I leoni di piazza dei Martiri, una storia di libertà e coraggio

Giulia Verruti
I leoni di piazza dei Martiri, una storia di libertà e coraggio
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La statua dei quattro leoni a piazza dei Martiri simboleggia la coraggiosa lotta del popolo napoletano contro i governi antiliberali e repressivi.

Arrivando a Piazza dei Martiri, nell’elegante quartiere Chiaia, non si può rimanere indifferenti di fronte alla bellezza e all’imponenza della statua dei quattro leoni. Qual è la storia di questo antico monumento? All’epoca di Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie dal 1830 al 1859, la piazza si chiamava “Piazza della Pace”, per celebrare la pace riconquistata dopo i moti del ’48, scoppiati per abbattere i governi della Restaurazione e sostituirli con governi liberali. Sulla colonna che ancora oggi si erge al centro della piazza si trovava la statua della Madonna della Pace, la quale è stata successivamente sostituita da un’opera di Emanuele Caggiano, raffigurante la virtù dei martiri napoletani che nel corso dell’800 hanno sacrificato la loro vita per combattere in nome degli ideali in cui credevano e per la libertà del proprio paese. Questo cambiamento è avvenuto nel 1861 per volontà dell’allora sindaco Andrea Colonna di Stigliano, che ha voluto dedicare il monumento ai martiri napoletani.

Cosa rappresentano i quattro leoni?

Intorno alla colonna sono stati posti quattro leoni, che simboleggiano i caduti in quattro diversi momenti storici: il leone morente raffigura i caduti della Repubblica Partenopea del 1799; il leone trafitto dalla spada, i caduti carbonari del 1820; il leone sdraiato, con lo statuto del 1848 sotto la zampa, rappresenta i caduti liberali dello stesso anno; il leone in piedi, l’unico che esprime forza e fierezza, è invece dedicato ai caduti garibaldini del 1860.

Alle spalle di quest’ultimo si trova una targa che rende omaggio alle vittime e che recita le seguenti parole:

« Alla gloriosa memoria dei cittadini napoletani che

caduti nelle pugne o sul patibolo

rivendicarono al popolo la libertà di proclamare con patto solenne ed eterno

il plebiscito del XXI ottobre MDCCCLX

Il Municipio Consacra»

Si dice che vi era intenzione di aggiungere anche un quinto leone, mai realizzato, che avrebbe dovuto rappresentare i martiri caduti nella lotta contro la dinastia Savoia.

L’importanza di questo monumento consiste nel simboleggiare con orgoglio il coraggio di coloro che si sono battuti per la libertà della propria città, contro l’oppressione di governi antiliberali e repressivi. Un coraggio e una fierezza che da sempre ha contraddistinto il popolo partenopeo.

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  • sarebbe orgoglio dei napoletani editutto il sud se fosse aggiunto un quinto leone che ripristinerebbe la verità storica. L’unità d’Italia fu costruita a tavolino da cavour. Il Piemonte, piccolo staterello che non contava nulla nel contesto europeo, aveva bisogno di tutto quanto avevano costruito i borboni a napoli e nelsud.Si sa che il regno di napoli e delle due sicilie era, all’epoca, il terzo stato d’europa, dopo inghilterra e francia e ciò dava fastidio alle due superpotenze alle quali non parve vero di appoggiare il regno di piemonte per conquistarlo militarmente. Non ci fu dichiarazione di guerra, ci fu semplicemente l’invasione di uno stato sovrano da parte di un altro stato. L’appoggio indiretto dell’inghilterra che con la sua flotta protesse l’avanzata del famosi mille di garibaldi e l’appoggio diretto della mafia che accolse a braccia aperte “””i gloriosi mille””” consenti’ che uno stato finora libero fosse soggiogato ad un altro stato. Ne seguirono ruberie, massacri ecc. ecc.Quando nei libri di storia ufficiali si leggeranno queste cose? Quando agli italiani si svelerà la verità? Forse è ancora troppo presto.Per ora continuiamo ad inneggiare all’unità e d ignorare le motivazioni che indussero il piemonte a compiere l’impresa di soggiogare un popolo e di depredarlo di tutto quanto possedeva. grazie

    ottavio amodio 7 gennaio 2017 19:31 Rispondi

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