A’fronn’ e’limone, una traccia dell’antica tradizione napoletana

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A’fronn’ e’limone, una traccia dell’antica tradizione napoletana
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Uno dei tesori del patrimonio culturale partenopeo sono le tradizioni popolari. Una di queste è il canto a’fronna. La canzone è diffusa, con delle differenze soprattutto nell’entroterra giuglianese e nell’agro nocerino sarnese. Le nuove generazioni non conoscono l’esistenza del termine “fronna” o, al massimo, ne hanno sentito parlare dai propri nonni.

Origine e curiosità

Il termine è utilizzato all’interno dell’espressione fronn’ ‘e limone e rientra in un canto dalle radici molto antiche. La “fronna” è una tipologia di canto della regione Campania caratterizzato dall’andamento libero e perlopiù senza alcun accompagnamento di strumenti musicali. La caratteristica delle fronne, infatti, sta nel fatto che possono essere improvvisate da qualsiasi persona e anche da un gruppo di cantori.

A che cosa serviva a’fronna?

Questa tipologia di canto, per la sua forza comunicativa, è stato utilizzato anche come mezzo di comunicazione con i detenuti. I parenti o gli amici, infatti,  intonavano delle “fronne” per comunicare, all’amico carcerato, delle notizie o dei messaggi d’amore. Questa tradizione è stata ed è utilizzata anche come richiamo dei venditori ambulanti per attirare l’attenzione dei potenziali clienti. Potremmo quindi definire la fronna uno strumento, primordiale, di marketing che ha ispirato altre tipologie di canti, che hanno avuto un certo peso nella cultura popolare partenopea: i canti alla cilentana e quelli a figliola.



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