I 4 Colli di Napoli: La leggenda di un amore eterno e devoto

Claudio Pezzella

 

Tramandata da Matilde Serao, quella dei 4 Colli è una leggenda delle più rappresentative di Napoli. Una città magica, un luogo straordinario, le cui strade, trasudano di storia. Quello del capoluogo campano è, del resto, un patrimonio culturale inestimabile che, da secoli, spinge letterati, viaggiatori e semplici curiosi, da tutto il mondo, ad approfondirne le vicende, visitandola. Ad oggi, Napoli rappresenta un fiore all’occhiello, dal punto di vista culturale, per l’intera penisola italiana. Il rapporto tra i miti di Napoli e le storie d’amore, echeggia in secoli di storia. Tormento, felicità, passione, sono tutte facce della stessa medaglia, quella di un legame, spesso indissolubile, altre volte non corrisposto, ma alimentato sicuramente dal fuoco del sentimento per eccellenza.

 

Napoli è una città ricca d’amore e, per questo, fonte d’ispirazione massima per artisti e poeti di ogni epoca. La sensibilità del suo popolo rappresenta pedissequamente l’inestimabilità delle sue storie. Ciò che rende Napoli unica, in effetti, è la passione che le sue vicende infondono. Quando raccontati, i miti di cui la città partenopea è circondata, riescono a gettare chi ascolta in un tripudio emozionale potentissimo, madido di sentimenti contrastanti. La leggenda dei 4 Colli di Napoli esplica con meticolosità il dramma ed il dolore insiti negli amori più forti, attraverso sfaccettature complesse e tragici risvolti.

 

Il racconto, vede come protagonisti quattro giovani fratelli. Vigorosi e di bell’aspetto, i ragazzi erano accomunati da un meraviglioso spirito altruista e vivevano le loro vite consapevoli che l’uno, avrebbe dato tutto per l’altro. All’inizio della storia, la genuinità dei legami fraterni traspare vivida e pura, ma le atmosfere fiabesche tessute dal loro idillio familiare, sarebbero state ben presto distrutte poiché, ognuno di loro, portava nel cuore l’amore ardente e bramoso per una donna.

La leggenda dei 4 Colli di Napoli nel segno della tragedia 

I 4 fratelli protagonisti della leggenda dei 4 Colli di Napoli sono Poggioreale, Vomero, San Martino e Capodimonte. Come detto, i giovani erano legati da un legame meraviglioso e, apparentemente, indissolubile. Il fato, però, gli fu beffardo, portandoli a condividere l’amore per la stessa, bellissima, donna. Questo portò, inevitabilmente, i quattro ad un aspro conflitto. Ciò che aggravò ulteriormente la condizione di forte tensione nella quale vertevano era il fatto che, la fanciulla, non corrispondesse l’amore di nessuno dei fratelli. I giovani, in preda alla disperazione, persero ogni coscienza di sé, mostrando gli aspetti più tormentati e sofferenti di un sentimento complesso, per quanto poliedrico, come l’amore.

 

I fratelli scamparono al fratricidio attraverso una decisione presa in extremis dalla donna. La giovane, infatti, scelse di fuggire, alla volta della libertà, poiché oppressa da quanto stesse accadendo a causa del desiderio dei giovani. Questi, smisero di combattere, in preda ad una disperazione inimmaginabile. Devoti all’amore che li aveva spinti a darsi battaglia, i quattro fratelli scelsero di aspettare costei, seppur invano. La leggenda vuole che i giovani stiano aspettando eternamente il ritorno della fanciulla che li aveva divisi e che, nella loro attesa millenaria, questi si fossero trasformati in quattro colli fioriti.

Poggioreale, Vomero, San Martino e Capodimonte oggi

C’è dell’ironia nella sorte destinata ai fratelli della leggenda dei 4 Colli di Napoli. Vicini come in vita, infatti, i giovani perpetuano, stagione dopo stagione, il loro destino crudele. Sebbene, oggi, Poggioreale sia un luogo fortemente urbanizzato, in origine si trattava di una zona boschiva; casa di animali selvatici e luogo ottimale per la caccia.

 

A sovrastare la città, invece le colline del Vomero e di San Martino. Quest’ultimo è, infatti, il punto più alto della città e del quartiere. I punti di Castel Sant’Elmo e della Certosa di San Martino si collocano ad un’altitudine di 215 metri sul livello del mare. Capodimonte è, invece, passato alla storia per essere, oggi, un punto di ritrovo dei napoletani che usano ristorarsi e trascorrere lunghe giornate immersi nel verde dello splendido bosco in cui, un tempo, Re Carlo di Borbone decise di costruire una Reggia, oggi divenuta Museo, che gli offrisse una bellissima vista del golfo e della città.

 

Il bosco ed il Museo di Capodimonte vengono, ormai, considerati come una zona simbolo della città di Napoli, riscuotendo l’ammirazione di migliaia di turisti ogni anno, provenienti da ogni parte del mondo. Esistono altri, straordinari miti sui luoghi di Napoli collegati a storie d’amore tormentate, ma quella dei 4 Colli è, sicuramente, una delle più suggestive.



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