La storia del capodanno napoletano

Grande Napoli
La storia del capodanno napoletano
Vota questo articolo

La storia del capodanno napoletano

Vota questo articolo

Capodanno, una parola semanticamente semplice e culturalmente versatile. Significa esattamente “il primo giorno dell’anno“ (da: capo d’anno). Eh già , pare sia proprio cosi per tanti di noi. Finisce un anno e ne inizia uno nuovo. Con sani propositi, giuste partenze, brillanti idee, voglia di fare e di dare il massimo, sperando che ogni anno sia sempre migliore di quello appena trascorso. Come se fosse un po’ il conto di tutto quanto fatto in 365g, si tirano le somme, si è disposti a scommettere di fare meglio e a tenersi stretto quanto in passato conquistato.

Un giorno tanto desiderato e festeggiato, in età  moderna, il 1 Gennaio in tutti quei Paesi che rispettano il calendario Gregoriano. Alcune Chiese ortodosse ad esempio seguono, per fini unicamente religiosi, il calendario Giuliano, festeggiando cosi l’inizio dell’anno il 14 Gennaio. E’ una storia abbastanza lunga questa d’indicare la data esatta della fine dell’anno, nata nel VII sec. per festeggiare il Dio Romano Giado, disapprovata da Sant’ Elgidio morto nel 660. Come possiamo notare, la storia risale notevolmente a svariati anni fa e nel corso di questi, ci sono date diverse per diversi paesi. Ad esempio nel 1700 in Irlanda e in Inghilterra il giorno indicato per festeggiare il Capodanno era il 25 marzo, in Spagna fino agli inizi del 600 era il 25 dicembre, nella Francia del 500 si festeggiava a Pasqua, a Venezia era il 1 Marzo e in Puglia in Calabria e in Sardegna il 1 Settembre.

Fu nel 1961 che il Papa Innocenzo XII ordinò che l’anno dovesse cominciare il 1 Gennaio, giorno comune in tutto il mondo. Stabilita la storia e la data, è quasi impossibile raccontare le diverse culture e tradizioni dei tantissimi paesi che in tutto il mondo amano festeggiare questa straordinaria festa. Comune a tutti è la voglia di ripartire, di allontanar via il vecchio, quello che poco ci ha fatto star bene. E’ l’allegria di rendere memorabile e indimenticabile uno dei giorni più festosi e divertenti dell’anno. Si organizzano giochi, cenoni, serate, le piazze si riempiono di gente, si colorano le città  di fuochi d’artificio. E’ aria di gioia e c’è un’unica regola che vale per tutti: “Si sta rigorosamente insieme”, nessuno può mancare quando le lancette del 31 Dicembre scoccano la mezzanotte e le tante grida in un’unica voce urleranno a squarciagola il famosissimo countdown: ” _5, _4, _3, _2, -1, BUON ANNO A TUTTI “.

Articolo scritto da Ludovica Delle Volpe



Comments to La storia del capodanno napoletano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...
Menu