La vera Pizza napoletana fa il giro del mondo, arriva A’Pizza!!!

Grande Napoli

L’idea innovativa di due imprenditori napoletani, stavolta la vera pizza napoletana arriva davvero in tutto il mondo

Di pizzerie, si sa, è pieno il mondo. Ma ogni napoletano che si rispetti sa anche quanto è difficile, in giro per l’Italia e per il mondo, mangiare una pizza degna di questo nome.
La buona notizia è che forse questo non sarà più un problema.
Due imprenditori napoletani, Maurizio Ramirez e Guido Freda, infatti potrebbero aver trovato la soluzione.
In attesa di assaggiare e capire se davvero sarà così, proviamo a descrivere cosa sarà “‘a Pizza”, il prodotto che i due si apprestano a rendere disponibile in tutta Italia (per il momento).
Sarà una vera e propria pizza artigianale, fatta a Napoli e cotta a legna, solo che appena sfornata, invece di finire in un piatto per essere mangiata, verrà inserita in un tunnel di refrigerazione che la surgelerà facendola passare da 90° a -20° in una manciata di minuti.
Ramirez e Freda garantiscono che in questo modo la fragranza e il gusto della pizza rimarranno intatti e pronti per (ri)esplodere nelle nostre case dopo un breve passaggio in un normale forno a 220°.
Sarà vero? Chissà. Intanto ‘a pizza è disponibile in ben 6 varietà (Margherita, Primavera, Friariella, Bufalina, Porcini, Vegetariana), tutte preparate con ingredienti di alta qualità e a km zero. Il prodotto si può già ordinare e presto aprirà uno store al Vomero, in Via Bernini.
Altre info su www.apizza.it

 

di Fabio Avallone



Comments to La vera Pizza napoletana fa il giro del mondo, arriva A’Pizza!!!

  • Io la ho assaggiata ed è buonissima! Proprio come se uscisse dal forno in quel momento però a casa mia.
    Una vera e propria soluzione specie a quando chiami il tuo pizzaiolo di fiducia e per un motivo o un altro ti fa aspettare ore e se non altro arriva anche fredda e magari sa di cartone.

    Anna vitale 28 gennaio 2017 12:30 Rispondi
  • Scusate ma quelle che sono in commercio come sono fatte, sono precotte e poi portati in appositi congelatori chiamati abbattitori.

    Gennaro 28 gennaio 2017 17:33 Rispondi

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