Ghost Tour: a caccia di fantasmi. I luoghi più infestati di Napoli

Annunziata Buggio

Avete mai organizzato una caccia ai fantasmi? Ecco un tour alternativo e dal brivido inedito per gli appassionati del genere e per i coraggiosi fra i luoghi più infestati di Napoli.

E’ risaputo che Napoli è entrata di diritto fra le prime capitali italiane che si distinguono per le strane vicende paranormali e gli inquietanti fenomeni di spiritismo che si avvicendano nel cuore del centro storico fino ad estendersi alle zone periferiche. Spettri, spiriti, fantasmi si aggirano da secoli in città, turbando la pace di abitazioni, palazzi, piazze, ville ed edifici che nascondono leggende sinistre, storie inedite e alquanto misteriose.
Ma c’è da dire che a Napoli si convive bene anche con gli spiriti … altrimenti sai che noia? 

In questo tour «gratuito» approfittando della complicità dell’estate e della voglia di stare in strada, vi proponiamo una sorta di guida del territorio dei luoghi più infestati di Napoli, per andare a caccia di fantasmi anche da soli, muniti di coraggio, curiosità e tanta pazienza, perché si sa che molti spettri non si fanno vedere da tutti è specialmente quelli napoletani sono molto particolari, scelgono loro i più «meritevoli» a cui affidare la loro visione, qualche scambio di parola o sibili lamenti. Attenzione: non li stuzzicate … che potrebbero tirarvi un brutto tiro scherzoso!

Quanti fantasmi ci sono a Napoli?

Bisognerebbe specificare non quanti, ma perché sono ancora in città, dopo secoli e secoli; che ci fanno?  I fantasmi a Napoli esistono (per chi ci crede) questo perché il centro antico è uno dei luoghi esoterici per eccellenza, carico di forze antiche e misteriose frutto dell’eredità pagana ellenica e romana, dove un tempo sorgevano templi votati agli dei, dove si officiavano riti magici e occulti, luogo di culto della comunità alessandrina di origine egiziana (pensiamo a Piazzetta Nilo, la Statua del Dio Nilo e Palazzo di Sangro). Questa energia che si sprigiona dal centro ha alimentato la «fortuna» di storie e leggende popolari che sono entrare a pieno nella quotidianità locale, dove la vita si accompagna spesso con la morte, un connubio inevitabile se lo si accosta al culto delle anime del Purgatorio, le «anime pezzentelle» dove vi è sempre questo forte richiamo all’aldilà, legato alla nostra tradizione popolare.
Poi ci sono episodi di orribili assassinii, violenze, delitti che vedono coinvolti figure storiche e personaggi leggendari di Napoli, diventati delle vere stelle delle spettacolo, i cui fantasmi albergano infelici, rancorosi, desiderosi di vendetta fra i vicoli, le piazze e i palazzi nobiliari, in cerca di espiare le proprie colpe e di assicurarsi il riposo eterno. La tragicità che evocano le loro storie lasciano sempre un segno profondo nella mente di tutti.

Tour al centro storico

Il centro storico è il luogo d’élite dei fantasmi, il luogo prediletto per mostrarsi, per accaparrarsi folle di turisti e visitatori e per dimorare nei più bei palazzi del centro; e come dargli torto? Vediamo insieme quali sono:

Piazza del Gesù, Chiesa di Santa Chiara, San Domenico Maggiore

Piazza del Gesù è teatro di varie vicende sia di stampo religioso che politico. La Chiesa del Gesù Nuovo, prima che fosse edificio di culto era invece un nobile palazzo: esso rivela le storie familiari e nobiliari dei Sanseverino, intrise di una strana maledizione sinistra causata secondo la leggenda dalle iscrizioni occulte poste sul bugnato (erroneamente interpretate). Qui si collocano i fantasmi della nobiltà napoletana del ‘500 e del ‘600 che sono stati autori o vittime di feroci omicidi dove il movente è sia la passione amorosa che il prestigio politico.
In Santa Chiara incontriamo il fantasma della regina Giovanna I la cui triste storia ruota attorno alle vicende della salita al trono del regno di Napoli. Secondo la leggenda, Giovanna fu assassinata per mano di Carlo III di Durazzo nel 1382 e il suo fantasma inquieto torna a farsi vedere ogni anno nel giorno della sua morte, il 27 luglio, nel chiostro della chiesa, con aria scura, avanzando lentamente con ira fra le ombre della notte; un’altro incontro è quello con Sancha di Majorca, tutrice di Giovanna che secondo le testimonianze passeggerebbe pregando e piangendo nel chiostro.

