Sunset on the beach al Lido Mappatella – Luoghi comuni e nuove tendenze

Grande Napoli

Mai stati in un lido “mappatella”? No? E allora bacchettata sulle mani: non sapete cosa significa andare al mare. Per tutti i settentrionali, (cioè tutti quelli che vivono più a nord di Napoli, anche Ariccia va bene ) un lido “mappatella” è un pezzettino di spiaggia con una piccola scogliera, lungo via Caracciolo nei pressi della Rotonda Diaz. Con la densità  abitativa di Bombay.

THE CARNAGE – Le centinaia di corpi in costume danno vita ad un carnaio da macelleria, la strage di li a poco: lo spazio è poco, il caldo tremendo, tutti vicini vicini, l’uno sull’altro. E cosi inizi a conoscere da vicino l’alluce di chi ti precede, e vedi che lo stesso fa chi invece ha appena occupato quell’improbabile spazietto di spiaggia di fronte a te, che avevi ritenuto inespugnabile. Eh no mio caro: qui non si butta niente (a parte il sangue, come si dice a Napoli in caso di situazioni faticose da risolvere). Lo sconforto e l’avvilimento conducono i più esasperati sugli scogli: c’è addirittura chi prende il sole sulla sedia di plastica che si è portato da casa (perchè non si sa mai!)

LA MAPPATELLA – Il meglio, però arriva al momento del pasto. Che poi è anche il momento culturalmente più elevato: l’etimologia di “mappatella” proviene da “mappata”, cioè uno strofinaccio da cucina contenente cibo per una squadra di minatori: parmigiana, frittata di maccheroni, fritture ( No, la frutta no. Troppo leggera e scarsamente calorica!) ed altre primizie sgocciolanti olio, semplici da mangiare in mano ( o nel “caccaviello”) e del tutto digeribili! “mappatella” è un vezzeggiativo, come a dire: “Guarda che questa è solo la prima colazione, uno spuntino”. Il sapere culinario della schiera di madri, mogli e il popolo femminile tutto, si mostra con orgoglio sacro nell’apparizione dei “caccavielli” (ciotole, pentoline da cucina) contenenti: melanzane a funghetto, sott’olio, alla parmigiana, zucchine alla scapece, peperoni fritti e arrostiti, salsicce e friarielli. Non manca, ovviamente, un po’ di pane per mandare giù le leggere cotolette con tutti i loro condimenti.

PEOPLE – Le signore più attempate, ma che non per questo si chiudono in casa a fare la maglia, sfoderano bikini o pezzi unici con la disinvoltura di una sedicenne: media 80 kg per 1,55 m e abbronzatura africana metallizzata, ad un certa ora, richiamano i familiari e mettono mano alla mappatella. Il lettino diventa la tavola di una trattoria, dove i bambini mostrano il loro seppur giovane ma già  tenace carattere, masticando con le fanciullette dentature i luculliani pasti materni, mentre mariti, primogeniti e fidanzati si attaccano alla Peroni familiare stappandola con un accendino (nel migliore dei casi) o coi molari (in tutti gli altri casi).

MAPPATELLA STYLE  La pratica balneare, descritta con ironia e affetto, rivela però la straordinaria capacità  di godere di quel che si ha, stabilendo la rivalutazione di effimere cose che facilmente la TV e la cultura di massa relegano nel dimenticatoio: fare un bagno fra il Castel dell’Ovo, Mergellina e il Vesuvio, guardando dal mare la città  che si sviluppa dalla riva verso la collina, attraverso strati di edilizia chic (via Petrarca, Posillipo, il Vomero) è uno spettacolo indescrivibile, oltre che un’emozione imprevista per i principianti. Un aperitivo a birra e taralli alla fine della giornata è veramente un toccasana prima del rientro a casa. Anzi questo aperitivo rivive nei circuiti più radical chic della città , fra i quali è diventato un must.

Articolo scritto da Gianluca Guarino



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