A carne a sotto e e maccarune a coppa: uso del modo di dire napoletano

Giovanna Iengo

A carne a sotto e e maccarune a coppa è uno dei modi di dire presi in prestito dalla cucina. Scopriamone uso e significato.

 

Una parte importante della cultura partenopea è sicuramente definita dalla cucina. Il cibo è una vera passione nella terra nostrana e spesso prevede un cerimoniale ben definito. Rispettarlo significa rispettarne le tradizioni. E anche rispettare l’amore, la cura e la premura da dedicare ad una vera e propria arte quale è questa. La sua importanza è così considerevole da contaminare persino la lingua napoletana. Pullulano modi di dire, espressioni e detti particolari e fantasiosi dedicati proprio alle pietanze, e anche presi in prestito da esse. Tra questi figura senza meno A carne a sotto e e maccarune a coppa” .

A carne a sotto e e maccarune a coppa

Il modo di dire in questione è molto noto nella regione. È utilizzato o sentito dai più sicuramente almeno una volta nella vita. Ed è dovuto al rituale di preparazione di un primo piatto. Molte prime portate della nostra tradizione prevedono l’utilizzo della pasta, condita da un sugo nel quale è presente della carne. Di norma alla fine della cottura va versato il condimento sui maccheroni, sugli spaghetti o sulle loro varianti, mescolando con attenzione per permettergli di colorare tutti i carboidrati. Nell’impiattamento, infine, la farcitura viene versata sulla sommità, a chiudere la presentazione. Scambiare l’ordine, poggiando la pasta bollita sul sugo adagiato, lascerebbe i carboidrati in bianco.

L’uso

A carne a sotto e e maccarune a coppa, perciò, viene utilizzato a mo’ di allegoria. Si trasla il significato letterale, relativo all’arte culinaria, a tutt’altre situazioni, delle più disparate. Il detto sottolinea la non aderenza ai canoni stabiliti, dei quali il fatto rappresenta un ribaltamento. Lo si usa appunto per sottolineare quanto una data circostanza stia procedendo secondo criteri del tutto distanti dalla norma, opposti a quest’ultima. I ruoli, quando se ne fa uso, appaiono ribaltati ingiustificatamente, senza il rispetto delle regole stabilite. In questi episodi le gerarchie risultano invertite e la logica accantonata.



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