12 luoghi da vedere a Napoli nel 2025: guida da locals
Cosa vedere a Napoli: 12 luoghi imperdibili consigliati dai napoletani per vivere la città come un vero local.
Napoli, cosa vedere oltre il solito Lungomare e Spaccanapoli? Mentre la maggior parte dei turisti si affolla nei luoghi più iconici della città, esiste una città meno nota che attende di essere scoperta.
Indice dei contenuti
- - 1. Cimitero delle Fontanelle
- - Storia del Cimitero delle Fontanelle
- - Cimitero delle Fontanelle e il culto delle anime pezzentelle
- - Come visitare il Cimitero delle Fontanelle
- - 2. Galleria Borbonica
- - Origini della Galleria Borbonica
- - Cosa vedere nella Galleria Borbonica
- - 3. Napoli sotterranea
- - Cosa si nasconde sotto Napoli
- - 4. Catacombe di San Gennaro
- - Storia delle Catacombe di San Gennaro
- - Cosa vedere nelle Catacombe
- - 5. San Gregorio Armeno fuori stagione
- - Perché visitare San Gregorio Armeno tutto l’anno
- - Le botteghe artigiane di San Gregorio Armeno
- - Come arrivare a San Gregorio Armeno
- - 6. Complesso di Santa Chiara
- - Storia del Complesso di Santa Chiara
- - Il chiostro maiolicato e la basilica
- - 7. Museo delle Anime del Purgatorio
- - Un museo unico nel suo genere
- - Le testimonianze delle anime del purgatorio
- - 8. Castel Sant’Elmo e Certosa di San Martino
- - Panorama mozzafiato da Castel Sant’Elmo
- - La collezione presepiale della Certosa
- - Come arrivare a Castel Sant’Elmo
- - 9. Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi
- - Capolavori nascosti nel cuore di Napoli
- - La Sagrestia del Vasari e la Cripta degli Abati
- - 10. Stazione Toledo – Metro dell’Arte
- - Perché è considerata la stazione più bella del mondo
- - Le opere d’arte nella stazione Toledo
- - Come raggiungere la stazione Toledo
- - 11. Tomba di Virgilio e Crypta Neapolitana
- - Il mito di Virgilio a Napoli
- - Cosa vedere nella Crypta Neapolitana
- - 12. Rione Sanità
- - Un quartiere autentico e in rinascita
- - Cosa vedere nel Rione Sanità
Infatti, al di là delle attrazioni turistiche più celebri, la vera anima partenopea si nasconde in luoghi meno conosciuti ma altrettanto affascinanti. Dalle profondità della Napoli Sotterranea alle maestose Catacombe di San Gennaro, questi tesori nascosti raccontano storie millenarie che sfuggono ai percorsi più battuti.
Abbiamo quindi selezionato 13 luoghi straordinari che dovreste assolutamente includere nel vostro itinerario napoletano per il 2025. Questa guida, creata da chi Napoli la vive ogni giorno, vi porterà alla scoperta di angoli autentici della città, lontani dalla folla ma vicini al cuore della vera cultura napoletana.
1. Cimitero delle Fontanelle
Nel cuore del Rione Sanità si trova uno dei luoghi più misteriosi di Napoli: il Cimitero delle Fontanelle. Questo antico ossario, sviluppato su circa 3.000 m², custodisce i resti di circa 40.000 persone.

Foto Shutterstock
Storia del Cimitero delle Fontanelle
L’origine dell’ossario risale al XVI secolo, quando le antiche cave di tufo furono utilizzate per accogliere i resti di chi non poteva permettersi una degna sepoltura. La svolta avvenne nel 1656, durante la grande peste che decimò la popolazione napoletana con circa 300.000 vittime. Successivamente, il cimitero accolse anche i resti provenienti dalle “terresante” dopo l’arrivo dei francesi di Gioacchino Murat e le vittime del colera del 1836. Nel 1872, il canonico Gaetano Barbati, con l’aiuto delle popolane, riordinò tutti i resti mortali.
Cimitero delle Fontanelle e il culto delle anime pezzentelle
Qui nacque il famoso culto delle “anime pezzentelle” (dal latino “petere”: chiedere). I napoletani adottavano letteralmente un teschio, lo pulivano e lo curavano. Il fedele stabiliva un rapporto diretto con l’anima: pregava per il suo “refrisco” (refrigerio dalle pene del purgatorio) e in cambio chiedeva protezione e grazie 1. Tra i teschi più celebri c’è quello di “Lucia”, ornato con velo da sposa e corona, e quello del “Capitano”, protagonista di numerose leggende.
Come visitare il Cimitero delle Fontanelle
Attualmente, il Cimitero delle Fontanelle è chiuso. Al momento della riapertura, che dovrebbe avvenire il prossimo 8 dicembre, sarà gestito dalla cooperativa La Paranza. Per apprezzare appieno questo luogo unico è consigliabile affidarsi a una visita guidata per scoprire tutte le storie e gli aneddoti che si nascondono dietro ogni teschio.
2. Galleria Borbonica
Sotto la collina di Pizzofalcone si estende un capolavoro dell’ingegneria borbonica: la Galleria Borbonica, un percorso sotterraneo che testimonia secoli di storia napoletana.

