Napoli tra murales di Cyop&Kaf e Banksy

Probabilmente camminando per strada avrete visto almeno uno dei graffiti di Cyop&kaf. I disegni si trovano ovunque a Napoli: Quartieri Spagnoli, Corso Vittorio Emanuele, Pignasecca…ovunque andiate ne troverete almeno uno.204140409-b58eb50d-6b4f-49b8-99ab-fe63c57eb81f

Come per la 5096658880_e506bc627a_mmaggior parte dei graffitari, la loro identità è nascosta a differenza della loro arte che spadroneggia sui muri della città.
Con le loro immagini provocatrici ed evocatrici, demoni e personaggi colorano i vicoli di Napoli, quelli che sono terra di nessuno, quelli dove c’è un viavai continuo, quelli che non ti aspetti.
Partendo dai disegni su muro, arrivando a fare mostre nei musei, pubblicando un libro delle loro opere ed infine pure un film “Il segreto”, che racconta della festa del “cippo” di Sant ‘Antonio del 17 Gennaio, questi due artisti napoletani stanno esplorando l’arte in tutte le sue possibilità.

Se proprio non avete sentito parlare di loro e per Napoli camminate bendati, non vi giudichiamo per questo, e non avete visto nessuna delle loro opere, avrete sicuramente, dico SICURAMENTE sentito parlare di Banksy. Se non avete idea di chi sia, lasciate perdere tutto quello che state facendo in questo momento e seguite queste istruzioni: andate sulla pagina principale di Google, nella barra di ricerca scrivete Banksy e poi andate in immagini.
Ora che avete capito chi è, e dopo che avrete esclamato diversi “oh! Wa! Ahhh!” vi chiederete anche dove andare a vedere le sue opere.
Facile facile… anzi no.
Poichè vivamo nel 1542 alcune sono andate distrutte. Come non viviamo nel 1542? Siete sicuri?
Eppure nel 1542 c’era l’inquisizione che distruggeva l’arte. Ahhhhh è vero l’inquisizione ora ha cambiato nome, si chiama perbenismo.
Scusate, errore mio.
Ad ogni modo per “pulire la città” (occhiolino: inquisizione) o per ignoranza, sono state cancellate alcune sue opere, e di altri artisti, in diverse città.
Come il così detto “murales razzista” in Inghilterra che ha indgnato buona parte di chi non capisce proprio nulla di arte, il murales rappresentava dei piccioni che protestavano contro un uccello migratorio di un’altra specie. Non ci voleva tanto a capire il messaggio dell’opera. Era tutt’altro che razzista, era invece un’opera provocatrice e chiaramente proprio contro il razzismo.
Ignoranza o inquisizione, fatto sta che se gli avessero detto che quel disegno valeva qualcosa di soldi, gli avrebbero costruito attorno un altarino e avrebbero fatto fare la fila per ammirarlo sotto pagamento.
Se comunque volete vedere da vicino alcune sue opere senza muovervi troppo, a Napoli Banksy ha creato alcuni murales, con la sua tecnica dello stencil, uno dei quali quali in Piazza dei Gerolomini, e un’altro era in via Benedetto Croce, che è stata coperta per sempre da un “furbissimo” writer, che dopo aver capito il suo grande errore s’è pentito, e riprendeva il motivo dell’estasi di Santa Teresa del Bernini, ma con un’indigestione da fast food, opera che chiaramente criticava il consumismo.
Sperando che qualcosa riesca a salvarsi da vandali e inquisizioni, vi invitiamo a girare per Napoli alla ricerca delle opere che sono ormai diventate parte della città e della cultura moderna.315630_0_0

 



Comments to Napoli tra murales di Cyop&Kaf e Banksy

  • a dire la verità l’opera ripresa da Banksy non è l’Estasi di Santa Teresa di Gian Lorenzo Bernini ma la Beata Ludovica Albertoni sempre di Bernini conservata presso la chiesa di San Francesco a Ripa a Roma.

    Luca Dal Bosco 5 marzo 2016 11:40 Rispondi
    • In effetti le due opere sono spesso citate come ispirazione dell’opera, spesso si pensa ad una rilettura dell’estasi di Santa Teresa essendo questa conservata a Napoli. L’opera che lei cita è tuttavia l’ispirazione più diretta dell’artista.

      Valentina Cosentino Valentina Cosentino 6 marzo 2016 21:22 Rispondi
    • La santa Teresa in questione è l’opera che è stata coperta… in via benedetto croce ahimè

      Luigi 8 giugno 2016 10:11 Rispondi

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