19 settembre San Gennaro

Grande Napoli

Nessuno tocchi San Gennaro ai napoletani.
Il popolo napoletano è molto legato al suo santo patrono, e alla sua festa del 19 settembre, dove Napoli cambia volto.

I napoletani se lo coccolano, lo consolano, San Gennaro è San Gennaro, vescovo e martire, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Alla festa di San Gennaro la chiesa esplode, ricca di ori, opulenza e potere, il sacro tesoro, omaggio di popolo e di re, domina la cappella.
Conquistatori di ogni tempo sono passati a chiedere permesso e incoronazione, tremavano al suono del te Te Deum, perchè non c’è porta che tenga, per arrivare al regno si passa solo da qua.

Il 19 settembre, anniversario della decapitazione, un vescovo in rosso muove la doppia ampolla dai rigonfiamenti disuguali, sguardi attenti aspettano che qualcosa prenda vita e cominci ad agitarsi.

Quel mezzobusto interamente dorato, prezioso quando quanto l’intero tesoro, effige miracolosa capace di arrevotare la città , che ora mormora, supplica, prega, non trova posto a capo chino attende lunghe ore sul sagrato d’ingresso.
Bisogna insistere, convincerlo, che sia con le buone o con le cattive, il miracolo lo deve fare.
L’ampolla rotea sotto la voce tonante di sua santità .
Il tabernacolo custodisce l’altro sangue e l’altro corpo, su quel tempio che fu del sole che illuminava Neapolis.
Il miracolo è sotto gli occhi, minaccia di peccato, fuoco d’Inferno che arde per l’eternità .
E quando finalmente il sangue liquefatto di San Gennaro si muove nei balsamari, si sventola il fazzoletto bianco, le campane suonano a festa, 21 colpi esplodono dal Castel Nuovo avvertendo che il miracolo è compiuto.

Napoli torna a respirare.

Sono trascorsi quasi tre secoli da quando Charles de Brosses, nel 1737, definì il miracolo di San Gennaro “Un graziosissimo capitolo di chimica” e ancora oggi, a chi indaga, seziona, studia a microscopio, ipotizza giochi di fusioni ( e confusioni ) operati da alchimisti capaci di aprire la materia, di rendere un corpo solido e farlo tornare liquida, nella città  dei riti e degli incantesimi, lo sterminato popolo di fedeli sintetizza: “Gennà  futtetenne” ( Gennaro fregatene ).

Cose da sapere

San Gennaro (Benevento 272 ““ Pozzuoli, 19 settembre 305), vescovo e martire, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, è il Patrono principale di Napoli, nel cui Duomo sono custodite due ampolle contenenti sangue allo stato solido, che la tradizione attribuisce al santo e che si liquefà  tre volte all’anno.

Le reliquie ed il sangue di San Gennaro sono custodite nella Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro.

Il Tesoro di San Gennaro è composto da straordinari capolavori raccolti in sette secoli di donazioni di papi, re, imperatori, regnanti, uomini illustri, gente comune e facente parte di collezioni uniche e intatte grazie alla Deputazione della Cappella di San Gennaro, antica istituzione laica ancora esistente nata nel 1527 per un voto della città  di Napoli. Oggi il tesoro è esposto nel Museo del Tesoro di San Gennaro.



Comments to 19 settembre San Gennaro

  • Sono sempre stato incuriosito ed ho simpatizzato con amici, che per lavoro, ho avuto a Napoli . Avrei sempre voluto approfondire la conoscenza napoletana, ma non ne ho trovato il tempo, perchè per conoscere i Napoletani, serve proprio un sacco di tempo; ho parenti, a seguito del fatto che mio padre aveva un compare
    del posto. Verro’ senz’ altro a visitare il duomo di San Gennaro, se Dio vorrà il 19-09-2012 .

    DONATO SANTARELLI 2 marzo 2012 18:09 Rispondi

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...
Menu