A quattro e bastoni: significato e origine dell’espressione napoletana
"Vuless sta a quattro e bastoni", conoscete un modo di dire più eloquente per indicare la necessità di riposare?
La lingua napoletana è un insieme ben riuscito di molteplici influenze, di svariate natività e di infiniti slang. I vocaboli presenti al suo interno sono davvero un numero impressionante. Sono tramandati da secoli e ricordati con infinito amore. Questi ultimi vengono pronunciati in onore del passato e con tutta la fierezza che l’appartenenza a questo popolo comporta nella maggior parte dei partenopei. E si accorpano tra loro creando modi di dire ed espressioni in un numero davvero inimmaginabile.
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La natura di tutta questa terminologia deriva dalla cultura napoletana, dalla storia della città e dagli accadimenti nostrani. Attinge perciò da tutto ciò da cui può attingere, come un popolo così ricco di vita e sfaccettato può fare. I modi di dire sono così tanti che utilizzarli tutti nella vita di un individuo medio è impossibile, ma lo scambio comunicativo tra più soggetti fa sì che vengano conosciuti e incamerati, e perciò tramandati nel corso del tempo.
L’aspetto ludico a Napoli
L’aspetto ludico è stato fondamentale e lo è ancora nella città metropolitana. Proprio sotto questo aspetto è necessario e obbligatorio ricordare l’utilizzo delle carte da gioco, incredibilmente presenti nella vita della popolazione. E il loro uso e il senso di patria presente in tutta la regione ha fatto sì che grande successo avesse soprattutto uno specifico tipo di carte: le carte napoletane.
Queste ultime sono carte in stile spagnolo e sono tra le regionali più diffuse in Italia, in quanto accolte e adottate dalla maggior parte del Mezzogiorno. Il mazzo da 40 carte regala momenti di aggregazione difficilmente dimenticabili. Le sue figure si instillano nella mente e restano presenti al suo interno. Così come i ricordi che quei momenti regalano. Aggregazione, squadra, competitività, svago, sfida, unione, tutto è contenuto negli svariati giochi nei quali ci si può cimentare mediante lo stesso mazzo.
L’influenza delle carte napoletane
La presenza delle carte da gioco è davvero costante. Feste comandate, festività di ogni tipo, vacanze, momenti morti, serate in compagnia, ogni occasione è buona per tirare fuori dal cassetto il mazzo di carte che non può assolutamente mancare nelle case dei napoletani.
Per questo motivo, è di facile comprensione il dato di fatto che vede tutto ciò che le riguarda entrare a pieno diritto nel linguaggio quotidiano. Si estrapolano infatti dai giochi figure, mosse, tecnicismi ed espressioni. E li si trasla in avvenimenti e sentimenti tipici della vita di tutti i giorni. Ci sono davvero tanti esempi da apportare, tra cui spiccano “Scarte fruscio e piglie primera”, che sottolinea il rischio assunto, che comporta un risultato uguale e peggiore, e “A copp a man”, che esplica la repentinità e l’imprevedibilità di un’azione.
“A quattro e bastoni”
“A quattro e bastoni” rientra tra i modi di dire rubati al mazzo di carte napoletane. All’interno delle quaranta tessere di quest’ultimo infatti ci sono assi, bastoni, coppe e denari. E molte figure dei quattro semi sono sicuramente più iconiche delle altre. Tra queste c’è il quattro di bastoni.

Il quattro di bastoni raffigura per l’appunto quattro bastoni posizionati in maniera del tutto separata, spalmati sul rettangolo e tendenti all’esterno. Per questo motivo e per la grande fantasia della quale è dotato il partenopeo, si è soliti intendere in maniera figurata questa carta, ricollegandola a una persona nel pieno del relax, stesa su di un letto con le membra a riposare, con gli arti rilasciati e rilassati sul materasso, in un senso di liberazione totale e abbandono dello stress.

