10 curiosità su Napoli che (forse) non conosci

Se credete di sapere tutto sulla città partenopea, sappiate che (forse) vi sbagliate. Ecco 10 curiosità su Napoli che non conoscete!

Tradizioni e Curiosità
Articolo di , 22 Nov 2022
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Foto Shutterstock

Ogni città è nota al mondo per alcuni iconici simboli: per New York è la Statua della Libertà, per Parigi la torre Eiffel e anche Napoli ha i suoi chiari segni di riconoscimento, come il bellissimo Golfo.

La sua storia, attraverso i regni, le rivoluzioni e i suoi luoghi magici, attira migliaia di turisti e tutti si riversano nelle strade per vederne i monumenti e i musei, nonché le storiche piazze. Ma questa è solo la punta dell’iceberg. Esistono delle particolarità di cui spesso neppure i napoletani veraci sono a conoscenza, luoghi e situazioni, miti e leggende e avvenimenti importantissimi eppure non noti a tutti! Eccovi una selezione delle 10 curiosità su Napoli che forse non tutti conoscono.

1 – O’ Munaciello

 

chi è o munaciello

Una delle curiosità su Napoli è la sua radicata conoscenza in materia di superstizione e paranormale, come il Munaciello. Si tratta di uno spirito del folkore napoletano. Questo spiritello, piccolo e gobbo, vestito da frate domenicano e può essere sia benevolo che dispettoso, a seconda del colore del suo cappuccio: se rosso porterebbe fortuna e benessere, se nero, sarebbe segno di sciagura.

Si racconta che fosse figlio di una nobile della corte aragonese e di un garzone, il cui amore contrastato finì ovviamente in tragedia, dal quale venne alla luce un bimbo piccolo e deforme che non crebbe mai abbastanza e fu additato ed insultato e infine temuto da tutti. Dopo la sua morte, avvenuta in circostanze misteriose, la gente iniziò a vederlo ed attribuì alle sue apparizioni eventi fortunati come vincite al lotto. Sono molte le testimonianze sugli avvistamenti del Munaciello, ma la più spassosa parla di un uomo talmente esasperato dai suoi dispetti (sparizioni di oggetti, rottura di stoviglie e altri fenomeni inquietanti) decise di andarsene in un’altra casa. Quando il giorno del trasloco, l’uomo salì sul carretto dove aveva messo tutte le sue cose, il munaciello gli sorrise e disse “Oh, cambiamo casa?”. 

2 – Storia della Pizza

La vera storia della pizza, dichiarata nel 2017 Patrimonio dell’Unesco è nota solo a pochi, i più sono troppo rapiti dalla sua bontà per approfondire. Un tempo, il termine era usato per preparazioni rustiche dei cuochi, ma nel 17° secolo, a Napoli, venne coniato il termine pizza, storpiando il termine greco pitta, che vuol dire focaccia, riferito ad un pezzo di pane schiacciato, condito in tanti modi diversi. La versione più nota ai pochi è questa: nel giugno del 1889, per onorare i colori della bandiera italiana, il cuoco Raffaele Esposito preparò la pizza e la condì con pomodoro, mozzarella e basilico, chiamandola Margherita, in omaggio alla Regina Margherita di Savoia. Da allor,a sono state create infinite varianti, ma la Margherita resta per l’appunto, la regina delle pizze in assoluto.

3 – Fossili e coccodrilli

Non tutti sanno che per secoli, sull’arco di trionfo del Maschio Angioino, a Piazza Municipio, fu esposto un coccodrillo imbalsamato. Quando fu rimosso dall’arco, il coccodrillo venne deposto in un deposito del Museo di San Martino e ha rivisto la luce solo qualche anno fa, quando è diventato oggetto di ricerche. È stato confermata la sua provenienza dall’Egitto e che è vissuto tra il 1.200 e il 1.400.

Pare che fosse giunto dall’Egitto, seguendo una nave e che abbia continuato, una volta in porto, fino alle segrete del castello – intorno al quale ora c’è via Acton con la Capitaneria di Porto e piazza Municipio – dove l’acqua proseguiva nei sotterranei e dov’erano rinchiusi i prigionieri. Pare che il coccodrillo attirasse sia questi che le guardie, divorandoli. Un’altra leggenda vuole che il gigantesco rettile appartenesse alla Regina Giovanna II e che venisse nutrito dagli amanti di cui lei velocemente si stancava. Sono solo ipotesi ma, si sa, il confine tra leggenda e realtà è spesso molto sottile!

4 – Le macchine anatomiche

 

Foto Archivio

La storia del Principe Raimondo di Sangro, nobile scienziato e alchimista hanno ispirato molti libri e film e le sue opere sono affascinanti e controverse, spesso al limite dell’etica. Ma, oltre la chiesa con le sue meravigliose sculture, oltre il leggendario Cristo Velato, la cui esecuzione è ammantata di mistero, la vera curiosità è in fondo alle scale, in una saletta sotterranea dove sono custodite le Macchine Anatomiche.

Sono molte le leggende che circondano queste due opere così insolite e un po’ inquietanti. Si dice che fossero in realtà due servi, marito e moglie, che avevano accettato di sottoporsi agli esperimenti del Principe, non avendo idea di cosa si trattasse. La versione più reale e plausibile, invece, parla di una medico siciliano che durante una esposizione all’università del modello maschile, attirò l’attenzione del principe, che lo assunse con l’incarico di creare una versione femminile, con tanto di residui di una recente gravidanza e feto, che è stato rubato nel 2000.

