Innamorarsi sotto la “fenestrella” di Marechiaro

Grande Napoli
Innamorarsi sotto la “fenestrella” di Marechiaro
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Non c’è cosa più romantica di Napoli… il mandolino, la luna, le stelle, il mare, i riflessi delle luci.
Marechiaro è sicuramente l’antro delle promesse d’amore, dei posteggiatori melodici, delle candela sul tavolo e della rosa rossa.

Vuoi mettere un giorno a raccontare il primo bacio dato su questa spiaggetta, con un mare che si da come uno specchio di sogno, un cielo blu (è ovvio che si fa di notte, più romantico), una cornice di stelle ed una luna da padrona. E in più, lei, la protagonista assoluta,  la cosiddetta Fenestrella (in italiano finestrella).
Piccina piccina, un balconcino minuscolo e stupendi gerani rossi, un palazzo bianchissimo che di notte riflette la luce della luna. Marechiaro è una vera suggestione. E’ tutto stare stretti a cena sui ballatoi dei tanti ristoranti che profumano sulla strada, pesce fresco preparato nelle antiche maniere, fritturine odorose che attraversano il piccolo borgo, la salsedine del mare e il suono di qualche corda che intona note classiche.

Una leggenda narra che il poeta e scrittore napoletano Salvatore di Giacomo, vedendo una piccola finestra sul cui davanzale c’era un garofano, ebbe l’ispirazione per quella che è una delle più celebri canzoni napoletane: A Marechiaro.

Tutt’oggi la finestra esiste, e c’è sempre un garofano fresco sul davanzale, nonchè è presente una lapide celebrativa in marmo bianco con sopra inciso lo spartito della canzone, con il nome del suo autore (morto nell’aprile del 1934).

Per godere di questi luoghi si deve essere in uno stato di grazia particolare. Ci si toglie le scarpe, si sente la sabbia della notte, si trova posto su una delle barche di legno rovesciate lì dai pescatori. Nessuna attenzione ai vestiti, soprattutto quando il mare assume le forme di una tentazione a cui non si può resistere.
Le mani e il viso e i piedi e quale bacio ha più sapore, più voluttuoso, di uno che sa di salato? Tutto è una cornice sistemata apposta per un poeta che una notte scrisse di una donna. E tutti siamo un pò quella donna e un pò quel poeta. Non è più forse tutto qui il segreto? A Carolina, dietro la finestra, l’innamorato ha preparato per una serenata a uno sfondo d’eccezione. E che importa se si rischia di risultare melensi per una notte? Se si finisce con il credere che in questo anfratto di Posillipo, quando spunta la luna, pure ai pesci viene voglia di fare l’amore?

Un incanto tipico dell’animo napoletano.10005d



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