Il Mandolino, re della musica napoletana

Napoli è una delle città più stereotipate sia nel bene che nel male; la città del sole del mare, dove tutti cantano, e dove ovviamente si mangia pizza e si suona il mandolino.

Un errore ragionare per stereotipi, anche se alle volte sono delle piacevoli verità; la storia della città è strettamente legata alla musica e allo strumento principe della tradizione: il mandolino.

Le origini di questo strumento sono tutte napoletane, e risalgono al XVII secolo, quando i primi strumenti furono realizzati dai maestri liutai di Casa Vinaccia, la prima liuteria specializzata nella costruzione di questo particolare strumento; piccole dimensioni, solo 4 corde che si raddoppiano così da creare il tipico suono che tutti ben conosciamo.

La cassa ha una forma cosiddetta a goccia, soprattutto nei modelli di Vinaccia e di Calace, che sono ricordati come i più grandi maestri liutai della tradizione napoletana; quest’ultima liuteria è tuttora esistente, al primo piano del palazzo De Sangro di San Severo, nella zona di piazza San Domenico.
Ed è proprio Raffaele Calace che agli inizi del 900 diede nuovo impulso alla costruzione ed anche alla composizione musicale di questo affascinante strumento; molte sono le opere scritte dal musicista artigiano, che ancora adesso vengono usate dagli studenti di conservatorio.

Lo strumento, che agli inizi aveva una nobilissima origine, veniva costruito con legni pregiati come il palissandro indiano oppure l’acero e l’abete, entrambi disponibili nel nord dell’Europa; insomma era uno strumento che aveva un costo elevato. Grandi musicisti hanno composto delle opere per mandolino, dando allo strumento grande rilevanza,ma con i cambiamenti economici e sociali della seconda guerra mondiale lo strumento iniziò il suo declino, e lo si confinò tra quelli di uso popolare,  diventando il compagno di musica dei suonatori di concertino della posteggia napoletana.



Comments to Il Mandolino, re della musica napoletana

  • I mandolini antecedenti alla 1 guerra mondiale conservano tutto il calore dell’italia.Non dimentichiamo che e’
    stato considerato nei secoli passati strumento nobile.

    lina 1 aprile 2017 11:43 Rispondi

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