In Piazza San Domenico al civico 9 presso Palazzo Sansevero, incontriamo il fantasma della bellissima Maria D’Avalos assassinata nel 1590 dai sicari di suo marito Carlo Gesualdo, per adulterio, in quanto ebbe una relazione amorosa con il suo amante Fabrizio Carafa. Nel giorno della tragedia il 18 ottobre, si odono urla strazianti provenire dal palazzo e dalla stanza dell’orrore.
Sempre qui è ambientata la leggenda del Principe di Sansevero Raimondo di Sangro, il celebre autore di Cappella Sansevero e mente eccelsa dell’illuminismo napoletano che ha contribuito con le sue ricerche in campo scientifico-esoterico. Si narra che ancora oggi, a notte fonda, la carrozza del principe sfrecci come un fulmine per il centro storico per poi arrestarsi davanti al suo palazzo, mentre i cavalli nitriscono e frenano gli zoccoli.

Via Tribunali, Vicaria e Porto

Incamminandosi per via dei Tribunali (storica via del centro ricca di spettri) ci si imbatte in Palazzo Spinelli, le cui mura espandono l’eco della voce della povera Bianca, la giovane serva della marchesa Lorenza Spinelli, una donna senza cuore che fece murare viva nell’androne del palazzo, la povera Bianca, solo perché aveva ricambiato uno sguardo di dolcezza al marito della signora. La leggenda vuole che Bianca appare in occasioni infauste o felici alla discendenza della nobildonna avendo lanciato una maledizione su tutta la famiglia. Se l’ha incontrate, non ne fate parola con nessuno. 

Lungo via Vicaria, nei pressi del Castel Capuano, si può incontrare il fantasma di Giuditta Guastamacchia la cui torbida vicenda lascia ancora pensare. Giuditta era una donna bellissima ma crudele che rimasta vedova fu rinchiusa in convento dove qui ebbe una relazione con un prete, suo amante. Per nascondere i loro incontri peccaminosi, il prete spacciatosi come suo zio, decise di darle un marito come copertura e mettere a tacere i sospetti; le fu dato un giovane campagnolo, nipote del prete che era all’oscuro della loro relazione. Venuto a conosceva della loro incestuosa situazione era intenzionato a rivelare la verità ma persuaso da Giuditta, il giovane tornò al suo paese rassegnandosi. Intanto la donna per evitare ad ogni costo lo scandalo, decise di fare ammazzare il suo giovane sposo con un finto pretesto, quello di una felice riconciliazione. Il giovane tornò da Giuditta, la quale con la complicità di alcuni uomini tra cui suo padre, pianificò l’abominevole piano: il giovane fu strangolato e il suo corpo ridotto a pezzi. Gli assassini furono catturati e impiccati, subendo pure l’amputazione delle mani, esposte sulle mura della Vicaria. Il prete che non partecipò al delitto, marcì in galera. Da allora da circa trecento anni, il 19 aprile, il «fantasma degli avvocati» ovvero Giuditta, si aggirerebbe fra i corridoi di Castel Capuano, fra lamenti e urla.
Fra la zona Vicaria e Porto, possiamo incontrare il «munaciello» figura leggendaria del folclore napoletano, una specie di spiritello locale la cui natura può essere benefica o malefica intento a fare i dispetti agli inquilini. Chi ne viene a contatto, secondo la credenza, non deve rivelare a nessuno la sua presenza, onde evitare guai. Gli piace in particolar modo, palpeggiare le belle ragazze, segno di apprezzamento e buona fortuna. 

Capodimonte e il Vomero

Salendo verso la zona collinare, ai piedi della chiesa di Capodimonte, possiamo incrociare il fantasma della sposa infelice: una giovane fanciulla morta all’indomani delle nozze, che dai tempi della terribile epidemia di peste a Napoli, attende sui gradini della chiesa, l’arrivo del suo sposo. Essa si mostra solo alle ragazze nubili in cerca di marito.
Un’altra leggenda locale riguarda Palazzo Reale a Capodimonte; qui si narra che fra le nobili stanze si materializza lo spettro della regina Carolina, e alcuni fantasmi a seguito della sua corte, intenti a fare feste.
Proseguendo il tour giungiamo presso la Certosa di San Martino, uno dei gioielli architettonici e polo culturale della città che è anche la nobile sede di molti fantasmi.
La leggenda vuole che gli stranieri che provarono ad assalire la fortezza, furono brutalmente uccisi dalle guardie reali, i cui corpi scaraventati nei sotterranei non furono mai seppelliti e rimasero a marcire agonizzanti. Al tramonto, quando il sole abbandona la Certosa, si possono udire gelidi lamenti e voci indistinte provenienti dai sotterranei.

