Al via il Campania Libri festival, tutto quello che c’è da sapere

Al via la prima edizione del Campania Libri Festival, un evento totalmente gratuito dal 29 settembre al 2 ottobre 2022 presso gli spazi Palazzo Reale di Napoli e della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III. 

Napoli in tasca
Articolo di , 26 Set 2022
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Al via la prima edizione del Campania Libri Festival, dal 29 settembre al 2 ottobre 2022 presso gli spazi del Palazzo Reale di Napoli e della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III.

L’evento è curato dal filosofo e docente universitario Massimo Adinolfi, è dedicato allo scrittore da poco scomparso Raffaele La Capria ed è ad ingresso gratuito previa prenotazione sul sito ufficiale.

L’anteprima del festival è avvenuta lunedì 19 settembre presso il Teatro Politeama, alla presenza di Zerocalcare. La rassegna prevede 4 giorni scanditi in più di 160 attività laboratoriali, convegni con docenti e professionisti del settore, presentazioni di libri in uscita in presenza di autori di fama internazionale e premi letterari.

Il manifesto della kermesse del libro

“Il Campania Libri Festival ha per tema l’esercizio di ascolto e di lettura a cui ci invita il libro – ha dichiarato Massimo Adinolfi Da tempo la sociologia, la filosofia, la letteratura riflettono sulla relativa obsolescenza del libro, in un’epoca che sembra preferire altre modalità di trasmissione della cultura e del sapere. Per il più famoso massmediologo del Novecento, il canadese Marshall McLuhan, il libro, come oggetto tipografico, come oggetto di carta stampata che trova posto nelle librerie e nelle biblioteche, è essenzialmente legato «all’esplosione e all’espansione meccanica» a cui, nella nostra epoca che chiamava elettrica (senza nulla sapere ancora dei personal computer, degli smartphone e della Rete), si sostituiscono ormai «l’implosione e la contrazione» caratteristiche del nuovo «villaggio globale» (M. McLuhan, Understanding Media, McGraw-Hill Book Company, New York 1964).

Comunque si giudichino le profezie di McLuhan, resta fondamentalmente vero quel che egli riteneva valesse in generale, che cioè non è mai esistita una cultura che abbia compreso l’infrastruttura tecnologica da cui è sorretta e resa possibile. Una certa “idiozia” tecnologica è dunque una condizione che non riguarda solo noi, che ignoriamo quasi tutto del funzionamento dei dispositivi che adoperiamo, ma lambisce ogni uomo, in quanto è molto più soggetto a ciò che usa di quanto non ne sia il soggetto attivo e consapevole: l’umanità che per secoli ha letto libri non ignorava forse come essi venivano prodotti, ma ignorava di sicuro gli effetti ideali e materiali prodotti dall’invenzione prima del libro e poi della stampa a caratteri mobili – ed ha continuato a specificare il messaggio sociale che intende veicolare l’evento, invitando le persone a comprendere l’importanza pedagogica e sociologica dell’attività di lettura – Oggi, mentre è in corso una nuova rivoluzione tecnologica che ci fa «idioti» quanto agli effetti di ciò che ci è messo fra le mani (pc, tablet, smartphone…: una nuova testualità digitale), abbiamo in contraccambio qualche possibilità in più di capire cosa significasse e cosa ancora possa significare leggere, muovere l’occhio lungo le righe di una pagina, ruminare in silenzio le parole di un libro. Cosa significasse, ad esempio, in termini di postura razionale, di discernimento critico, di capacità analitica, di attenzione e di immaginazione: lo capiamo, e lo difendiamo come acquisizione fondamentale di una autentica cultura umana.

Alla diffusione e promozione di questa cultura, del suo valore formativo, civile e intellettuale, è dedicato il Festival della Lettura e dell’Ascolto. Il tema fondamentale della manifestazione è, appunto, l’Ascolto, inteso sia come modalità di fruizione e riproposizione dell’oggetto-libro, sia come modalità di attenzione («preghiera naturale dell’anima», diceva un filosofo francese fra Sei e Settecento, Nicolas Malebranche). E dunque: prestare o dare ascolto, rivolgersi a ciò che merita o cattura attenzione, fare esercizio di sensibilità e rispetto, ma anche cercare nei suoni, nelle voci, nei rumori il ritmo stesso della vita e il respiro della parola”.

Le aree tematiche del calendario del festival

Ogni attività prescritta nel tabellone del festival si rifà ad uno dei quattro filoni tematici che caratterizzano l’evento e che, singolarmente, vengono affiliati ad un determinato colore.

  • Giallo, ascolta le voci del mondo: una sezione dedicata alle notizie di attualità mondiali. Una raccolta di impressioni e di testimonianze che determinano un quadro generale della nostra contemporaneità e dei suoi cambiamenti storici e culturali.
  • Verde, ascolta il brusio della natura: una sezione dedita al rapporto dell’uomo con la natura e con gli animali con la vita vivente, con il linguaggio, libri e ospiti che parleranno di sostenibilità ambientale e antropocene, ma anche di lingue storico- naturali, di spazi più vasti del mondo abitato.
  • Rosso, ascolta chi va e chi resta: uno spazio pensato per dibattere di temi come il viaggio, l’avventura e il confronto con il prossimo, così come il miracolo della vita e il mistero della morte. In questo spazio si tratteranno i grandi perché che assillano l’animo umano e i motivi che hanno da sempre influenzato tutta la produzione del mondo umanistico.
  • Blu, ascolta le parole dell’altro: un filone ideato per sottolineare l’importanza dell’ascoltare e dell’essere ascoltati. Diventare empatici ed accogliere accettare il prossimo è una missione da compiere.

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