5 – Victor Frankenstein è nato a Napoli

Dagli scritti rinvenuti fino ad oggi, il Principe Raimondo sembrava fermamente intenzionato a ricreare la vita e i suoi esperimenti erano volti proprio allo studio delle creature umane e animali e alla loro anatomia. Intorno a lui si era creato un fitto alone di misero, in cui si diceva che potesse “fabbricare” esseri umani.

Vi ricorda qualcuno? Il leggendario Frankenstein, frutto della penna di Mary Shelley e concepito durante una gara di racconti mentre con suo marito era in vacanza sul lago a Ginevra. La scrittrice volle che il dottor Viktor Frankenstain “Ginevrino di Nascita” fosse nato alla riviera di Chiaia, forse proprio perché fu ispirata per l’appunto, dalle storie sul Principe Raimondo di Sangro.

6 – La Sirenetta

 

Non è certo un caso se i napoletani vengono chiamati anche Partenopei ed il merito è di una bellissima sirena di nome Partenope, figlia della musa Melpomene che, insieme alle sue sorelle Lighea e Leucosia, venne battuta nel canto da Orfeo.

In un’altra versione le sirene, ferite a morte dall’insensibilità di Ulisse al loro canto, per la disperazione si buttarono in mare, lasciandosi trascinare dalle onde fino ad arrivare, esanimi in tre punti diversi del mediterraneo. Partenope arrivò alle foci del fiume Sebeto dove i Cumani avrebbero poi fondato Neapolis. Venerata come Dea, la sirena divenne parte della cultura e tutt’oggi la città viene appellata come Partenope e a lei fu dedicata nel 1869 la fontana posta prima alla stazione Garibaldi, poi spostata nel 1924 a Piazza Sannazzaro, proprio accanto al mare.

7 – Smorfia Napoletana e simbolismo numerico

Secondo gli storici, il termine Smorfia è legato al mito di Morfeo, il dio del sonno nell’antica Grecia.

La leggenda racconta che le sue origini risiedano all’interno della tradizione cabalistica ebraica, o Qàbbalah. Secondo i cabalisti nella Bibbia vi sono lettere, parole e numeri che contengono misteriosi significati e si utilizza la numerologia per associare un numero ad ogni nome.

A Napoli esiste una tradizione magica vecchia di secoli e non è difficile imbattersi in persone che credono nei fenomeni, nei simboli e nel significato dei sogni, più profondo di quanto sembri una semplice proiezione onirica. Avviene così che grazie alla smorfia, gli elementi principali di un sogno diventino numero e, una volta giocati al Lotto con pochi euro, possano trasformarsi una piccola fortuna!

8 – Virgilio e Napoli, tra storia e magia

Tutti abbiamo dovuto studiare la Divina Commedia e ci siamo quindi imbattuti in Virgilio, che accompagna Dante in un significativo “Tour” degli Inferi, attraverso i gironi. Pochi, però, sanno che il legame tra lo scrittore, filosofo e (secondo molti) mago, morto prima di Cristo e mantovano di nascita, era forte come un legame materno.

Negli anni in cui visse a Napoli, si dice che avesse creato una mosca speciale, in grado di scacciare tutte le altre mosche, che avesse scacciato un basilisco dalle tubature del quartiere Monte di Dio – storia a cui probabilmente J.K. Rawling ha attinto per il suo “Harry Potter e la camera dei Segreti” – e, storia più importante di tutte, avesse posto lui, l’uovo magico a protezione della città, nelle fondamenta del Castel dell’Ovo!

9 – Cola Pesce e la magia del cinema

 

Foto archivio

Ferzan Ozpetek, acclamato regista turco naturalizzato italiano, desiderava ambientare un film a Napoli e visitando in maniera approfondita Napoli durante il periodo in cui ha diretto l’opera La Traviata, al San Carlo. Il famoso regista ha potuto conoscere usi, costumi e leggende del posto, dando vita al film Napoli Velata.

Sono moltissimi i riferimenti alle leggende e ai rituali magici e mistici della città partenopea, come il famoso Parto dei Femminielli, e tra questi, il personaggio di Andrea.

Interpretato dall’affascinante Alessandro Borghi, Andrea è capace di immergersi senza bombole a grandi profondità nelle acque del golfo per la sua attività, più o meno lecita, di cacciatore di tesori sui fondali. La sua storia rimanda sicuramente a quella di Nicola, detto Cola Pesce, il bambino che si diceva fosse figlio di Nettuno e che non usciva mai dall’acqua. Per questo motivo, fu maledetto dalla madre a tramutarsi in un pesce egli stesso. Fa pensare che il regista si sia ispirato proprio a questa leggenda, per creare il personaggio dello sfortunato, affascinante ragazzo.

10 – Santa Patrizia e l’ampolla di sangue

Da secoli, Napoli custodisce il maggior numero di reliquie, molte di esse destano curiosità su Napoli e i suoi innumerevoli santi. Sono circa 200 e tra esse vi è un buon numero di ampolle col sangue dei santi. L

asciando per una volta da parte e con rispetto il Santo Patrono della città, esiste anche un’altra santa, il cui sangue compia un suggestivo miracolo a protezione dei cittadini. Il sangue della Santa, originaria di Costantinopoli – attuale Istanbul – viene conservato insieme ad un suo dente, strappatole dopo la morte da un soldato afflitto da un male e causa del sanguinamento della gengiva di una donna defunta da ben duecento anni.

Il miracolo, a differenza di quello di San Gennaro che avviene in tre precise date dell’anno, avrebbe avuto luogo negli anni in modi e tempi diversi, spesso anche subito dopo una preghiera accorata e veramente sentita. Ma la verità è un’altra ed è incredibilmente mistica: pare che durante lo scioglimento del sangue di San Gennaro, in tutte le ampolle contenenti il sangue dei santi compatroni, si verifichi lo stesso fenomeno!

 

 

 

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