Aurelio Fierro

Grande Napoli
Aurelio Fierro
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grandenapoli-aurelio-fierroAbbiamo avuto l’onore di conoscerlo bene di persona, e mi sento di dire che è stata una grande persona ricca d’animo e di una grande generosità . Aurelio Fierro, storica voce della canzone napoletana e grande divulgatore della tradizione musicale partenopea nel mondo, ci ha lasciati all’età  di 81 anni.

Era molto legato alla famiglia. Il suo celebre motivo Guaglione è stato tradotto in diverse lingue, anche grazie alle numerose tournèe che il cantante compì in USA e Canada a beneficio delle numerose colonie di immigrati italiani alla fine degli anni Cinquanta nel continente nordamericano. Questa canzone lo rese molto popolare anche nei paesi dell’Europa dell’Est e in Giappone.

Il suo debutto risale al 1951, quando vinse un concorso di Voci Nuove, classificandosi primo su seicento concorrenti; questo gli consentì di firmare un contratto con la Durium, con cui avrebbe poi inciso una serie di canzoni in dialetto napoletano ma anche in lingua italiana.

Nel 1952 vinse con il brano Rose, poveri rose! il primo Festival di Castellammare. Questo lo spinse a lasciare la professione di ingegnere per potersi dedicare unicamente alla musica.

Il suo primo grande successo fu Scapricciatiello. In seguito venne la celebre Lazzarella, scritta da Domenico Modugno, che divenne anche un succcesso cinematografico.

Aurelio Fierro ha partecipato a quattro edizioni del Festival della canzone italiana di Sanremo (1958, 1959, 1961 e 1962) e a diverse edizioni del Festival della canzone napoletana (del quale vinse la prima edizione organizzata dalla RAI appunto con Guaglione).

Uno dei suoi ultimi successi, famosissimo anche all’estero, sempre presentato a un Festival di Napoli in coppia con Giorgio Gaber, è: ‘A pizza.

E’ stato anche discografico, fondando e dirigendo la casa discografica King.

A Napoli aprì un ristorante, A canzuncella, che soprattutto il sabato sera si riempiva di clienti in occasione del suo dinner show. Erano numerose le persone che affollavano il locale per sentirlo cantare e gustare la cucina napoletana. Studioso della cultura e delle tradizioni napoletane, sempre a Napoli avrebbe voluto fondare un museo della canzone con annesso piccolo teatro per i turisti, ma il progetto non andò in porto. Riuscì invece a pubblicare una Grammatica della lingua napoletana e, per la Rusconi Editore, un libro di Fiabe e leggende napoletane.

Oltre a essere un grande cantante della musica napoletana ha svolto anche attività  nel mondo del cinema, quella di interprete e tra i lavori più interessanti possiamo citare la partecipazione nel film Aitanic (2000) di Nino D’Angelo dove ha interpretato la parte di Don Capillo.
Nel 1996 ha inoltre lavorato con Maurizio Nichetti per la realizzazione del film Luna e l’altra dove ha interpretato la parte del padre di luna.
Oltre al ruolo di interprete Aurelio Fierro ha lavorato come musicista nel film commedia di Carlo Ludovico Bragaglia Caporale di giornata (1958). E ancora musicista nel film di Marino Girolami Quel tesoro di papà  (1959), musicista nel film di Pino Mercanti Ricordati di Napoli (1958), musicista nel film di Giorgio Simonelli Napoli sole mio (1958).

Per tutti gli anni anni ’90 fu impegnato nella stesura di una Enciclopedia storica della canzone in quattro volumi, che non riuscì tuttavia a dare alle stampe.



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