1940: quando a Posillipo c’era la funivia!

Carla Glorioso
1940: quando a Posillipo c’era la funivia!
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La funivia di Posillipo collegava Fuorigrotta con via Manzoni dal 1940, giorno della sua inaugurazione e apertura al pubblico, fino al 1961 giorno della chiusura definitiva dell’impianto. I resti della struttura tra cui i piloni di sostegno e le due stazioni sono ancora ben visibili e parte integrante del tessuto urbanistico- architettonico della città di Napoli. Un gioiello all’epoca della sua costruzione per la sua funzione di collegamento con l’area espositiva della Mostra delle Terre d’Oltemare ma di cui se ne è usufruito per pochissimo tempo a causa di problematiche di varia natura.

 

La città di Napoli è da sempre il luogo della memoria dove molto spesso le tracce del passato vanno a complemento e si inseriscono divenendo parte integrante del tessuto urbanistico- architettonico della città. Non solo reperti di epoca greco-romana ma anche strutture del secolo scorso si intrecciano con la città contemporanea. Accade nel quartiere di Fuorigrotta, simbolo dello sviluppo di Napoli nel 900. Tra le strutture che nel corso degli anni sono state realizzate in questa zona è ben visibile tutt’ora la funivia di Posillipo.

 

Un impianto di trasporto pubblico che dal 1940 al 1961 collegava il quartiere di Posillipo con quello di Fuorigrotta. La funivia fu costruita contestualmente alla Mostra delle Terre d’Oltremare che comprendeva 54 padiglioni dislocati su una superficie di circa 1.066,97 metri al quadrato. La funivia in soli sei minuti collegava la raffinata località di Posillipo con la nuova area espositiva, dunque un fiore all’occhiello e simbolo di modernità dell’età fascista. Fu progettata da Giulio De Luca mentre la costruzione venne affidata alla ditta Ceretti e Tanfani di Milano. Si snodava per un totale di 1629 m con un dislivello di 104 m con tre piloni di sostegno.

 

La stazione inferiore trova collocazione su viale Kennedy realizzata in cemento armato a pianta quadrata, mentre la stazione superiore è sita sulla parte finale di via Manzoni a circa 400 m dal Ponte della Vittoria appena sopra Discesa Coroglio e dunque funzionale all’accesso del Parco Virgiliano.

 

Per testare il servizio il commissario dell’ente Mostra, Vincenzo Tecchio compì il percorso ben due volte. Si trattava di un impianto moderno e confortevole dotato di apparecchi automatici di sicurezza, le due cabine avevano inoltre capienza di 20 persone e viaggiavano alla velocità di 5,5 m/s. La regolarità del servizio era garantito dalla predisposizione delle corse stabilite ogni 20 minuti dalle ore 10:00 alle 24:00, in grado quindi di veicolare circa 175 unità all’ora. Fu inaugurata e aperta al pubblico il 9 maggio del 1940 ma l’esercizio durò solo un mese. L’entrata in guerra dell’Italia non consentì di tenere aperta la funicolare e seguì la chiusura della Triennale d’Oltremare disposta da Tecchio. I bombardamenti tedeschi provocarono la quasi completa distruzione della funivia che resta chiusa fino al 1950. I lavori di ristrutturazione dell’enorme impianto espositivo si conclusero nel 1952 e così fu riaperta anche la funivia che continuò la sua attività fino al 1961. Subentrarono poi problemi legati al traffico veicolare e alla progressiva vicinanza della linea ferroviaria agli edifici che ne causarono la definitiva chiusura.

 

È ancora possibile vedere parte dell’impianto tra cui i piloni che sostenevano la linea, oggi incastonati tra i palazzi del rione Cavalleggeri, le due stazioni, quella superiore fu affittata ad un imprenditore che la trasformò in un ristorante mentre quella inferiore ospita un negozio di fiorista.

 

L’ipotetica riattivazione del servizio con le opportune modifiche, secondo i più esperti, consentirebbe di trarre grandi vantaggi sul traffico veicolare, di sfruttare una struttura già esistente e di potenziare il patrimonio locale di collegamento data la vicinanza all’area archeologica (Grotta di Seiano) e alle spiagge della Gaiola e di Marechiaro.



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