Origini della Galleria Borbonica
Con un decreto del 19 febbraio 1853, Ferdinando II di Borbone commissionò all’architetto Errico Alvino la realizzazione di un tunnel sotterraneo che collegasse il Largo della Reggia (oggi Piazza Plebiscito) con Piazza della Vittoria. L’obiettivo era principalmente militare: doveva fungere da via di fuga per la famiglia reale in caso di tumulti e consentire ai soldati un rapido accesso alla reggia. I lavori iniziarono nell’aprile 1853, partendo da occidente. Nonostante le numerose difficoltà tecniche, il tunnel fu inaugurato il 25 maggio 1855, ma non fu mai completato completamente per motivi economici e politici.
Cosa vedere nella Galleria Borbonica
Durante la visita potrete ammirare l’incredibile ingegneria che permise ad Alvino di superare due cisterne dell’acquedotto costruendo ponti sotterranei. Percorrendo gli ambienti, scoprirete le tracce della sua trasformazione in rifugio antiaereo durante la Seconda Guerra Mondiale, dove trovarono riparo tra 5.000 e 10.000 napoletani. Inoltre, vedrete auto e moto d’epoca risalenti al periodo in cui la galleria fu utilizzata come deposito giudiziario comunale. Particolarmente suggestivi sono i segni lasciati dai “pozzari” sul tufo e le testimonianze di chi visse i bombardamenti.
3. Napoli sotterranea
A quaranta metri sotto le strade affollate del centro storico si sviluppa una delle attrazioni più affascinanti tra le cose da vedere a Napoli: un intricato labirinto di cunicoli e caverne che compongono la Napoli Sotterranea.
Cosa si nasconde sotto Napoli
La città sotterranea ha origini antichissime. Tutto iniziò nel III secolo a.C. quando i Greci iniziarono a estrarre il tufo per costruire la città di Neapolis. Successivamente, i Romani ampliarono questi spazi creando un imponente acquedotto che funzionò fino al 1885. Attraverso i secoli, questo mondo parallelo è stato continuamente modificato, con cunicoli che si diramano in tutte le direzioni, testimoniando 2.400 anni di storia ininterrotta.
4. Catacombe di San Gennaro
Le Catacombe di San Gennaro rappresentano il più importante monumento del Cristianesimo a Napoli, un vasto complesso sotterraneo che custodisce secoli di storia e devozione.

Catacombe San Gennaro
Storia delle Catacombe di San Gennaro
Questo straordinario sito risale al II-III secolo d.C., sviluppandosi inizialmente attorno alla tomba di una ricca famiglia romana che donò gli spazi alla comunità cristiana. L’ampliamento iniziò nel IV secolo, quando le spoglie di Sant’Agrippino, primo patrono di Napoli, furono deposte nella basilica ipogea a lui dedicata. Il momento cruciale avvenne quando il vescovo Giovanni I (413-431) fece traslare qui le spoglie di San Gennaro, martirizzato nel 305. Da quel momento, il luogo divenne centro di culto e meta di pellegrinaggio, assumendo il nome attuale. Nel 831, il principe longobardo Sicone I trafugò le spoglie portandole a Benevento; dopo secoli di spostamenti, furono definitivamente restituite a Napoli nel 1497.
Cosa vedere nelle Catacombe
Le catacombe si sviluppano su due livelli non sovrapposti, entrambi caratterizzati da spazi estremamente ampi grazie alla lavorabilità del tuf. Nel livello superiore troverete il più antico ritratto di San Gennaro (V secolo) e la preziosa Cripta dei Vescovi con mosaici del V secolo, incluso quello raffigurante Quodvultdeus, vescovo di Cartagine. Particolarmente suggestiva è la grande basilica ipogea scolpita nel tufo, considerata unica nell’architettura catacombale. Il livello inferiore ospita invece una vasca battesimale dell’VIII secolo voluta dal vescovo Paolo II durante il suo rifugio qui per le lotte iconoclaste.
5. San Gregorio Armeno fuori stagione
Nel vivace centro storico di Napoli si snoda una delle strade più caratteristiche della città: Via San Gregorio Armeno, famosa in tutto il mondo per le sue botteghe artigianali di presepi.