Posillipo, Marechiaro e Chiaia

Posillipo è la cornice ideale di varie leggende popolari. Tra queste svetta al primo posto, fra i luoghi più infestati di Napoli, il Palazzo Donn’Anna, la bellissima dimora sul mare, sede di intrighi della nobiltà napoletana. La leggenda racconta che la nobildonna Anna Carafa, dopo aver essersi servita dei suoi amanti e per celare le relazioni clandestine, amava gettarli in una botola che dai sotterranei li portava direttamente in mare. Secondo i vecchi pescatori, accanto all’edificio si odono urla strazianti e e i lamenti degli amanti; mentre sulle terrazze del palazzo, si affaccia la rivale in amore di Donn’Anna, la nobile spagnola Mercedes de Ias Torres, invaghitasi (secondo la fantasia popolare) dello stesso uomo, uccisa insieme all’amato, i cui corpi non furono mai rinvenuti.
Sempre a Posillipo la fa da padrona la Villa della Gaiola, inserita nell’area marina protetta omonima. Qui si mescolano il mito e la leggenda: l’isola secondo le cronache era la dimora del poeta e mago Virgilio che qui operava filtri magici e riti esoterici; secoli dopo invece una serie di eventi sfavorevoli fecero la fama sinistra della Villa, colpendo le famiglie che vi abitavano; è difatti per i napoletani è una dimora maledetta.
Sostando in Via Gianbattista Vico, alcune voci e testimonianze sostengono che vi è un palazzo infestato abitato da fantasmi; l’edificio incriminato è uno stabile risalente al 1880 devoluto alla Madonna di Pompei, dove il vicinato e condomini si sarebbero lamentati di strani ed inspiegabili fenomeni: porte che sbattono senza motivo, mobili in movimento, oggetti che si spostano per aria, figure a mezzo busto che passeggiano nello stabile e spaventano gli inquilini. Ma questi sono solo alcuni assaggi delle disavventure al limite della realtà.
Terminando il tour tra Chiaia e Piazza Plebiscito vi sono alcuni nobili palazzi che sono popolati da alcuni spiriti di natura placida e tranquilla: alcuni sono i fantasmi di poeti, letterati, filosofi, pittori che si incontrano per animare dibattiti, circoli culturali e ricordare le antiche gesta. A parte qualche porta che sbatte da sola, cigolii, o presenze ai piedi del letto, il tutto resta nella «normalità» davvero accettabile.
Una leggenda che infesta il «Salotto buono di Napoli» narra invece la presenza di una bambina, vissuta agli inizi del ‘900, attorno al Caffè Gambrinus in Piazza Trieste e Trento; la bambina si manifesta (in particolar modo) quando dal laboratorio situato al piano interrato si preparano i torroni, dei quali la piccola sembra esserne molto golosa.

La Ferrovia e Corso Garibaldi.

Se siete sopravvissuti con tanto coraggio, fatevi un giro verso Corso Garibaldi, nei pressi di Porta Nolana. Qui c’è il famoso «Palazzo dell’Impiccato» ovvero un’edificio inquietante dove apparirebbe la testa di un fantasma che si mostrerebbe sul ballatoio, fra le finestre, alle scale, dove penzola su e giù per i gradini. Si dice che sia lo «spagnuolo» ovvero un soldato ispanico del seicento, ucciso durante la rivolta popolare tra napoletani e spagnoli, quando il palazzo all’epoca era una caserma. Verso Piazza Bovio posiamo incrociare il fantasma di una donna vestita in abiti seicenteschi, intenta a fuggire disperata per le vie del centro; si narra che è intenta a fuggire da alcuni uomini forse i “saraceni” che abusarono gratuitamente di lei e che fu uccisa senza pietà. 

Questo è solo una piccola parte del «grand tour» a caccia di fantasmi napoletani: altre storie sono ancora da raccontare, da scrivere e da interpretare … non resta che la curiosità e il mistero di questo affascinante viaggio, fra i vicoli, palazzi e piazze e brividi napoletani! 



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