L’affascinante mito della Mosca d’oro di Porta Capuana

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Claudio Pezzella

Un mito dalle radici antichissime e dai tratti decisamente appassionanti. La storia della Mosca d’oro è finita ingiustamente nel dimenticatoio. Vale, per cui, la pena di riportarla in auge.

Il fascino di Napoli si cela nei miti straordinari che caratterizzano la sua storia millenaria. Il capoluogo campano è un luogo magico, in cui realtà e finzione camminano l’una accanto all’altra, su un filo sottilissimo tra sacro e profano. Tra i vicoli di Napoli continuiamo a respirare la stessa aria attraverso cui, da secoli, vengono tramandate storie e leggende della natura più disparata. A prescindere dai processi d’innovazione e dalla mole immensa di persone che hanno calpestato il suolo partenopeo; le strade e i muri della città trasudano ancora di storia. Una storia inestimabile, rimasta eterna nell’immaginario collettivo del popolo di una città dal simbolismo fortissimo. L’oggetto di quest’articolo, è un mito di cui non tutti sono a conoscenza, quello della Mosca d’oro di Porta Capuana.

Il mito della Mosca d’oro di Porta Capuana: il contesto

Il rapporto tra il popolo napoletano e gli insetti, in generale, non è mai stato roseo. La città ha sofferto sotto la scure di numerose epidemie quindi, nonostante la ruralità costituisse una parte importante della vita in Campania; mosche e zanzare non erano mai ben accette in città. Come detto, il motivo per il quale i napoletani provassero un’idiosincrasia tale nei confronti di questi tipi di insetti, non si rifaceva soltanto al fastidio provocato dalla loro presenza, ma a cause decisamente più critiche.

 

Negli anni, le malattie che hanno assaltato la bella Partenope, hanno spesso avuto conseguenze disastrose, mietendo milioni di vittime e mettendo in ginocchio l’economia cittadina. In linea di massima, una delle cause principali della diffusione di epidemie di questa portata o, quanto meno, il principale mezzo di trasmissione, era incarnato proprio da mosche e zanzare, provenienti dalle paludi che circondavano la zona. Negli anni in cui l’astio del popolo partenopeo si intensificò in maniera più considerevole nei confronti degli insetti sopracitati, in città si diffuse il mito della Mosca d’oro di Porta Capuana.

La leggenda del talismano protettore della città

Per quanto si tratti di un mito arcaico, quello della Mosca d’oro è tra i più interessanti riguardo il capoluogo campano. Leggenda vuole che la creazione della mosca sia opera del Mago Virgilio, stregone famoso in città, la cui notorietà crebbe dopo aver liberato Napoli dalle sciagure di cui le mosche erano portatrici. Secondo la storia, il mago avrebbe catturato un insetto, per poi plasmarlo nell’oro. Il risultato finale, fu un talismano, posizionato nei pressi di Porta Capuana, ai margini orientali di Napoli, dove in lontananza sorgevano le paludi.

 

Creata a partire dal metallo estratto dalle viscere della magica città,  la Mosca d’oro aveva la capacità di allontanare ogni altro insetto da Napoli. Il vescovo Giovanni di Salisbury spiegò che, i poteri del talismano, fossero andati persi nel momento in cui l’oggetto venne sradicato da Porta Capuana, essendo stato spostato nel Castello Cicala, vicino al Monastero di Santa Chiara.

 

Fonte: Complesso Monumentale San Lorenzo Maggiore, laneapolissotterata.it



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