Eusapia Palladino: la medium napoletana che stregò il mondo

Annunziata Buggio
Eusapia Palladino: la medium napoletana che stregò il mondo
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Nella storia dello spiritismo italiano è forte la presenza della medium napoletana Eusepia Palladino, una delle figure più influenti tra il XIX e XX secolo.

Il 16 Maggio del 1918 moriva a Napoli, una delle donne più sensazionali al mondo:la medium napoletana Eusapia Palladino, annoverata nella storia dello spiritismo italiano, destò l’attenzione della comunità scientifica mondiale.
A distanza di 98 anni precisi dalla sua scomparsa, si vuole ricordare una donna di Napoli, ormai dimenticata dalla nostra generazione che riuscì a catturare l’attenzione del mondo, grazie alle sue abilità medianiche, divenendo l’oggetto di culto di noti spiritisti italiani e di quelli stranieri, dividendo l’opinione pubblica fra scettici e credenti.

Dalla sua biografia (e dalla raccolta da lei scritta) sappiamo che nacque a Minervino Murge a Bari, annesso al Regno delle Due Sicilie, il 20 gennaio 1854 da una famiglia di umili contadini, da suo padre Michele Palladino e da sua madre Irene Barbiere.
La sua infanzia era stata alquanto difficile (incerte altre notizie) spesa in una vita di stenti fra miseria e ignoranza; perse la madre mentre la dava alla luce ma l’evento tragico che più la sconvolse, fu quando i briganti ammazzarono suo padre, davanti ai suoi stessi occhi.
Rimasta orfana di genitori, fu presa come bambinaia a Napoli al servizio di una famiglia originaria del suo paese natio, dove iniziò a manifestare i primi sintomi legati alle attività medianiche. Si narra che la famiglia che la prese con sé, amava dilettarsi con le sedute spiritiche e una sera, mancando all’appello un partecipante al tavolo per completare la catena, fu chiamata Eusapia, allora giovanissima.

Messa in atto la seduta spiritica ed evocati gli spiriti, il tavolo e le sedie iniziarono a muoversi e a sollevarsi in aria, spinti da una forza inaudita (secondo le testimonianze dell’epoca) e fu qui che Eusapia cadde in trance, entrando in contatto diretto con l’aldilà. Da quel giorno in poi, le doti medianiche della ragazza si manifestano in tutta la loro spettacolarità e a lei si interessò un noto spiritista italiano, Giovanni Damiani che la prese in tutela avviandola seriamente all’attività di medium.
Eusapia manifestò incredibili doti medianiche: abilità di levitazioni, materializzazioni-apporti, telecinesi, improvvisi colpi di pistole provenienti da entità sconosciute, campanelli che suonano da soli, materializzazioni di spiriti, comunicazioni con defunti e con il proprio spirito guida, John King. Questi fenomeni prodotti anche in assenza di attività spiritiche, non trovavano spiegazioni logiche e scientifiche dimostrabili. Era considerata una vera medium per l’epoca.
Damiani la presentò alla sua cerchia di spiritisti, ammettendola nei grandi circoli e alla presenza di esponenti di spicco e a Roma partecipò a un fitto programma di sedute sperimentali che la misero continuamente sotto stress. Aveva una «vocazione naturale» a questi fenomeni che però non le piacevano.

Alla morte di Damiani, il suo primo manager, Eusapia tornò a Napoli desiderosa di abbandonare la «via della medianità» stanca di essere sotto i riflettori, per dedicarsi serenamente al ruolo di donna.
Nel 1885 conobbe Raffaele del Gaiso, stagnaro e macchinista di teatro con cui ebbe un’importante relazione che sfocerà nel matrimonio; Raffaele affermava di non interessarsi alle doti medianiche della moglie ed era del tutto sfavorevole alle sue attività, riguardanti le sedute spiritiche. Eusapia decise di impiegarsi come cucitrice, un mestiere che amava molto e che le procurava piacere e benessere.

Ma un altro incontro importante la riportò sulla sua principale vocazione, quello avvenuto con il medico Ercole Chiaia appassionato e studioso di scienze occulte che la spronò a tornare in scena e a coltivare con interesse le sue potenzialità che non sarebbero dovute andar sprecate.
Fu proprio lui che la presentò al grande pubblico esponendola alla comunità scientifica, proponendosi come suo manager.
Eusapia stregava tutti: catturò perfino l’attenzione del grande scienziato Cesare Lombroso a cui rivolse una sfida, lasciandosi sottoporre allo scrupoloso giudizio scientifico in merito alle sue doti medianiche.
Infatti i vari test a cui era sottoposta con un team di esperti, riguardavano l’organizzazione delle sedute spiritiche dove si tentava di smascherare, i vari trucchetti che potessero spiegare, con un filo di ragione, la presenza di quei fenomeni. L’esperto non vi trovò tracce di impostura e dovette ricredersi sulle facoltà di Eusapia; inizialmente rifiutò l’interpretazione spiritica, attribuendo le facoltà della medium al suo carattere «neuro-psicopatico» e successivamente, dopo ennesimi controlli, divenne un suo stimato ammiratore e sostenitore tanto da difenderla da accuse di frode e di inganno a suo carico. Eusapia aveva conquistato anche Lombroso che con la sua autorevolezza, si faceva largo nel mondo, accrescendo la sua aurea di medium.

