Le invenzioni hi-tech nate a Napoli

Le invenzioni hi-tech nate a Napoli
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Napoli e hi-tech sono sempre andati d’accordo. Qualcuno potrebbe insinuare che Napoli è la città dei pacchi, dei falsi e degli oggetti truccati. In realtà la bella città partenopea è stato il posto in cui sono nate importanti tecnologie che oggi rientrano nella nostra quotidianità, Tuttavia, pochi sanno che tali innovazioni sono nate a Napoli. I racconti di Carlo Dessy sulle conquiste tecniche vissute dalla città partenopea fra il 1945 e il 1970 testimoniano due importanti scoperte partenopee: il telefono senza fili e il telecomando.

Il telefono senza fili

Oggi, la tecnologia wireless ha consentito di soppiantare i limiti dei collegamenti via cavo ma fino a 20 anni fa le cose erano ben diverse. A Napoli, prima dell’invenzione della posta elettronica, già esisteva, in vari palazzi, un tubo di rame che collegava la portineria ai vari appartamenti. Ciascuna diramazione del tubo terminava in una sorta di cornetto acustico che serviva a mettere in comunicazione il condomino con il portinaio. Quest’ultimo era avvisato dal suono di una campanella, attivata da una cordicella, situata all’esterno della finestra di ciascun appartamento.

Telecomando

Il primo televisore varicap cioè dotato di un sistema elettronico a tastiera per il cambio dei canali (un telecomando ante litteram) è stato prodotto a Napoli nel 1968. Uno strumento che avrebbe permesso di scegliere il canale televisivo desiderato senza alzarsi dal divano. L’invenzione era nell’aria in Europa, tanti stavano studiando il modo in cui realizzarla ma Napoli ottenne il primato. Nella città, le prime trasmissioni televisive erano partite alla fine del 1954. Prima di allora, il mezzo di comunicazione più utilizzato era la radio, per scopi informativi, e alcune trasmissioni locali limitate ai giorni festivi.

Carlo Dessy ha raccolto le sue testimonianze nel libro Napoli punto e a capo. Un volume che ritrae una Napoli coinvolta nella ricostruzione postbellica. Il giovane Dessy, napoletano di nascita, ritorna nella propria città di origine dopo aver concluso gli studi a Milano, presso l’Università Bocconi. A sorprenderlo è la presenza di pietanze di ogni tipo come le pannocchie di granturco bollite al latte cagliato e altre prelibatezze della cucina napoletana. Il giovane trovò, dunque, un’atmosfera in fermento che ha partorito innovazioni tecnologiche, fino a quel momento inesistenti in Europa.



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