A volte ritornano: al molo Beverello riemerge la fonte di acqua sulfurea

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Articolo di , 06 Nov 2020

Ed è così che lavori di riassetto urbanistico possono portarci al passato ed alle sue meraviglie. Al molo Beverello, complici le operazioni di ammodernamento della banchina del porto, riemerge l’acqua cosiddetta “zuffregna“, ossia sulfurea.

 

Molto tempo fa questo punto della città di Napoli ospitava, infatti, fontane di acqua solforosa, che rendevano rinomata l’area a ridosso del mare, chiamata “biberellum” proprio in virtù di questo “prestigioso” beveraggio allorché potabile.

 

Un’acqua non come tutte le altre.

Ma benefica per la salute, e motivo di unicità e prestigio per la città di Napoli.

 

Quest’acqua trovava la sua foce nel vicino borgo di S.Lucia, dove veniva prelevata con le “mummare”, anfore di creta a doppio manico utilizzate anche per il suo trasporto e che ne preservavano le qualità.

 

Per molto tempo l’acqua del Beverello ha rappresentato la bevanda d’elezione dei napoletani.

 

A rivelare al pubblico la scoperta, Antonio Pariante, presidente del Comitato di Santa Maria di Portosalvo, da molto impegnato nella preservazione del patrimonio culturale napoletano.

 

Così scrive sul suo profilo social: “La ricchezza delle sorgenti napoletane, come molti sanno, era riconosciuta in tutto il mondo ed in epoca vicereale era particolarmente richiesta dai sovrani di Spagna che, apprezzandone la grande qualità organolettica, mandavano le loro navi cisterna a farne continue scorte. Oggi la capitale delle “preziose sorgenti” è scomparsa e tutto questo non esiste più, ma quest’acqua rinnegata, come dice qualche eretico studioso, continua a scorrere sotto al molo assieme a quei dubbi progetti urbanistici che, attraverso gli interventi nel sottosuolo, ne hanno pericolosamente deviato il percorso e nascosto l’esistenza.”

“Un consiglio” – conclude Pariante – “andate a vedere questo pezzo di storia, prima che venga sotterrato definitivamente”.

 

Un prezioso suggerimento per godere di una vista insolita ed “assaporare” un pezzo di suggestivo e rinomato passato della nostra città.

 

(fonte: fanpage.it)

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