Graffiti a Napoli, artisti o vandali?

Graffiti: arte o vandalismo? Rispondere a questa domanda è un po’ come rispondere a “è nato prima l’uovo o la gallina”, le opinioni sull’argomento sono talmente divergenti che sembra impossibile mettere d’accordo questi due pensieri.
Però la mia risposta ve la dico da subito, è arte.
Escludendo ovviamente scritte come “MARIA TI AMO” o le varie firme, quelli no, non sono arte, quello ladies and gentlemen è vandalismo o se parliamo delle frasi con errori grammaticali, è omicidio.
Il dibattito sull’arte contemporanea è infinito, trattati, scritti, discussioni, è arte o spazzatura? Possibile che un panetto di burro messo su un piedistallo al museo sia arte? Scatoli di scarpe vuote lo sono?
Passatemi il termine, ma spesso è paraculismo.
I graffiti sono il nostro modo di esprimerci nella società moderna.
L’arte è sempre stata un veicolo di comunicazione, e se le tele non si riescono più a far sentire, perché non abbiamo tempo di guardarle e studiarle, ci serve qualcosa che comunichi un messaggio a chiunque, ovunque, mentre si è occupati a fare altro.
Il nostro livello di attenzione è sempre più basso perché la società ci spinge a correre, a non avere tempo, chi si ferma è perduto e il tempo è denaro, indi se ti fermi a guardare un quadro stai perdendo tempo.
Se poi vuoi guardare un quadro devi andare in un museo, avrai la mente preparata a recepire un messaggio artistico, ma se ti metto un messaggio su un muro, quando non te lo aspetti e mentre stai pensando ad altro, un messaggio che non puoi evitare di guardare, ecco che allora ho raggiunto il mio scopo.
E’ d’obbligo nominare Banksy in questo caso perché con i suoi messaggi politici riesce a esprimere le sue opinioni che viaggiano meglio di un messaggio sui social network, ed è immortale, escludendo qualche imbianchino troppo dedito al suo lavoro.
Napoli è una città che strasborda di artisti di ogni genere, ha cose da raccontare che poche città al mondo hanno, c’è uno stile di vita metropolitano e allo stesso tempo tradizionale che convivono quotidianamente ed è quindi teatro di espressioni continue, partendo dal teatro alla strada.
I napoletani poi vivono la strada come nessun’altro, quindi quest’arte urbana si addice paticolarmente bene ad un popolo che ha tanto da dire e dove le strade stesse sono punti ricreativi.
Da qualche anno città come Berlino e Dresda, e praticamente tutte le altre, stanno organizzando i graffiti tours, dove i turisti vengono accompagnati per le strade a vedere i murales con una breve spiegazione del pezzo, questo sta avvendendo anche a Napoli grazie all’associazione 400ml che con Napoli Paint Stories, parte di Nau: Napoli Azione Urbana, fa fare giri turistici per la città mostrando i migliori artisti.
Per informazioni sui prossimi tour potete visitare la loro pagina facebook qui: https://www.facebook.com/pages/Napoli-Paint-Stories/826714954052903
Che sia arte o no, che abbelliscano o imbruttiscano la città, questo lo lasciamo decidere a voi, ma la regola è sempre la stessa: se vi dà un’emozione, se vi dà una prospettiva diversa su un argomento, allora vale la pena che sia visibile.
D’altra parte non fate nemmeno l’errore di considerare tutto arte. Non è così, l’arte va rispettata, ha un senso, virtuosismo ed ovviamente un messaggio.

 

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