O’ mast

Grande Napoli
O’ mast
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O’ mast mio me vo tropp ben”¦”¦”¦. Così recitava lo sketch di Veronica, notissima comica napoletana, protagonista è il masto, quello che a Napoli sta ad indicare il datore di lavoro, croce e delizia di tutti i lavoratori dipendenti. Viene definito maestro, persona tanto preparata e abile in qualcosa da poterla insegnare ad altri. Del rapporto tra dipendenti e il masto, grande esperta è Maria, giovane napoletana che ha cambiato una decina di masti. Gli episodi salienti e significativi della lunga militanza di Maria sott ò mast sono un paio. Innanzitutto ha lavorato sempre in nero e le sue esperienze spaziano dal rapporto ottimo come quello di quando faceva la baby sitter(nonchè quello attuale ci tiene a precisare, dove si è creato un rapporto padre-figlia) al rapporto definito pessimo che ha avuto con la ditta in cui il masto si faceva vedere raramente ma che trattava tutti come schiavi. Durante tutti questi anni non poteva mancare l’infatuazione di un masto nei  confronti di una Maria appena sedicenne. Ciò non toglie merito a tutti quei maestri d’arte napoletani che sono famosi in tutto il mondo, ricordiamo quelli orafi, della lavorazione del corallo, della porcellana e perchè no, della pizza.

Articolo scritto da Ciro Arno



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