I TRE TENORI DI NAPOLI: HAMSIK, LAVEZZI E CAVANI

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I TRE TENORI DI NAPOLI: HAMSIK, LAVEZZI E CAVANI
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Qualunque discorso si affronti tra napoletani, si sa che prima o poi si toccherà  l’argomento calcio e si inizierà  a fantasticare su probabili acquisti di campioni , su moduli tattici alternativi, su arbitraggi errati, rigori negati , sorpassi in classifica e chi più ne ha più ne metta.

La storia è stata sempre questa, da quando eravamo in serie C fino ad ora che siamo arrivati nella cerchia del calcio che conta; il Napoli Calcio è un argomento che “tira”, che piace a tanti, e continua a conquistare nuovi cuori soprattutto tra i giovanissimi, che prima dei successi calcistici degli azzurri mostravano con orgoglio (valli a capire!) maglie, sciarpe e gagliardetti di squadre di altre città , che personalmente neanche nel peggiore dei miei incubi riuscirei a tifare.

Ma oltre all’ascesa fino alla massima serie, con le relative partecipazioni alle competizioni europee, quello che la platea azzurra desiderava più di tutto era avere in squadra dei campioni, per rivivere con un po’ di nostalgia quei magici anni in cui il magico trio Maradona-Giordano-Carnevale infiammava il San Paolo.

“Ridateci i bei vecchi tempi” gridavano i tifosi, e il presidente un po’ alla volta ha portato tre talenti in rosa;

tra giugno e luglio 2007 arrivano i primi due campioncini, Hamsik e Lavezzi, e nel luglio del 2010 il tridente si completa con l’arrivo di Cavani, che già  si era fatto notare a Palermo nella prima di campionato della stagione precedente, segnando proprio contro il Napoli.

La tifoseria non ci ha messo troppo tempo a vedere nei tre giocatori la reincarnazione del magico tridente che conquistò il nostro primo scudetto, e la stampa napoletana dopo aver visto le prime partite li ha soprannominati in modo scherzoso “I tre tenori”, con ovvio riferimento al loro talento calcistico paragonabile a quello canoro di Pavarotti & Co. Ma dietro i tre tenori oltre all’innegabile talento c’è anche tanta simpatia e personalità , doti essenziali per una squadra che vuole affacciarsi sul panorama internazionale.

Ci faranno anche innervosire se sotto porta sbagliano a calciare, se alle volte scendono in campo con le batterie scariche, ma indubbiamente si fanno voler bene! Non saranno napoletani di nascita, ma hanno il cuore e gli atteggiamenti da scugnizzi e questo piace tanto alla tifoseria. De Laurentis sa quanto conta l’affetto dei tifosi, e quindi punta molto sul ruolo che hanno i suoi tre tenori e vuole che “cantino” il più a lungo possibile per il Napoli, nonostante l’assidua e spietata corte degli altri club. Per ora gli unici che resteranno sicuramente fino al 2016 sono l’uruguagio e lo slovacco, ma prossimamente si deciderà  anche del futuro di Lavezzi, che ha più volte dichiarato di essere molto legato alla maglia azzurra.



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