Foto di Sveva Di Palma
Perché visitare San Gregorio Armeno tutto l’anno
Sebbene il periodo natalizio porti migliaia di visitatori, visitare San Gregorio Armeno fuori stagione offre un’esperienza decisamente più autentica. Nei mesi meno affollati la strada risulta più tranquilla, permettendo di ammirare gli artigiani al lavoro con maggiore calma e osservare tutte le creazioni con più attenzione. Infatti, le botteghe sono aperte e attive durante tutto l’anno, offrendo la possibilità di vedere i maestri all’opera mentre modellano la terracotta o rifiniscono i loro famosi pastori.
Le botteghe artigiane di San Gregorio Armeno
Passeggiando lungo la via si susseguono botteghe storiche come quella dei Fratelli Capuano, fondata nel 1840, che prepara anche paesaggi in sughero e legno. Altrettanto rinomata è la bottega di Genny di Virgilio, famosa per le statuine di personaggi contemporanei. Gli artisti realizzano non solo figure tradizionali del presepe ma anche ritratti di celebrità, politici e sportivi che hanno fatto parlare di sé.
Come arrivare a San Gregorio Armeno
Dalla Stazione Centrale di Napoli si può raggiungere facilmente percorrendo Corso Umberto fino a Via Duomo, per poi svoltare verso Spaccanapoli o Via dei Tribunali. In alternativa, è possibile prendere la Linea 1 della metropolitana e scendere alla fermata Duomo, proseguendo a piedi per circa 8 minuti.
6. Complesso di Santa Chiara
Tra i tesori nascosti di Napoli, il Complesso di Santa Chiara spicca per la sua straordinaria bellezza e il suo immenso valore storico-artistico.
Storia del Complesso di Santa Chiara
Il complesso monumentale fu costruito tra il 1310 e il 1328 per volere di Roberto d’Angiò e sua moglie Sancia di Maiorca, entrambi devoti a San Francesco d’Assisi e Santa Chiara. L’edificio nacque con l’intento di ospitare due conventi: uno femminile per le Clarisse e uno maschile per i Frati Minori Francescani. La basilica, progettata dall’architetto Gagliardo Primario in stile gotico provenzale, vide lavorare al suo interno artisti del calibro di Giotto e Tino di Camaino. Tuttavia, il 4 agosto 1943, un devastante bombardamento aereo distrusse quasi completamente la chiesa. I successivi lavori di restauro, diretti da Mario Zampino, riportarono l’edificio alle sue forme gotiche originali.
Il chiostro maiolicato e la basilica
Il vero gioiello del complesso è senza dubbio il chiostro maiolicato, miracolosamente scampato ai bombardamenti. Opera di Domenico Antonio Vaccaro (1739), questo spazio incantato è caratterizzato da 72 pilastri ottagonali di cui 64 interamente rivestiti di maioliche. Particolarmente suggestivi sono i sedili decorati con scene bucoliche napoletane e il giardino diviso in quattro settori: due decorati all’italiano con siepi e fontane, e due destinati ad agrumeto. La basilica, oggi spoglia rispetto al suo aspetto originale, conserva ancora il monumentale sepolcro di Roberto d’Angiò, considerato il più grande monumento funebre del medioevo italiano.
7. Museo delle Anime del Purgatorio
Nel labirinto culturale di Napoli sorge uno dei musei più insoliti d’Italia: il Museo delle Anime del Purgatorio, ospitato nella Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, affettuosamente chiamata dai napoletani “‘a Chiesa d’ ‘e cape ‘e morte”.

