A ‘mmiria: alla scoperta di un termine napoletano

Napoletanità
Articolo di , 26 Apr 2021

 

All’interno della lingua napoletana c’è un mondo intero, o forse due. È possibile trovarci qualsiasi cosa. Vocaboli particolari, espressioni inusuali, termini insoliti. E ancora peculiarità da decifrare, elementi da disinnescare, lemmi da parafrasare. Tutto ciò che serve ai più coloriti, e anche a quelli che non lo sono, si trova all’interno di questa incredibile e assolutamente non quantificabile unione di vocali e consonanti.

 

Ci sono delle parole le quali, ai non nati e cresciuti in Campania, risultano incomprensibili. Altre che, invece, per la palese somiglianza con l’italiano, sono facilmente interpretabili. Altre ancora che, però, sebbene siano davvero lontane dalla lingua nazionale, sono divenute così iconiche e di uso tanto vasto da risultare comuni anche fuori dai confini regionali.

 

Tra queste può senza dubbio rientrare la celeberrima ‘mmiria.
Anche nota come ‘mmidia, la ‘mmiria è il sentimento di forte invidia che pervade un individuo. Si parla perciò di una sensazione spiccatamente astiosa, di un calore interno ricco di acredine che logora l’anima al pensiero di un avvenimento accaduto a qualcun altro, che poteva accadere, o meritava di accadere, alla persona che lo sente, sempre secondo la visione di quest’ultima.

 

Il termine viene perciò dallo stesso italiano invidia e, ancor prima, dal latino. Anche in quel caso si utilizzava il vocabolo invidia, composto dal negativo in e dal verbo videre, cioè guardare. La fonetica scanzonata napoletana ha poi trasformato invidia in ‘mmidia e di conseguenza nel rinomato ‘mmiria.

 

Così iconica e così comune, la ‘mmiria ha davo vita a una sfilza di modi di dire tanto noti quanto numerosi. Tra questi figurano, ad esempio:

  • Si a ‘mmiria tenesse ‘ a guallera, ognuno s’a schiattasse (Se l’invidia avesse l’ernia, ognuno la eliminerebbe).
  • Si a ‘mmiria fosse guallera, tutte fosseme guallaruso (se l’invidia fosse ernia, tutti ne saremmo dotati)
  • Si a ‘mmiria fosse ‘na fatica, nun ce stesse cchiu’ gente a spasso (Se l’invidia fosse un lavoro, non ci sarebbero più disoccupati in giro).
  • A ‘mmiria se magna ‘o ‘mmiriuso (L’invidia prosciuga l’invidioso).
  • Meglio a ‘mmiria che a pietà (Meglio l’invidia che la pietà).

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