AIFA: la terapia con Tocilizumab porta ad una riduzione dei decessi

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Articolo di , 14 Mag 2020

 

L’Agenzia Italiana del Farmaco  (AIFA) ha voluto divulgare i primi risultati dello studio ancora in corso della terapia con Tocilizumab per le polmoniti da Covid-19.

Nella nota si legge che, seppure i risultati non siano definitivi e siano necessarie ulteriori verifiche, la terapia porta ad una riduzione dei decessi nell’arco dei 30 giorni.

Così il testo della nota riportata dal Corriere del Mezzogiorno: “Lo studio clinico non comparativo  su Tocilizumab è stato realizzato in condizioni di emergenza, in un contesto di elevate aspettative e assenza di trattamenti efficaci. Si tratta del primo studio approvato da AIFA nel corso della emergenza Covid19. Per motivi etici si è deciso di rendere disponibile il trattamento per tutti i pazienti che a giudizio clinico ne potessero beneficiare nella prospettiva di avviare appena possibile anche studi comparativi randomizzati. I risultati suggeriscono una moderata riduzione della mortalità. Lo studio sarà presto pubblicato su una rivista internazionale in modo da consentire una revisione approfondita da parte della comunità scientifica”.

 

La terapia promossa dall’oncologo Paolo Ascierto e lo studio clinico coordinato dal Pascale di Napoli sono al momento tra le migliori possibilità disponibili per ridurre il tatto di mortalità del Covid- 19 senza effetti collaterali significativi.

 

Lo studio clinico interessa  301 pazienti (di oltre 4.000 trattati) di 185 strutture distribuite sul territorio nazionale. Così parla della sperimentazione il dott. Ascierto: “L‘efficacia del Tocilizumab è stata valutata attraverso il tasso di mortalità a 14 e a 30 giorni. A 14 giorni il tasso di mortalità riportato nella fase 2 è stato del 18.4% considerando tutti i pazienti trattati e non e del 15.6% considerando solo quelli che hanno ricevuto il farmaco. Ma questi valori, pur se inferiori al 20% previsto, non possono essere considerati significativi. Invece, i risultati sono significativi a 30 giorni, con le mortalità al 22.4% per tutti i pazienti e del 20% nei soli trattati, rispetto al 35% che ci si aspettava a priori. L’analisi degli effetti collaterali non ha mostrato segnali rilevanti di tossicità“.

 

Fonte: il Corriere del Mezzogiorno

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