Un museo unico nel suo genere
Questo complesso seicentesco, commissionato nel 1616 dalla congregazione Opera Pia Purgatorio ad Arco, fu concepito su due livelli simbolici: la chiesa superiore rappresenta la dimensione terrena, mentre l’ipogeo sotterraneo incarna concretamente il Purgatorio. Il museo ha sede negli ambienti della sacrestia e dell’Oratorio dell’Immacolata, dove si conserva una preziosa raccolta di dipinti e manufatti realizzati tra il XVII e XIX secolo. Questi oggetti testimoniano oltre quattrocento anni di attività liturgiche e pietà popolare napoletana.
Le testimonianze delle anime del purgatorio
Scendendo attraverso una botola nel pavimento della chiesa superiore, si accede all’impressionante ipogeo, cuore del culto delle “anime pezzentelle” . Al centro del pavimento si apre un’ampia tomba anonima circondata da catene nere. Lungo le pareti, nicchie e piccoli altarini documentano il culto spontaneo nato nel Seicento. Qui, i napoletani “adottavano” i resti anonimi dei defunti, pregando per il loro riposo in cambio di protezione e grazie.
8. Castel Sant’Elmo e Certosa di San Martino
Sulla collina del Vomero, due monumenti straordinari dominano il panorama di Napoli: Castel Sant’Elmo e la Certosa di San Martino, testimoni silenziosi di secoli di storia partenopea.

Fonte: Shutterstock
Panorama mozzafiato da Castel Sant’Elmo
Questa fortezza esagonale, costruita nella sua forma attuale nel 1537, offre uno dei punti panoramici più spettacolari della città. Dalla terrazza è possibile ammirare una vista a 360° che abbraccia tutto il golfo di Napoli, dal Vesuvio a Capri, fino ai Campi Flegrei. All’interno della fortezza si trova il Museo del Novecento, che ospita opere d’arte contemporanea napoletana.
La collezione presepiale della Certosa
Poco distante dal castello sorge la Certosa di San Martino, ex monastero certosino trasformato in museo. Il suo gioiello più prezioso è la sezione dedicata all’arte presepiale napoletana, con la celebre “Cucina del Presepe” del XVIII secolo. Inoltre, potrete ammirare il chiostro grande decorato con statue di santi e la chiesa barocca con affreschi di Giovanni Lanfranco.
Come arrivare a Castel Sant’Elmo
Il modo più comodo per raggiungere questi monumenti è utilizzare la Funicolare di Montesanto fino alla stazione Morghen, proseguendo poi a piedi per circa 10 minuti. In alternativa, dalla stazione della metropolitana Vanvitelli si può raggiungere la zona con una piacevole passeggiata di 15 minuti attraverso il quartiere del Vomero.
9. Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi
In un angolo meno conosciuto del centro storico napoletano sorge la Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi, un autentico scrigno rinascimentale toscano trapiantato nel cuore di Napoli.

Capolavori nascosti nel cuore di Napoli
Conosciuta anche come Santa Maria di Monteoliveto, questa chiesa rappresenta uno dei rari esempi di architettura rinascimentale toscana in città. Al suo interno si nascondono capolavori di artisti del calibro di Benedetto da Maiano, Antonio Rossellino e Giorgio Vasari. Particolarmente notevole è la Cappella Piccolomini, che riproduce quella realizzata da Antonio Rossellino in Santa Maria del Popolo a Roma, con il suo altare sormontato dalla Natività.
La Sagrestia del Vasari e la Cripta degli Abati
Il vero gioiello della chiesa è senza dubbio la Sagrestia Vecchia, capolavoro di Giorgio Vasari realizzato tra il 1544 e il 1545. Gli intarsi lignei degli armadi raffigurano scene del Vecchio e Nuovo Testamento con straordinaria maestria. Altrettanto suggestiva è la Cripta degli Abati, dove è possibile ammirare un gruppo scultoreo in terracotta raffigurante il Compianto sul Cristo morto, opera di Guido Mazzoni.
10. Stazione Toledo – Metro dell’Arte
La metropolitana di Napoli nasconde una delle stazioni più spettacolari al mondo: Toledo, inaugurata nel 2012 come parte del progetto “Stazioni dell’Arte”.