Partita alla volta di Milano fu oggetto di studi, ricerche e test, da parte del noto professore di Fisica, Giorgio Finzi che esaminò i prodotti della sua attività in ben 17 sedute, senza trovarvi trucchi e inganni. Ancora una volta fu elogiata davanti alla comunità scientifica, ricercata dalla stampa nazionale e dall’opinione pubblica che si divideva sulla questione, accusandola di frode.
Viaggiò molto per dimostrare le sue capacità medianiche e far tacere i maligni, operando sedute spiritiche in Francia, Inghilterra, Germania, Polonia, Russia, scrutata da vicino da spiritisti, dottori, scienziati, medium, psichiatrici e fisici di chiara fama.

Sempre in viaggio e in continuo stress, rimasta vedova di Raffaele, risposa in seconde nozze il vinaio Aniello Niola di venticinque anni più giovane di lei. Intanto la sua fama cresceva a livello internazionale, contesa dai massimi nomi del panorama scientifico e dagli esperti dell’occulto; Eusapia, un nome, una garanzia si direbbe, tanto che vi furono numerose divulgazioni, testi, ricerche che la dichiaravano medium di incredibili capacità. La prima donna napoletana che ebbe tanti riconoscimenti europei e che attraversò l’Oceano per arrivare in America.

Nel 1908 si interessò a lei, il sedicente Hereward Carrington, studioso di fenomeni psichici che faceva parte di una stretta commissione inglese di luminari che volle esaminare Eusapia a Napoli. Sbalordito delle sue doti medianiche e spiritiche, organizzò lo sbarco in America per ammetterla in un grande entourage di esperti e al pubblico statunitense.
Qui però la comunità le fu indifferente definendola un fenomeno da baraccone, un’imbrogliona, forse troppo abituati ai tanti illusionisti che vaneggiavano per le strade di New York.
Eusapia non si intimorì e anzi consegnò personalmemnte al Cosmopolitan Magazine, una raccolta biografica, scritta in prima persona, in cui descriveva la sua attività di medium (oggi un testo leggendario per comprendere la Palladino).
L’America non le portò fortuna anzi le riservò soltanto amarezze; gli statunitensi attribuirono al vacillare delle sue doti medianiche  affievolite, alla vecchiaia e al suo stato di salute molto precario. A difenderla dalle accuse per frode vi furono tante celebrità, tra cui illusionisti, scrittori, scienziati, che restavano sbalorditi al cospetto delle sue capacità paranormali.
Alcuni trucchi impiegati da Eusapia Palladino furono poi scoperti, quelli più scenici e suggestivi, mentre per altri una vera spiegazione non vi era (fenomeni inimmaginabili).

Ancora oggi c’è chi sostiene che abbiamo avuto a Napoli, la maggiore se non l’unica, rappresentante dello Spiritismo italiano.

Negli ultimi anni della sua vita si limitò a viaggiare in Italia, e perdute in parte le doti medianiche anche per l’aggravarsi del suo stato di salute, si ritirò nella sua casa a Napoli, dove morì dopo qualche anno, in disgrazia e dimenticata da tutti, così come arrivò dal suo paese natio di Minervino Murge.

La sua tomba, secondo le cronache del tempo è collocata presso l’ex Cimitero Acattolico nel Borgo Sant’Antonio, attualmente divenuto giardino comunale, a pochi passi dall’appartamento in cui era vissuta. Oggi nessuno più conosce questa celeberrima e straordinaria donna che è stata una delle figure più influenti a cavallo tra il XIX e il XX secolo e che ha fatto parlare il mondo di sé. 
Tra i tanti personaggi illustri che la Palladino incontrò durante la sua attività, vi furono i coniugi Pierre e Marie Curie, lo scienziato Cesare Lombroso, lo scrittore e giornalista polacco Boleslaw Prus, il Premio Nobel per la Medicina Richet, il prestigiatore e illusionista americano Howard Thurston e affascinò addirittura il mondo della letteratura, tra cui la penna del noto scrittore Arthur Conan Doyle.

Curiosità: C’è chi giura di vedere aggirarsi intorno al giardino del Cimitero, il fantasma di Eusapia Palladino che sembra aver trovato pace fra i suoi stessi simili; spiriti, entità, ectoplasmi che l’avevano favorita in vita e portata in trionfo, nella prestigiosa attività di medium.
Leggenda o meno delle sue facoltà medianiche è certo che ancora oggi, il suo nome, suscita e solleva l’interesse mondiale. Personaggi leggendari dimenticati a Napoli.



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