I fantasmi di Posillipo: storie di amore e morte a Palazzo Donn’Anna

Valentina Cosentino
I fantasmi di Posillipo: storie di amore e morte a Palazzo Donn’Anna
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Avete presente palazzo Donn’Anna?

Sì quello che sembra venir fuori proprio dall’acqua, appena inizia la strada che da Mergellina va verso Posillipo … chi di noi almeno una volta passando di là non avrà pensato “che bello sarebbe abitare li?” proprio lì, con il rumore delle onde a tenerci compagnia?

Dopo aver letto questa storia, anzi queste storie, non so quanti saranno ancora della stessa idea…

Eh sì, perché che ci crediate o no sono strane storie di fantasmi quelle che si raccontano sulle mura di questo splendido palazzo della fine del 1400. In realtà il palazzo è ben più antico di così perché è stato ricostruito su un edificio preesistente chiamato La Sirena, di proprietà di Dragonetto. Nel 1571 divenne di proprietà dei Ravaschieri che lo vendettero a loro volta al principe Luigi Carafa di Stigliano, nonno di Donna Anna Carafa considerata, per le sue favolose ricchezze, all’epoca, “la prima dote d’Europa”.

Ma non corriamo troppo avanti con la storia. La tradizione popolare, infatti, identifica questo palazzo, anche come una delle residenze di Giovanna I d’Angiò, proprio lei, la regina (1326 – 1382). Della sovrana si diceva che irretisse ogni giovane uomo aitante che le capitasse a tiro e, una volta consumato l’amplesso, li facesse puntualmente uccidere. Ed ecco servito il primo fantasma, anzi le prime presenze oscure … ogni notte si sentirebbero ancora oggi i lamenti degli sventurati amanti della crudele regina Giovanna I pronti a reclamare giustizia e la pace della loro anima.

Come se non bastasse tra le vittime di Giovanna I ci sarebbero anche Marisa Stella ed il suo giovane promesso sposo Salvatore, un marinaio. La leggenda narra che i due giovani innamorati furono separati, alla vigilia delle nozze, proprio dalle brame della regina che si era invaghita del giovane marinaio. Una mattina scesa, alla marina di Posillipo, lo scelse per una passeggiata in barca, ma anche Salvatore seguì la sorte degli altri suoi amanti e non tornò mai dalla sua Maria Stella.

D’altro canto, la giovane, ignara di quanto accaduto, seduta sulla riva continuava ad attendere il suo promesso fino a smarrire del tutto la ragione e a morire con gli occhi fissi sul mare da dove doveva tornare il suo Salvatore. C’è chi sostiene di vederla ancora oggi, seduta con lo sguardo fisso all’orizzonte, rivolta verso il mare e in perenne attesa di qualcuno.

Ma le storie di amori illeciti tra le mura di questo celebre palazzo sono anche attribuite a Giovanna II d’Angiò – Durazzo (1371 – 1435). La regina annovera al suo attivo due mariti e diverse avventure occasionali, si dice che la sua bellezza sia rimasta intatta nel tempo, e, sopravvissuta alla morte stessa, ancora oggi offrirebbe intensi incontri d’amore ai fortunati proprio nei luoghi in cui visse le sue passioni, tra cui, appunto, il palazzo posillipino.

Ma torniamo alla più suggestiva delle storie di amore e morte che si sono consumate a Palazzo Donn’Anna e alla sua più celebre proprietaria appunto Donna Anna Carafa.

La nobildonna, all’epoca, nel 1642 fece completamente riedificare il palazzo su disegno dell’architetto Cosimo Fanzago. Anna aveva appena sposato il viceré Ramiro Núñez de Guzmán, duca di Medina de las Torres ed era una donna ambiziosa, trasformò il suo palazzo in una vera e propria reggia, con un suggestivo teatro privato, e tutta la nobiltà spagnola e napoletana partecipava alle sue frequenti e magnifiche feste.

Durante una di quelle feste era stato allesstito uno spettacolo in cui i protagonisti, secondo la moda francese, erano tutti nobili. Quella sera tra gli attori improvvisati c’era la bellissima Donna Mercedes de las Torres, nipote della duchessa, che recitava nel ruolo della schiava innamorata del suo padrone interpretato da Gaetano di Casapesenna, in segreto, suo amante. Si dà il caso che il Casapesenna era stato, in precedenza, anche amante della duchessa Anna che nutriva ora dei sospetti su una storia tra la sua bella nipote spagnola e il nobile Gaetano.

Fu proprio la messa in scena di quella sera a fugare ogni suo dubbio, infatti, nella scena finale entrambi risultarono talmente veritieri nello scambiarsi un bacio appassionato da far scoppiare l’intera sala di applausi. Tutti applaudirono e si commossero, tranne Donna Anna, folle di invidia e gelosia.

Fu solo l’inizio di una serie di furibonde liti tra le due donne che iniziarono a scontrarsi violentemente fino a quando Donna Mercedes scomparve misteriosamente. Si disse che si fosse chiusa in convento a seguito di un’improvvisa vocazione religiosa, in realtà pagò probabilmente con la vita la gelosia di Donna Anna.

Gaetano la cercò ovunque in Italia, in Francia, in Spagna e finanche in Ungheria, pregò, supplicò e pianse, fino a quando non morì in battaglia, pensando ancora alla sua amata.

Ma la durezza e la gelosia di Donna Anna non rimasero impunite, infatti, dopo che il marito fu richiamato in Spagna morì, forse, proprio consumata dal dolore e dalla solitudine, lasciando incompiuto il fantastico palazzo che iniziò ben presto ad andare in rovina.

Il fantasma della crudele e sola Donna Anna e le presenze di Mercedes e Gaetano, continuano ad aggirarsi tra le mura del maestoso e suggestivo palazzo in un perenne triangolo di amore e morte.7210640554_680af35e35

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Comments to I fantasmi di Posillipo: storie di amore e morte a Palazzo Donn’Anna

  • Storia bella ed intrigante. …mi piacerebbe molto visitare questo castello come posso fare?

    Milena 13 febbraio 2017 9:33 Rispondi
    • Si tratta di un palazzo con abitazioni private non visitabile.

      Valentina Cosentino Valentina Cosentino 13 febbraio 2017 9:48 Rispondi

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