Mastuggiorgio: ”l’infermiere dei matti”

Angela Annibale
Mastuggiorgio: ”l’infermiere dei matti”
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Il nome Mastuggiorgio nella tradizione napoletana rimanda ad un antico mestiere cioè quello dell’infermiere, un infermiere che si occupava nello specifico di pazienti affetti da patologie mentali.

Il nome Mastuggiorgio nella tradizione napoletana rimanda ad un antico mestiere  cioè quello dell’infermiere, un infermiere che si occupava nello specifico di pazienti affetti da patologie mentali. Se si pensa  ad una figura amorevole e remissiva, al servizio dei più indifesi, ci si sbaglia di grosso.

Il Mastuggiorgio infatti era una persona molto autoritaria, dai modi rudi e rigidi che per farsi obbedire dai propri pazienti usava molto spesso la forza. Dotato di un  fisico robusto, e di una mente fredda,  il suo lavoro consisteva nell’affiancare il medico psichiatra soprattutto nell’oneroso compito di infliggere la terrificante camicia di forza ai pazienti più irrequieti. I poveri malcapitati, che venivano rinchiusi nei manicomi, venivano  da lui percossi e strattonati, poiché nei tempi antichi si credeva che  per calmare anime così inquiete ci volesse l’uso della violenza, quindi era quasi scontato che chi si approcciava a questo tipo di mestiere aveva ben poca vocazione e molta propensione alla violenza.

L’etimologia del  nome Mastuggiorgio  proviene probabilmente dai metodi del dott. Giorgio Cattaneo, medico che visse nel XVI secolo e si occupò di malati mentali. Egli svolse il suo lavoro talvolta in modo molto discutibile, presso l’ospedale degli Incurabili a Napoli, che fu tra i primi ospedali ad occuparsi di questi tipi di patologie.

Il dott.re Cattaneo curava  infatti i pazienti con tecniche decisamente poco ortodosse nel caso essi avessero avuto un eccesso di forza fisica, li faceva  lavorare fino allo sfinimento, il paziente invece che aveva una fisicità più precaria  veniva sottoposto a una cura ricostituente a base di uova, per quelli più furiosi la cura era decisamente più severa: essi venivano trattati con la frusta, detta cignone, allo scopo di stroncare con immediatezza l’eccesso di energia. Da qui quindi il nome di quello che sarà poi l’ingrato mestiere, ricordato  nell’800 anche come “l’infermiere dei matti”.

Il Mastuggiorgio oggi

Oggi fortunatamente la figura del mastuggiorgio, così come l’abbiamo raccontato, non esiste più. Nella visione moderna l’infermiere aiuta e sostiene con professionalità  le persone con le problematiche più diverse distaccandosi da quello che era il mestiere di una volta. Certo, c’è chi ancora purtroppo utilizza metodi violenti, ma sicuramente chi lo fa deve vedersela con condanne penali, perché i più indifesi vanno protetti  e su questo la legge è fin troppo chiara.

Ritornando al nostro mastuggiorgio nonostante non esista più questa figura, nel dialetto napoletano questa espressione persiste ancora, ha perso però la connotazione negativa. Si è costruita un’immagine del tutto nuova, a tal punto che quando si da del mastuggiorgio a qualcuno, lo si fa per indicare una persona dall’indole coraggiosa  e determinata, una persona che prende le redini in mano di una certa situazione e di conseguenza ne diventa il protagonista.

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