A piazza del Plebiscito va in scena lo sguardo verso i poveri di Jago

Look down“, invece di Lockdown, è il titolo dell’installazione “apparsa” stanotte in piazza del Plebiscito a Napoli. Uno sguardo verso i più deboli, i senza certezze, quelle vittime primarie della pandemia che sta schiacciando l’economia e mettendo a rischio persone e famiglie.

 

Homeless è il nome della raffigurazione, “senza casa”: un bambino con occhi stanchi ancorato al suolo da una catena, a simboleggiare il perdurare di una condizione di vulnerabilità dalla quale è difficile affrancarsi.

 

L’autore si chiama Jacopo Cardillo, al secolo Jago. Un giovane scultore di talento, originario di Frosinone, che ha già vissuto esperienze professionali all’Estero, cavalca i social condividendo le sue opere ed ha già conseguito importanti riconoscimenti.

 

“Il significato della mia opera? Andatelo a chiedere a tutti quelli che, in questo momento, sono lasciati incatenati nella loro condizione. “Look down” è l’invito a guardare in basso, ai problemi che affliggono la società e alla paura di una situazione di povertà diffusa che si prospetta essere molto preoccupante, soprattutto per i più fragili”.

 

Donare l’arte per creare consapevolezza ed invitare ad una riflessione più profonda. L’arte come impegno. Questa la visione più profonda dell’artista.

 

Non a caso, rientrato dagli USA a seguito della prima fase della pandemia, Jacopo ha scelto Napoli ed il rione Sanità come luogo dove vivere, per nutrire la sua ispirazione e dedicare uno sguardo attento al contesto sociale. Ed è proprio quest’osmosi con l’humus di una città non immune da violenza o guerriglie che lo conduce a centrare l’obiettivo su coloro che non hanno nulla, i cosiddetti deboli.

 

L’arte come voce e racconto del disagio, volano di sensibilità ed empatia verso il mondo e le difficoltà dell’oggi.

 

(Fonte e foto napoli.repubblica.it)

 



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