A Napoli parte la sperimentazione sull’Avigan, il farmaco antivirale “miracoloso”

Valentina Cosentino

 

E’ il Pascale l’ospedale scelto a Napoli per la sperimentazione del farmaco antivirale Avigan (Favipiravir) che l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha deciso di provare anche in Italia nella lotta al Covid – 19.

 

La storia è controversa. L’Avigan è salito agli onori della cronaca in Italia dopo un video divenuto molto popolare su you tube girato in Giappone dove il farmaco sarebbe usato regolarmente e sarebbe il motivo per cui in Giappone il Covid – 19 non ha avuto conseguenze. L’Avigna è appunto un generico antivirale usato per le comuni influenze, è un farmaco la cui vendita è vietata in Europa e in USA e non vi sono evidenze scientifiche che funzioni contro questo specifico virus.

 

Tuttavia, nonostante lo scetticismo di buona parte della virologia italiana, già la scorsa settimana l’AIFA ne autorizzato la sperimentazione in Italia. Il Veneto è stata tra le prime regioni ad appoggiare lo studio.

 

Arriva ora anche a Napoli la proposta di iniziare la prova sperimentale. La sperimentazione è stata proposta direttamente da Wang Guiqiang, presidente della Chinese Society of Infectious Diseases con una lettera indirizzata al Presidente De Luca trasmessa tramite l’Ambasciata Italiana in Cina.

 

Il Presidente, ben conscio che in questo momento bisogna mettere in campo tutte le forze, ha accettato di provare il farmaco che sta arrivando dalla Cina insieme ad  altre forniture mediche.

 

Nei prossimi giorni, dunque, il team del Pascale entrerà a far parte del trial clinico internazionale che in collaborazione con un team di ricercatori cinesi inizierà la sperimentazione del Favipiravir.

 

Questi i commenti dei dirigenti della struttura ospedaliera napoletana.

Gerardo Botti, direttore scientifico dell’Irccs di Napoli: “Sappiamo che per avere un vaccino i tempi sono lunghi. È più che mai necessario, dunque, in questo momento riunire tutte le forze per trovare una cura per questa terribile malattia”.

Attilio Bianchi: direttore generale dell’Istituto: “Raccogliamo con piacere l’invito degli amici cinesi, che conferma la proiezione internazionale del livello di ricerca all’interno del nostro Istituto”.



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