademico, l’intellettuale e il parcheggiatore, il borghese e l’operaio”

Alessandra Clemente, assessore alle Politiche giovanili del Comune di Napoli, intervenendo nel dibattito aperto dalle dichiarazioni del pm Henry John Woodcock sulla “borghesia che deve uscire dall’isolamento”, in seguito ai recenti episodi di stampo camorristico sollecita la città di Napoli tutta, il giorno 5 dicembre, ad un anno di distanza dal grande corteo di Un popolo in cammino, scenda a marciare per le strade unita contro la camorra.

Nella notte tra il 6 ed il 7 settembre c’è stata l’ennesima riprova di una situazione insostenibile alla quale i cittadini assistono impotenti: una stesa di camorra in pieno centro, a Via Toledo. Dei giovani malviventi in sella ai loro scooter, per affermare la loro forza nei confronti degli avversari, hanno sparato dei proiettili in aria, uno dei quali, conficcatosi nel soffitto di un’abitazione, solo per un semplice caso non ha provocato feriti. Alessandra Clemente nel suo intervento ha citato una lettera scritta da Annamaria Napolano, la padrona della casa in cui il proiettile si è conficcato ed ha commentato così: “Ha ragione Annamaria quando dice che non è con la repressione che si può disinnescare questa polveriera”.

Sogno di vedere in piazza, uno al fianco dell’altro, il disoccupato e l’accademico, l’intellettuale e il parcheggiatore, il borghese e l’operaio. Perché le ferite inferte dalla criminalità organizzata ci riguardano tutti – sottolinea – ed è arrivato il momento di accorciare le distanze fra queste due Napoli che troppo spesso non dialogano. Sogno che queste due città possano finalmente incontrarsi. In piazza, il 5 dicembre, e nella vita di tutti i giorni. Chi ha più strumenti culturali e più voce, come la politica, l’imprenditoria e naturalmente la borghesia, dovrebbe farsi interprete delle ragioni di chi invece non ha la forza o la possibilità di farsi ascoltare“. Le parole dell’assessore (figlia di Silvia Ruotolo, vittima innocente della camorra uccisa nel raid contro Salvatore Raimondi, affiliato al clan Cimmino, avversario del clan Alfano) sono impregnate della consapevolezza della gravità e della crudeltà del fenomeno camorristico.

L’invito è dunque rivolto a tutte le classi sociali della città e non può essere in alcun modo ignorato. Alessandra Clemente sa che è il cammino è ancora lungo, ma ribadisce la tenacia dell’amministrazione, sollecitando tuttavia anche una risposta economica: c’è la necessità di creare modelli di sviluppo sostenibili che garantiscano opportunità di lavoro. “Passeggiando tra via Pietro Colletta e Forcella si vedono tanti negozi chiusi. Anche per questo mi sto impegnando tanto, con il ministero della Giustizia, per fare in modo che Castel Capuano possa ospitare il Memoriale delle vittime della criminalità. Non solo per la valenza simbolica di questa iniziativa, ma anche perché non voglio più vedere tutte quelle saracinesche abbassate“.



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