Il borgo di Capocastello, un connubio di arte e tradizione

Carla Glorioso
Il borgo di Capocastello, un connubio di arte e tradizione
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I borghi italiani sono detentori di un patrimonio culturale materiale e immateriale.Molti rischiano l’abbandono altri offrono un’esperienza autentica come nel caso di Capocastello.

Il territorio italiano ha tra le sue peculiarità quella di essere costellato da un numero significativo di piccoli borghi. Il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo ne ha infatti riconosciuto l’importanza, proclamando il 2017 l’anno dei borghi in Italia. Un’occasione per questi luoghi di far conoscere lo straordinario patrimonio che detengono. Si tratta di mestieri antichi, beni, cultura immateriale e tradizioni popolari. Eppure molti borghi storici da anni stanno subendo il fenomeno dello spopolamento e rischiano di trasformarsi in vere e proprie gost town. A tal proposito numerose iniziative hanno portato avanti pratiche di valorizzazione dei borghi abbandonati ottenendo risultati sorprendenti.

Il caso del Borgo di Capocastello

La storia del borgo di Capocastello è l’esempio di come la conoscenza di questo territorio abbia lasciato, nelle persone che si sono apprestate a conoscerlo, una grande meraviglia ma anche un velo di malinconia, dato lo stato di abbandono in cui versava. La bellezza del luogo e le annesse caratteristiche hanno infatti inciso profondamente sulla decisione di intervenire per ridare smalto ad un borgo che nascondeva un grande potenziale. Il Borgo di Capocastello sorge a Mercogliano, una città che si apre proprio ai piedi del Partenio a 550 metri di altezza, di origini medievali, fondato dai longobardi su un preesistente nucleo romano. Mercogliano conserva il suo centro antico, noto come Capocastello per la presenza di ricchezze architettoniche tra cui il suggestivo castello medievale, distrutto dal terremoto del 1656 e di cui però sono visibili consistenti tracce e rovine. Il castello fu edificato tra il 1077 e il 1099, e si trova sulla sommità del cucuzzolo su cui si erge il borgo, protetto da una cinta muraria a difesa degli attacchi dei Normanni.

Oggi è possibile ammirare solo una torre e parti della cinta muraria. Delle cinque porte, l’unica superstite è la Porta dei Santi che nella parte superiore mostra un affresco raffigurante S. Martino, S. Fiorentino e S. Flaviano. La porta detta anche Porta Maggiore segna l’ingresso all’antico Castello e chiudeva la cortina muraria che un tempo circondava il borgo. Altra superstite è la Porta dell’Acqua, situata nei pressi della sorgente “acqua del pero”. Numerose sono le Chiese, tra cui la Chiesa di San Francesco, eretta nel XVII secolo, riccamente decorata con marmi policromi, stucchi floreali e da un prezioso coro ligneo che corre lungo la navata della chiesa. La Chiesa di San Pietro e Paolo, le notizie relative alla chiesa risalgono al 1186. Un incendio nel 1656, colpisce l’intero paese e non risparmia la chiesa che subisce gravi danni. La Chiesa dell’Immacolata Concezione, si colloca tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII. Ed infine l’Antiquarium, inaugurato nel 2009 che ha avuto il riconoscimento di interesse regionale e conserva al suo interno reperti archeologici che risalgono al periodo angioino- aragonese.

Il fascino del borgo si dirama tra i vicoletti stretti e le stradine inerpicate, dove le caratteristiche casette basse fanno da cornice alle piccole piazzette da cui si può godere di una veduta suggestiva.

Castellarte

Il borgo è un teatro fatato scelto dall’ Associazione Castellarte che subito interviene per valorizzare il patrimonio di Mercogliano abbandonato per troppo tempo. L’attività di valorizzazione comprende una serie di iniziative tra cui il Festival di Artisti in strada. Dal 1993 ad oggi, nell’ultimo weekend di luglio, Capocastello si trasforma in un grande palcoscenico diffuso grazie al Festival. Il borgo accoglie le esibizioni di artisti internazionali e un pubblico, che ormai da anni, si attesta sulle 60.000 presenze per edizione. L’evento diventa per il borgo un potente volano turistico, aiutando la riscoperta dello splendido centro storico di Capocastello che lo ospita. Va, inoltre, riconosciuto all’associazione il merito di aver calato l’arte di strada proprio in questo luogo, il cui fascino entra in perfetta sintonia con lo spirito dell’evento. Quello di Castellarte è un ruolo tutto particolare, si tratta dell’unico “Busker Festival” della Campania e del più grande d’Italia Centro Meridionale. Il Festival internazionale di artisti in strada da vita ad un palcoscenico diffuso che prevede il contatto ravvicinato tra artisti e pubblico. Al contempo, si avvale di un contenitore, quale appunto il borgo, ammirevole nella sua storicità e del tutto in linea con il concetto di arte. Ogni anno il borgo torna a vivere, si ripopola di giovani  e gente di ogni età che affollano i vicoletti alla scoperta di altre forme d’arte e approfittando dell’occasione, visitano le piccole chiese del borgo.

Il borgo offre ai suoi visitatori un’esperienza autentica fatta di cultura, bellezza paesaggistica, arte e di prodotti tipici per eccellenza del territorio.



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