Metro Toledo fonte Metro Art ANM
Perché è considerata la stazione più bella del mondo
Premiata nel 2013 dal quotidiano inglese The Daily Telegraph come “la stazione più bella d’Europa”, Toledo ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali. Inoltre, nel 2014, è stata nominata da CNN come “la più impressionante stazione della metropolitana in Europa”. L’architettura firmata dall’artista spagnolo Oscar Tusquets Blanca si sviluppa attorno al tema dell’acqua e della luce, creando un percorso che dalla terra conduce simbolicamente al mare.
Le opere d’arte nella stazione Toledo
Il cuore artistico della stazione è il “Crater de Luz”, un cono di luce alto 40 metri che attraversa tutti i livelli della struttura. Particolarmente suggestivo è il mosaico di William Kentridge “Bonifica dei quartieri bassi di Napoli” e l’installazione di Robert Wilson “Relative Light”. Al livello intermedio, la Galleria dei Mosaici di Oliviero Toscani rappresenta volti e immagini della città partenopea.
Come raggiungere la stazione Toledo
Situata sulla Linea 1, la stazione Toledo ha l’ingresso principale in Via Diaz, a pochi passi da Via Toledo. Da qui si può facilmente proseguire a piedi verso il centro storico o Piazza del Plebiscito.
11. Tomba di Virgilio e Crypta Neapolitana
Nel suggestivo Parco Vergiliano a Piedigrotta, alle spalle della chiesa di Santa Maria, si celano due tesori archeologici di inestimabile valore: la presunta tomba del poeta Virgilio e l’ingresso dell’antica Crypta Neapolitana.

Foto Facebook Regione Campania
Il mito di Virgilio a Napoli
Il grande poeta latino morì a Brindisi nel 19 a.C. e, secondo la tradizione, le sue spoglie furono trasportate a Napoli, città che amava profondamente. Sulla sua tomba si può ancora leggere il celebre epitaffio: “Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope; cecini pascua rura duces” (“Mantova mi generò, la Calabria mi rapì, ora Napoli mi conserva; cantai i pascoli, le campagne, i comandanti”). Nel Medioevo, la figura di Virgilio assunse caratteristiche taumaturgiche, diventando il protettore di Napoli ancor prima di San Gennaro. Secondo la leggenda, i suoi resti furono successivamente trasferiti e nascosti in Castel dell’Ovo, che lo stesso Virgilio avrebbe costruito su un uovo magico, alla cui integrità era legato il destino della città.
Cosa vedere nella Crypta Neapolitana
Questa imponente galleria, lunga circa 711 metri e scavata interamente nel tufo, fu realizzata nel I secolo a.C. dall’architetto Lucio Cocceio Aucto. Nonostante i dati storici, la tradizione vuole che sia stata creata da Virgilio in una sola notte grazie ai suoi poteri magici. La crypta, che collegava Neapolis a Pozzuoli, fu oggetto di numerosi interventi nel corso dei secoli, dai lavori di Alfonso d’Aragona nel 1455 fino ai restauri di Carlo di Borbone nel 1748. All’interno si possono ammirare affreschi medievali, tra cui una Madonna con Bambino del XIV secolo.
Particolarmente interessante è il fatto che la galleria fosse orientata in modo da allinearsi perfettamente con il sole durante gli equinozi.
12. Rione Sanità
Tra i quartieri più autentici della città partenopea, il Rione Sanità rappresenta oggi una delle zone più vive e in trasformazione di Napoli, un laboratorio urbano dove storia e rinascita sociale si fondono.

Foto Shutterstock
Un quartiere autentico e in rinascita
Il Rione Sanità, edificato alla fine del XVI secolo in un vallone utilizzato fin dall’epoca greco-romana come luogo di sepoltura, ha vissuto decenni di isolamento dal resto della città. Negli ultimi anni, tuttavia, una straordinaria rinascita culturale e sociale è stata avviata grazie al lavoro di Padre Antonio Loffredo e numerose cooperative locali. La Cooperativa La Paranza, attiva da oltre 10 anni, ha trasformato siti archeologici abbandonati in attrazioni che accolgono centinaia di migliaia di visitatori.
Cosa vedere nel Rione Sanità
Il quartiere custodisce autentici gioielli architettonici come Palazzo dello Spagnuolo e Palazzo Sanfelice con le loro famose scale ad “ali di falco”. Da non perdere il Museo Jago, ospitato nella chiesa seicentesca di Sant’Aspreno ai Crociferi, e l’Ipogeo dei Cristallini, aperto nel 2022. Particolarmente suggestivi i murales che decorano gli edifici, tra cui “Luce” di Tono Cruz e “RESIS-TI-AMO” dell’artista argentino Francisco Bosoletti.

