Andare in bici a Napoli? Si può!

Grande Napoli
Andare in bici a Napoli? Si può!
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La prima volta che ho visto un bike messanger a Napoli ho pensato che passando il tornello della funicolare si fosse aperto un portale spazio temporale che mi aveva teletrasportato direttamente nella metro di New York, ma non era così; mi è bastato ascoltare le signore accanto a me che parlavano di cosa avevano preparato per pranzo, e il mio sogno si è infranto.
Per tutto il viaggio ho osservato questo ciclista, con uno grosso zaino impermeabile in spalla, che portava la scritta Bikepress’.
Un servizio del genere non lo avrei mai immaginato in Italia, figuriamoci a Napoli, dove la cultura dei pedali è meno radicata rispetto ad altre città.
Appena rientrato a casa li ho contattati per un’intervista; ecco cosa ci hanno detto così… su due pedali!

Parlateci un po’ di voi e delle vostre esperienze.
Insomma tutto quello che vi ha portato ad intraprendere questa carriera.

Siamo partiti in 3, Alessia, Gianluca e Corrado. Veniamo da esperienze diverse, umane e lavorative, ma accomunati da amicizia, passione per la bicicletta e amore per Napoli.
In due mesi abbiamo messo su la ditta Bikepress’ e abbiamo aperto a maggio 2012.
Attualmente, a più di un anno dall’inizio siamo l’evoluzione di quel seme: Gianluca ha lasciato per impegni di lavoro ma continua ad essere un “senatore a vita” mentre Corrado e Alessia sono in dolce attesa e fungono da coordinatori. Corrado pedala pure.
Lavorano con noi altri 3 corrieri ed un quarto si aggiungerà a settembre.

E’ una scelta coraggiosa entrare in un settore totalmente nuovo; ci sono difficoltà?

A causa della pressione fiscale, della mancanza di una categoria professionale e della difficoltà di gestire con reale profitto una piccola impresa come la nostra, abbiamo preferito fonderci con gli amici di Europoste Napoli Centro, con cui condividiamo l’ufficio. Praticamente siamo divenuti soci di uno dei nostri primi clienti.

Forse non tutti sanno dell’esistenza del film Premium Rush che parla dei bike messangers newyorkesi che sfrecciano sulle loro bici a scatto fisso. Voi quanto vi siete lasciati “ispirare” da loro?

Ci hanno ispirato i vecchi postini in bicicletta che lavoravano molto anche a Napoli.
Il film è stato sicuramente il primo prodotto commerciale che ha portato l’attenzione su questo lavoro, ma va citato un libro cult nell’ambiente; “Il messaggero” di Travis Hugh Culley, uno dei fondatori della Critical Mass (che quest’anno compie 20 anni) e uno dei primi bike messenger al mondo.

Si vendono sempre più ciclisti in giro per Napoli, forse è merito anche della Ztl. Questa cosa vi piace?

Assolutamente sì!
Napoli è una città ciclabile a tutti gli effetti ,e sia la crisi economica che le politiche di Mobilità Sostenibile dell’Amministrazione Comunale, stanno da due anni facendo riscoprire ai napoletani il gusto di pedalare in una delle città più belle e incasinate del mondo.
C’è ancora tanto da fare, specie a livello di mentalità e di convivenza tra ciclisti, pedoni, auto e scooter, ma nonostante tutto restiamo ottimisti.

Come si svolge la vostra giornata di lavoro?

Il giovedì e il venerdì consegniamo ortofrutta biologico a domicilio per conto di Bioc’è e sono quindi giornate molto frenetiche in cui si innestano le raccomandate e le telefonate occasionali. Negli altri tre giorni può capitare che il telefono resti muto o che ci siano consegne e raccomandate che gestisce un solo bike messenger su turni predefiniti.

Usate la bici anche fuori dal lavoro?

Certo. Ognuno di noi è principalmente un ciclista urbano e poi un lavoratore e, visto che ci vorrà ancora del tempo prima di mantenersi economicamente solo con questa attività, nessuno di noi rinuncia alla propria passione per spostarsi liberamente in città.

Napoli è differente dalle altre città a livello geografico; tante salite e strade super dissestate non spingono certo all’utilizzo della bici come mezzo di trasporto quotidiano.
A voi com’è venuta l’idea di iniziare quest’attività nonostante questi problemi?

Quali problemi? Ahahah!
Napoli, geograficamente parlando, ha semplicemente delle colline che sono alla portata della maggior parte dei ciclisti urbani. Tutto il resto è pianeggiante e si può pedalare per kilometri senza incontrare una salita. In alternativa ci sono le e-bike e le pieghevoli che si stanno diffondendo molto.
Sulle buche, i sanpietrini e i basoli, basta scansare ciò che si può, usare sempre un pantaloncino imbottito sotto al pantalone e alzarsi sui pedali sulle strade peggiori!

Raccontateci un’esperienza unica in sella alle vostre bici.

Nel traffico vivi innumerevoli esperienze uniche, effettui scelte continue e, quando hai fretta, devi essere sicuro di ciò che fai nonostante guidi il mezzo più debole. Non si possono descrivere certe cose. Le esperienze davvero uniche le abbiamo quando usciamo con la Cargo Bike. I napoletani sono senza vergogna e ti dicono in faccia ciò che pensano, che sia la derisione dei ragazzini dei “quartieri”, lo stupore degli automobilisti o una battuta che ti solleva il morale. Poi c’è un capitolo a parte su ciò che ci viene chiesto di consegnare. Nella lista delle cose più strane: un portafogli con i soldi dentro da restituire al proprietario dopo che era stato trovato per strada, dentiere e affini.

Un luogo unico di Napoli che si può “vivere” solo in bici.

A noi piace molto il Lago d’Averno e, in generale, tutta la zona flegrea che, in bici, regala visioni meravigliose mentre, in città, i luoghi migliori dove poter andare solo in bici sono il Bosco di Capodimonte (ci vogliono settimane per girarlo tutto) e il Virgiliano. Quando era chiuso al traffico anche il lungomare era magnifico in bici.

E voi? Cosa aspettate a salire in sella alle bici e godervi  la nostra città in modo diverso?

Marco Basile



Comments to Andare in bici a Napoli? Si può!

  • Buongiorno!
    Vorrei fare i complimenti a questo bello spazio sulla città di Napoli. Scrivo su un blog che cerca di rivalutare in chiave politica, sociale ed istituzionale il legame che abbiamo con le nostre città e quindi non posso che apprezzare un sito come questo. Se volete guardate pure comunitainfermento.wordpress.com/ e leggete soprattutto il primo articolo che si chiama come la vostra introduzione: Perchè questo blog? (Sinceramente non abbiamo avuto una grande fantasia 🙂 ) Cerchiamo di ridare luce, splendore e spazio alle nostre città così cariche di storia e basilari nello sviluppo del Paese!
    Grazie per lo spazio ed un saluto ai lettori di questo bel sito ed a tutta Napoli!
    Joseph Gary

    Joseph Gary 13 giugno 2013 9:41 Rispondi

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