Il tesoro di San Gennaro batte la Regina d’Inghilterra

Se a Napoli c’è un nome famoso, più di Maradona, è sicuramente quello di San Gennaro, che oltre ad essere uno dei patroni di Napoli è tra i santi più pregati e ben voluti nella città partenopea.
Chi non si ricorda dello sketch di Massimo Troisi e Lello Arena quando si rivolgono a San Gennaro pregandolo a modo loro? In effetti quella scenetta non è poi lontana da come i napoletani si rivolgono nella realtà al santo amico della città.
Oltre ad essere famoso per il miracolo del sangue che si scioglie tre volte l’anno, “faccia ‘ngialluta” (chiamato così per la statua di bronzo che lo raffigura) è anche conosciuto per il “tesoro di San Gennaro”.
E’ strano pensare cha proprio Napoli, una città che conosce la povertà e la fame purtroppo bene, abbia un tesoro che supera quello della Regina d’Inghilterra e addirittura degli Zar russi, ma è così secondo un gruppo di esperti che lo hanno analizzato e valutato.
Fa riflettere come il tesoro della Regina Elisabetta sia stracustodito in un caveau sotterraneo con chiavi d’accesso particolarissime, moltissime guardie e codici segreti, degno dei migliori film di Lupin mentre a Napoli un tesoro di maggior valore sia esposto tranquillamente al pubblico, e anche se dei napoletani si può dire di tutto, un fatto certo è che hanno delle priorità e rispetto, soprattutto per ciò che è considerato sacro e proprio per questo non ne è stato mai tentato il furto.
Se mai dovesse avvenire, queste persone non potrebbero essere più chiamate “napoletane” perché non avrebbe alcun senso rubare dalle tasche proprie e diffamare un Santo così caro alla città.
Tra l’altro proprio il film “Operazione San Gennaro” di Dino Risi fu molto criticato proprio perché poteva incitare qualcuno a tentarne il furto.
Il tesoro comprende gioielli, tessuti pregiatai, quadri e statue, e addirittura un mitra con pietre preziose incastonate oltre che, su un livello meno materiale, comprende moltissima storia e leggende.
Le donazioni che hanno permesso a questo tesoro di crescere e diventare così importante sono state date dal popolo stesso, benestanti e non, re come Umberto I o Ferdinando II e IV e moltissimi altri personaggi più o meno importanti.
Sicuramente uno dei pezzi che colpisce di più sono gli argenti che vanno dal 1305 ad oggi, ma vi sono anche i gioielli ancora più antichi, alcuni dei quali risalgono al 1266.
Questo tesoro fu tenuto presso il Vaticano durante la guerra tra gli anni ’40-45, poi fu riportato in patria e da allora è ospitato presso il Museo del Tesoro di San Gennaro in via Duomo 149 ed è possibile visitarlo tutti i giorni (compresa la domenica) dalle 9.00 alle 17.30.
E’ proprio il caso di dire che questo tesoro arricchisce di molto la storia di Napoli e per questo vi consigliamo vivamente di andarlo a visitare.

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