Alcune curiosità storiche su Piazza dei Martiri che ti stupiranno

Maddalena Sorbino

Piazza dei Martiri è una delle più belle di Napoli. Luogo di ritrovo, di shopping e di pause. Ma siete sicuri di conoscere tutte le curiosità che ad essa appartengono?

Nella splendida cornice del centro di Napoli, sono molte le particolari piazze che animano il circondario cittadino. Una delle più simboliche è sicuramente Piazza dei Martiri, per la sua posizione strategica lontano dal traffico cittadino, e perché sempre gremita di persone particolarmente rilassate. Infatti la piazza rappresenta non solo un incrocio di quattro vie molto importanti, ma anche un’isola pedonale nel centro città del capoluogo napoletano. Tant’è vero che la piazza, situata nel quartiere San Ferdinando, incontra via Carlo Poerio, via Calabritto, via Domenico Morelli e via Santa Chiara a Chiaia.

 

La caratteristica che rende Piazza dei Martiri particolarmente amata dai partenopei è che essa rappresenta sicuramente il punto di snodo fondamentale per tutti coloro che amano le vie dello shopping situate nei pressi di questa piazza, o per quanti adorano trascorrere lunghe ore a passeggiare tra una chiesetta ed un ristorantino.

 

Il Nome e la Storia

 

Il nome della piazza deriva dal monumento ai Martiri per la Libertà di Enrico Alvino, noto architetto e urbanista del ‘800. Questi, dalle origini milanesi, fu molto attivo nella città di Napoli. Pensate che nel 1848, dopo aver represso la rivolta popolare, Ferdinando II di Borbone commissionò proprio all’artista un monumento alla Madonna, da compiere proprio nella piazza in questione, con l’intento di onorare e celebrare quanto più potesse la pace ritrovata.

L’architetto Alvino era già molto noto, perché a lui si doveva il recente completamento del palazzo Nunziante al largo di Santa Maria a Cappella, situato in un vicolo adiacente all’odierna Piazza dei Martiri e che prese il nome della chiesa di Santa Maria a Cappella Nuova, demolita nel 1800 perché instabile (oggi Via Santa Maria a Cappella Vecchia).

 

Alvino decise, dunque, di instaurare ed erigere nell’attuale Piazza dei Martiri una colonna della Pace, nonostante il re preferisse posizionare la stessa in largo della Carità.

Ma i lavori per l’edificazione dell’opera, a causa della morte del re, non videro compimento per molto tempo. Infatti, a lungo restò senza perfezionamento alcuno la colonna di granito grigio del Garda che aveva la funzione di reggere la Vergine Maria in quel luogo che oramai era noto al popolo come “Largo della pace”.

 

Solo dopo l’Unità di Italia e l’avvento dei Savoia la situazione cambiò. Alvino fu reincaricato di terminare l’opera ma con un “piccolo” cambiamento: da colonna che sorreggeva la Madonna, bisognava ergere un monumento scultoreo offerto ai martiri di tutte le rivoluzioni napoletane.

 

Per questo, la statua della Vergine fu portata nella Chiesa di San Giovanni Maggiore e, al suo posto, fu innalzata una meravigliosa Vittoria alata, eseguita dal Caggiano nel suo studio di piazza Dante, allora frequentato dal suo allievo Gemito.

Successivamente, furono aggiunti i leoni che tutti noi oggi conosciamo e che, con il tempo, sono diventati sempre di più simbolo della Piazza. Per questo motivo, ai giorni nostri, per molti, Piazza dei Martiri è diventata anche la “Piazza dei leoni” luogo di molti appuntamenti tra amici e panorama inestimabile dei bar che abbracciano le statue.

Naturalmente, molti si sono chiesti come mai i leoni siano proprio quattro. Il motivo è semplice: la storia ci insegna che altrettante furono le rivoluzioni napoletane più ingenti.

 

Tuttavia, a queste quattro meraviglie non furono in pochi a metterci mano. Ad esempio, il leone morente, che rappresenta la rivoluzione del 1799, è del Busciolano, quello ferito che morde la spada e che denota i tumulti del 1820 è del Lista, l’indomito è del Ricca e denota la sommossa del 1848 e, infine, quello inferocito è del Solari, simbolo della rivolta del 1860.

 

Ma la piazza ha delle caratteristiche leggermente diverse rispetto alla maggior parte dei larghi napoletani, e che destano molta curiosità!

Una di queste riguarda l’insolita forma della piazza. Essa, infatti, è triangolare e non quadrata! Inoltre, ad essa non “appartiene” una chiesa, cosa decisamente insolita, se pensiamo al periodo in cui è stata creata!

 

I Palazzi

 

Ciò che colpisce maggiormente è che, ponendosi al centro di essa e guardandosi attorno, sono facilmente ammirabili i palazzi che fanno da contorno, tutti e tre meravigliosi. Quello che l’architetto Alvino costruì per il generale Nunziante si presenta molto massiccio e rigoroso. La facciata presenta a prima vista i suoi cinque piani, scanditi da tre differenti zone architettoniche. Il retro del palazzo affaccia sull’attuale piazzetta Santa Maria Cappella Vecchia. Particolarità del palazzo è la sua cappella privata che contiene opere di straordinaria importanza, come quelle attribuite a Domenico Morelli, Paolo De Matteis e Paolo Vetri.

Al lato vi è poi il Palazzo Partanna che Ferdinando IV comprò per regalarlo alla duchessa Lucia Migliaccio di Florida. Inoltre, l’acquisto da parte dei Borbone elargì allo stabile un tocco decisamente neoclassico. L’edificio fu reso noto anche grazie ai duchi d’Ascoli che ricevevano spesso la regina Elena. Nel 1930, poi, divenne luogo dell’Unione industriali nonché sede del quotidiano La Repubblica.

Infine, straordinario in tutta la sua bellezza è il Palazzo Calabritto, costruito grazie al duca Tuttavilla di Calabritto. Il palazzo, era uno tra i preferiti del re Carlo di Borbone che, pur di acquistarlo, pagò addirittura 34700 ducati, sebbene esso fosse ancora incompleto! Una pazzia se pensate che questa cifra, per l’epoca, sia stata davvero una spesa enorme! Tra il 1800 e il 1900 il palazzo ospitò il Circolo Nazionale, luogo elitario al quale prendevano parte molti nobili del tempo. A questo circolo è abbinata una storia alquanto bizzarra, che ha per protagonista un nobile partenopeo, escluso dal circolo in questione. Si racconta, che un nobile dalla corporatura un po’ grassottella, non fu mai ammesso in quanto avrebbe potuto far sfigurare la bellezza del palazzo se solo si fosse affacciato ai balconi! Ma abitanti del palazzo furono anche i fratelli Pepe, Florestano e Guglielmo, eroi del Regno delle Due Sicilie.

 

Dunque, questa incantevole piazza, ha rubato i cuori dei più importanti uomini del tempo e, sino ad arrivare ad oggi, risulta essere uno dei luoghi più belli ed importanti che, senza ombra di dubbio, regala scenari magnifici. Infatti, anche solo scendendo di pochi metri, il vostro sguardo sarà letteralmente rubato dalla bellezza del lungomare e dalla particolarità dei negozietti che costeggiano l’elegante strada.

 

Foto: Napolike

Fonte: Le strade di Napoli, R. Morrone, Volume II.



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