Ischia: l’isola bagnata dal mistero

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L’isola di Ischia è da sempre meta di personaggi famosi e oasi di tanti lavoratori che dopo un anno vogliono concedersi un periodo di spensieratezza.
Relax e divertimento però nascondono il lato oscuro dell’isola perché pochi sanno che la storia di Ischia è fatta di luci ma anche di diverse ombre, storie  lontane nel tempo ma mai completamente affogate nel mare che circonda l’isola.

Iniziamo il nostro viaggio misterioso dal Cimitero delle monache così chiamato perché un tempo le salme delle suore venivano messe nello “scolatoio”, delle seggiole in muratura con un vaso sottostante, che serviva a raccogliere gli umori dei corpi in decomposizione fin quando non restavano solo le ossa che venivano, a loro volta, raccolte nell’ossario. Le consorelle assistevano al macabro fenomeno quale occasione per riflettere sulla morte e sull’idea di vita terrena.

Un altro luogo del mistero è la grotta più grande dell’isola, la Grotta del Mago, la quale ospita un cunicolo a forma di “esse” di circa 30 metri che, secondo quanto riportato da alcuni audaci esploratori, porta ad un antro imponente, avvolto dalla leggenda. All‘inizio del Novecento, i primi a varcare questo antro rimasero sorpresi dalla fosforescenza color argento che faceva brillare le loro mani. La leggenda vuole che in tempi antichi, quando neanche il mare aveva accesso alla grotta, essa ospitava i riti offerti ad una divinità oggi sconosciuta. La posizione della grotta permetteva soltanto al sole di entrare, specialmente nel solstizio d’estate, per questo alcuni hanno ipotizzato che la Grotta del Mago fosse usata come luogo di culto del dio sole.

Scrutando uno dei paesaggi più belli di Ischia: la spiaggia di San Montano, dove la vegetazione si estende senza interruzioni dalla terra ferma al mare. Allo stesso modo il mistero si è esteso per interi millenni regalandoci il mito di donna Restituta, una santa, probabilmente nata a Cartagine, venne arrestata e giustiziata nel corso della decima persecuzione anticristiana, decisa dall’imperatore Diocleziano nel 304 D.C.
Donna Restituta venne portata in mare su una barca e le fu dato fuoco, tuttavia le fiamme bruciarono i suoi carnefici e la santa uscì illesa. Donna Restituta affermò di essere stata accompagnata da un angelo durante l’esecuzione e morì in pace.
L’angelo che accompagnò la santa, approdò all’isola di Ischia, allora chiamata Aenaria, toccando la spiaggia di San Montano. Il luogo all’epoca era abitato da Lucina, una matrona cristiana, la quale fu avvisata dall’angelo che le preannunciò l’arrivo di Restituta sull’isola.
Lucina, in fede a quanto le aveva riferito l’angelo andò sulla spiaggia, dove vide il corpo integro di donna Restituta e la leggende vuole che quando la barca della santa toccò la spiaggia di San Montano, essa venne ricoperta di gigli bianchi. Lucina, una volta raccolto il corpo della santa, le offrì una solenne sepoltura nei pressi del Monte Vico, detto allora Eraclius, che oggi ospita i resti di una basilica dell’epoca e un santuario dedicato proprio a donna Restituta.

Il monte Epomeo: tra mito e realtà

Infine, un’altra tappa del nostro viaggio nei misteri di Ischia è il Monte Epomeo, che non è un vulcano ma il frutto di rocce vulcaniche che si sono sollevate.

L’ultima eruzione risale al 1301 e dopo 700 anni il Monte Epomeo conduce ancora oggi una “vita tranquilla”. Ciò nonostante, negli ultimi diecimila anni è diventato molto più alto, più di 300 metri, questo fa pensare a una prossima eruzione ma per adesso non ci sono ancora previsioni certe. 700 anni non sono bastati però a spegnere il magma del mistero che avvolge il Monte Epomeo che, infatti, è considerato una via di accesso al mondo sotterrano di Agarthi (che vuol dire “l’inaccessibile”), un regno leggendario situato, secondo la leggenda, all’interno della Terra.

Inaccessibili possono sembrare queste leggende ma questo è vero solo in parte perché chiunque può visitare questi luoghi del mistero ed accedere ai luoghi abitanti dai miti che sono sopravvissuti a secoli e secoli di storia.

 



Comments to Ischia: l’isola bagnata dal mistero

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    google 12 dicembre 2014 23:39 Rispondi

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