Piazza Mercato e le sue tradizioni

Grande Napoli

In origine era nominata Campo del Moricino per la presenza di mercati orientali detti “Mori”. La piazza occupava l’area confinante ad occidente con le mura grecoromane, a settentrione con un’altura sulla quale gli Angioini fecero costruire la chiesa di Santa Maria la Nova ad oriente con il Lavinaio.

Il 29 ottobre 1268 Carlo I d’Angiò nella piazza fece decapitare Corradino, ultimo sovrano della dinastia sveva, che aveva solo 16 anni. Da quel giorno il Campo del Moricino divenne sede delle esecuzioni capitali.

Nell’epoca angioina nell’area fu trasferito il polo commerciale di Piazza San Gennaro all’Olmo e di San Gaetano, con un macello ed un forno pubblico. In quest’epoca furono inoltre edificate la Chiesa di Sant’Eligio Maggiore e la Chiesa di Santa Maria del Carmine.

Nel 1356 i commercianti di Piazza Mercato realizzarono una cappella (Santa Croce) in onore di Corradino di Svevia.

Nella piazza erano sempre presenti due patiboli ed un cippo per le decapitazioni.

Dopo la peste del 1656, le fosse del grano, site al centro dell’area, accolsero i corpi degli appestati ed il campo si riempì di croci. Circa cento anni più tardi le croci scomparvero e per evitare la profanazione dell’area, fu edificata al centro una secona Chiesa (detta del Purgatorio).

Nel 1781 un incendio distrusse la piazza ed il re Ferdinando IV affidò l’incarico di riprogettare la stessa all’architetto di corte Francesco Securo.

La piazza fu teatro della rivoluzione di Masaniello (1647) e dell’esecuzione di molti martiri della Repubblica Partenopea del 1799, tra cui Eleonora Pimentel Fonseca e Luisa Sanfelice.

Tra gli eventi più importanti e tradizionali di Piazza Mercato è sicuramente la notte del 6 gennaio, che per l’occasione si presta a divenir scenario della ” notte della Befana“. La piazza è affollata dalle tante ” bancarelle ” dove si possono acquistare giocattoli, dolciumi da mettere nella calza, tutto in un frastuono di voci vicine e lontane e in un via vai di persone che si aggirano alla ricerca del dono più bello. Una piazza che diventa luogo-simbolo di una tradizione, luogo di ‘attesa’ per quanti aspettano l’arrivo di quella signora così magica e così buona, luogo di una festa, l’Epifania che come dice il proverbio, tutte le feste porta via”4a-Domenico Gargiulo-Fiera in piazza Mercato  (Toledo, Fondazione Duque de Lerma)



Comments to Piazza Mercato e le sue tradizioni

  • Di chi è il magnifico quadro?

    Hans L. Hirsch 28 ottobre 2016 18:55 Rispondi

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...
Menu