Non è vero ma ci credo!

Grande Napoli
Non è vero ma ci credo!
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Napoli: città  di misteri, leggende e meraviglie, ma anche di magie, superstizioni e numeri. Scrive Matilde Serao: Tutte le superstizioni sparse nel mondo sono raccolte in Napoli e ingrandite, moltiplicate poichè la sua credulità  è frutto di ignoranza, della miseria e delle sventure che a Napoli si sono alternate dai diversi attacchi del colera all’eruzione del Vesuvio nel 1872.

Sembra un peperoncino a guardarlo bene, ma quello che si crede più sinceramente è che questo corno rovesciato è sfavillante più che dare sapore alla vita le assicuri protezione dai malocchi, malelingue e male altri, vari ed eventuali. Se è quello giusto, si sente sotto le mani: addà  essere tosto (duro), vacante (vuoto), storto e cu’ ‘a ponta (a punta), peculiarità  primarie legate all’antichità , a cui vanno necessariamente aggiunte quelle di esclusività  partenopeo: rosso, gobbo e fatto a mano. Il colore è fondamentale perchè richiama la fertilità  e l’abbondanza, oltre che l’idea del trionfo (sui nemici), la gobba è un chiaro richiamo e ha un’altra superstizione napoletana, “˜o scartellat (che soccombe perfino sotto il peso della fortuna!)

Deve essere rigorosamente fatto a mano in modo da acquisire potere benefico dalle mani che lo hanno prodotto e come tutti gli amuleti deve essere un dono. Nessuno può comprare la propria fortuna per sè, e anche qui, di riflessioni ne verrebbero fuori tante. Sulle bancarelle di Via San Gregorio Armeno se ne trovano diversi, tutti DOC tanti anche negli affreschi negli androni dei palazzi antichi, in abbondanza perfino alle pareti della stazione di Montesanto: un corollario completo di cornicelli rossi, scartellati sorridenti e ferri di cavallo paracadutati; metro graffiti che interagiscono in una sorta di protezione collettiva. “Non è vero ma ci credo” è la sintesi di questa antica contraddizione tipicamente partenopea figli del razionalismo più evoluto, conserviamo nella pancia un intenso legame con l’ignoto. Un mito legato al culto di Priapo, tra più antichi riti misterici napoletani. La fecondità , associata al concetto di penetrazione fa sì che il corno per traslato sia un pene che nell’atto sessuale si appropri del ventre della terra. La stessa partenope, privata dell’atto di fecondazione, verrà  a morire vergine sull’isolotto di Meraride. La sirena che solo morendo potrà  concepire.



Comments to Non è vero ma ci credo!

  • io ci credo e ho contattato un ragazzo molto bravo che si fa chiamare mago Giulio Cesare.331.93.64.636

    francesca 27 ottobre 2010 20:24 Rispondi

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